Parecchi anni fa i brico spopolavano; ogni ipermercato aveva il proprio brico e altri brico aprivano magari poco distante, quasi fossero funghi della stessa famiglia. A vedere tutti questi immensi magazzini di attrezzistica, minuteria e materiali tessili sembrava che la gente in massa volesse costruirsi le cose in casa e fare ristrutturazioni fai da te. In questi ultimi anni, però, evidentemente ci si sta orientando in senso inverso e i brico stanno sparendo. Nella mia zona ne hanno già chiusi due, sostituiti da un supermercato di roba cinese e l'altro da un negozio di mobili dozzinali. In questi giorni ho avuto necessità di acquistare materiale per sistemare un elettrodomestico e ho cercato il brico più vicino a casa senza successo. Viene spontaneo chiedersi perché non mi sono recata più semplicemente in un negozio di ferramenta e la risposta, anche in questo caso, ricorda quanto ho detto prima: anche le ferramenta chiudono e le poche superstiti sovente non hanno magazzino e richieste che vanno oltre viti, chiodi e lampadine richiedono un ordine specifico e giorni d'attesa, in quanto, guarda caso, il fornitore si trova in qualche lontana città italiana e il materiale non è subito disponibile. La speranza di trovare il necessario in un brico è dovuta al fatto che, essendo un centro grande e frequentato da un maggior numero di persone, sia più facile trovare quello che serve. Adesso, però, che questi centri stanno sparendo, diventa sempre difficile trovare ciò che necessita. Tornando a me, mi ero ricordata di un brico della catena Leroy Merlin, che aveva aperto anni fa e che avevo visitato una sola volta e senza soddisfazione, e, dopo essermi accertata della sua esistenza, mi sono recata in quell'ultima spiaggia con mio marito. Dal momento che è lontanissimo da casa mia, ho dovuto partire presto per poter arrivare in un orario decente e visitarlo con calma, ma una volta arrivata là ho scoperto che quel giorno il negozio era praticamente un cantiere aperto. Metà del brico era disponibile e l'altra metà era in lavorazione. E' stato complicato girare nei reparti, che ogni poco erano interrotti per i lavori in corso, tanto che non sono riuscita a capire se stavano facendo un allestimento di nuovi scaffali o se invece stavano smontando e sbaraccando quelli vecchi. Per farla breve, non ho trovato quello che cercavo e ho dovuto tornarmene a casa. Delusa per non aver risolto il problema ho fatto quello che veramente mi infastidisce e a cui non riesco ad adattarmi: ho cercato su Amazon quello che mi serviva e ho fatto fare l'ordine online da mia figlia. Da questo fatto è di nuovo venuto in chiaro con mio marito la necessità di attrezzarci per gli acquisti online, senza dover dipendere sempre da mia figlia, specie adesso che non abita più con noi. Mi sono sentita vecchia ed inadeguata a questo nuovo sistema economico, quasi il mondo mi mettesse da parte e non volesse farmi fare compere come sono abituata. Comunque, io resto refrattaria a questo tipo di acquisto via internet. Sono una persona sensoriale: devo vedere, toccare, provare e anche annusare quello che compro; le immagini, per quanto dettagliate, dei siti commerciali non mi soddisfano appieno. Mi sembra tutto così freddo ed impersonale, mi manca quel contatto che può offrirti il negozio, sia esso un supermercato o la panetteria sotto casa. Mia figlia fa un sacco di acquisti online, giustificando la cosa col fatto che lavorando ha poco tempo per queste cose, eppure è abita in una zona piena di negozi e supermercati: non è che acquistare dal proprio pc rende la gente pigra e distratta?
E' l'ultimo giorno di febbraio e domani inizia marzo, il mese della primavera, ma il tempo è fuori stagione. Sembra che l'inverno sia iniziato adesso, con le nevicate che lasciano bianchi residui un po' dappertutto e una morsa gelata che caratterizza tutte le giornate di quest'ultima settimana. Le temperature sono sotto lo 0° C e, anche se nel pomeriggio compare il sole, bisogna imbacuccarsi bene prima di mettere il naso fuori di casa. Ogni giorno ascolto le previsioni meteo per capire come saranno le precipitazioni, sempre ammesso che ce ne siano, e sapere quanto devo coprirmi. Avrei preferito questo tempo nei mesi precedenti, ma il cambiamento climatico ci riserva anomalie simili tutti gli anni. Non riesco ad abituarmi a queste stagioni così strane, ma è anche colpa della televisione che continua a fare paragoni con annate troppo lontane nel tempo e a parlare di medie stagionali che ormai non hanno più ragione d'essere. Non sarebbe ora di un adattamento più globale a queste nuove condizioni? Se il tempo è cambiato, non credo sia possibile farlo tornare indietro; allora accettiamolo così come è e utilizziamo termini di paragone più recenti. Comprendo che l'imprevedibilità climatica impedisca di avere parametri stabili, ma che senso ha parlare adesso di una primavera del 1978 o di un'estate caldissima del 1952? Credo che i paragoni vadano fatti con le medie stagionali di questi ultimi venti-trenta anni, oltre non ha più senso; mi viene solo la malinconia.
Capelli lunghi o corti? Sono mesi che mi pongo la domanda senza arrivare ad una decisione . Vorrei cambiare pettinatura, ma sono così indecisa, o meglio, così pigra, che rimando sempre. Con la scusa del maltempo mi dico che andrò dalla parrucchiera il giorno dopo e, così dicendo, diventa il giorno dopo l'altro e poi dopo l'altro ancora. Il fatto che io amo i capelli lunghi, li ho sempre portati per anni, anche se pettinature corte hanno alternato quelle lunghe, ma adesso è diverso. Da più di un anno non faccio tinte e i capelli sono diventati grigi e lunghissimi, ma mi piace vedere questa chioma argentata. Quello che mi crea problema è mantenerla in ordine. Lavaggi e messa in piega richiedono più tempo e io mi stanco in fretta e la malattia non mi aiuta; il taglio più corto sveltisce le operazioni ed è più semplice mantenerlo ordinato. Eppure, non sono convinta. Mi guardo allo specchio e con i miei capelli lunghi e grigi vedo me stessa. Andrò dalla parrucchiera e li farò tagliare, ma ... non sarà domani :P
Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo
Benvenuti nel mio blog, dedicato ai miei avvenimenti personali, ai miei pensieri e alla mia produzione grafica firmata Hamm. Le etichette dei topic sono catalogate in base al tema delle immagini. Se prelevate i miei lavori grafici per esporli nei vostri siti, rispettate i credits. Buona navigazione.
Welcome to my blog, dedicated to my personal events, my thoughts and my graphic production signed Hamm. The labels of the topics are categorized according to the theme of the images. If you are collecting my artwork to expose them in your sites, respected the credits. Good navigation.
mercoledì 28 febbraio 2018
lunedì 26 febbraio 2018
Neve a febbraio
L'inverno riserva ancora qualche sorpresa; come quegli studenti che arrivano alla fine dell'anno scolastico e devono rimediare le insufficienze per essere promossi, così la stagione si è affrettata a mostrare il suo lato più rigido con un po' di neve. Nell'arco di una giornata è diventato tutto bianco, persino il mio balcone e i miei vasi abbandonati erano coperti di neve e io mi sono ritrovata a guardare fuori dalla finestra lo sfarfallio dei fiocchi che cadevano, incredula nel vederli scendere alla fine di febbraio. Questa mattina c'era ghiaccio dappertutto e le macchine che uscivano dal cortile stridevano sulle lastre indurite, ormai sporche e segnate dai copertoni. Che seccatura! Devo fare la spesa e sono qui davanti al computer :\ Di colpo le temperature si sono abbassate e per fortuna la mia caldaia funziona. I giorni scorsi si era guastata e l'intervento del tecnico è stato salatissimo; per fortuna il problema si è verificato in giornate accettabili, in cui non era così freddo, se fosse accaduto in questi giorni nevosi sarebbe stato complicato e non so cosa avrei fatto. Comunque, mi aspettavo che dopo la nevicata piovesse, invece sembra che la perturbazione sia passata, lasciandosi dietro tanto freddo e niente altre precipitazioni. Se penso che solo la settimana scorsa pensavo di fare qualche cambio nell'armadio e mettere fuori le giacche più leggere ... Questi sbalzi di temperatura influiscono anche sulla salute e le malattie sono dietro l'angolo. Da poco tempo i miei genitori si sono rimessi dall'influenza dopo ben due mesi e adesso è toccato ai miei figli :( Le malattie virali di quest'anno sono veramente aggressive e non danno tregua; il vaccino, in ogni caso, ha solo evitato i danni peggiori ma non l'indisposizione. Io e mio marito ci siamo salvati per puro caso, giusto per occuparci del resto della famiglia, ma l'inverno non è ancora finito e la primavera è infida.
Non è un periodo particolarmente buono, sono così deconcentrata che mi occupo dei miei forum sporadicamente. Cattivi Soggetti è il sito più impegnativo, eppure non riesco a fare del mio meglio neanche lì, dove c'è gente che aspetta il mio intervento. In famiglia ci sono stati dispiaceri, che ci hanno coinvolti tutti, e io ho faticato a tornare serena. L'unica cosa positiva è che il progetto di sistemare la casa è andato a buon termine. Non ho venduto niente, non ho comprato niente, ma ho eliminato qualcosa. Avevo sperato che in questo inizio del 2018 si concretizzasse la questione e così è stato. Devo ancora cambiare il divano e gli infissi delle finestre, è vero; ma per queste cose mi organizzerò più avanti, al momento mi godo la casa così come è. Mio marito non vuole cambiare i mobili, né gli arredi; secondo lui tutte queste cose che riempiono la casa raccontano la nostra vita e sono state scelte solo ed esclusivamente da noi. Persino i recenti acquisti rappresentano un momento della nostra esistenza. Chiamare un arredatore che ci ristrutturi l'appartamento, significherebbe avere una casa bellissima ma impersonale, anche se poi metterebbe dentro i nostri oggetti. Da sempre i progetti di arredo li ho fatti io. Con tanta pazienza ho disegnato la disposizione degli ingombri per ogni stanza, scelto tinte e complementi e anche quando è stato il momento di scegliere la cucina, la stanza più complicata della casa, io avevo il mio progetto pronto. Insomma, il miglior arredatore di casa sono io, con tutti i difetti e le incompetenze che ne derivano in quanto non è il mio mestiere. Per mio marito, la casa adesso va bene così e credo che lo sia anche per me. E' vero, è lui che ha dovuto spostare e smontare mobili e io ho solo detto dove metterli e, forse, con il passare degli anni è anche passata la voglia di fare lavori simili, ma, in definitiva, siamo giunti ad una disposizione finale. La cosa più strana, in assoluto, è che sembra che ci sia ... più spazio :o La sala da pranzo è ancora allo stesso posto, ma mettendoci sopra meno soprammobili e lucidandola, ha un aspetto diverso. Nell'ingresso e nello sgabuzzino abbiamo tolto in tutto due mobili e in questo caso si è fatto più spazio, poi abbiamo ripulito i cassetti e fatto un po' di vuoto persino nell'armadio. In conclusione, eliminando delle cose abbiamo avuto più ordine e una diversa percezione degli ingombri, anche se tutto, poi, è rimasto dove era. Mio marito dice che i mobili stanno bene dove sono e io dico che il mio progetto era giusto, già in origine.
Non so, ci sono momenti in cui si vorrebbe cambiare tutto, avere una prospettiva di vita diversa e la casa dovrebbe riflettere questo cambiamento; ma questo significherebbe essere anche senza un passato. Forse, in alcuni casi, un cambiamento così radicale è necessario, un vero taglio con il passato, riscriversi ed iniziare un nuovo capitolo della propria vita richiede un ambiente totalmente diverso, fatto di cose nuove. Eppure ci sono casi, e probabilmente questo è il mio, in cui in cui il passato e il presente rappresentano la continuità con il futuro, in un unico filo logico. Quello che io vedo intorno a me, nella mia casa, non è altro che la rappresentazione del mio vissuto e, anche se c'è qualcosa che non mi piace più, questo comunque può raccontare momenti belli che non tornano più e se non mi piace è solo perché è vecchio, non più di moda. Spesso penso alla casa di mia figlia, tutta nuova e bellissima, ma anche lei si è fatta il progetto da sola e la casa racconta la sua storia, il suo passato e il suo presente; magari tra un po' di anni, come me, vorrà cambiare qualcosa e come me si troverà ad affrontare il vissuto e a scegliere se eliminarlo o conservarlo. Anche se l'usura può essere un fattore importante nell'eliminazione :D :D :D
Non è un periodo particolarmente buono, sono così deconcentrata che mi occupo dei miei forum sporadicamente. Cattivi Soggetti è il sito più impegnativo, eppure non riesco a fare del mio meglio neanche lì, dove c'è gente che aspetta il mio intervento. In famiglia ci sono stati dispiaceri, che ci hanno coinvolti tutti, e io ho faticato a tornare serena. L'unica cosa positiva è che il progetto di sistemare la casa è andato a buon termine. Non ho venduto niente, non ho comprato niente, ma ho eliminato qualcosa. Avevo sperato che in questo inizio del 2018 si concretizzasse la questione e così è stato. Devo ancora cambiare il divano e gli infissi delle finestre, è vero; ma per queste cose mi organizzerò più avanti, al momento mi godo la casa così come è. Mio marito non vuole cambiare i mobili, né gli arredi; secondo lui tutte queste cose che riempiono la casa raccontano la nostra vita e sono state scelte solo ed esclusivamente da noi. Persino i recenti acquisti rappresentano un momento della nostra esistenza. Chiamare un arredatore che ci ristrutturi l'appartamento, significherebbe avere una casa bellissima ma impersonale, anche se poi metterebbe dentro i nostri oggetti. Da sempre i progetti di arredo li ho fatti io. Con tanta pazienza ho disegnato la disposizione degli ingombri per ogni stanza, scelto tinte e complementi e anche quando è stato il momento di scegliere la cucina, la stanza più complicata della casa, io avevo il mio progetto pronto. Insomma, il miglior arredatore di casa sono io, con tutti i difetti e le incompetenze che ne derivano in quanto non è il mio mestiere. Per mio marito, la casa adesso va bene così e credo che lo sia anche per me. E' vero, è lui che ha dovuto spostare e smontare mobili e io ho solo detto dove metterli e, forse, con il passare degli anni è anche passata la voglia di fare lavori simili, ma, in definitiva, siamo giunti ad una disposizione finale. La cosa più strana, in assoluto, è che sembra che ci sia ... più spazio :o La sala da pranzo è ancora allo stesso posto, ma mettendoci sopra meno soprammobili e lucidandola, ha un aspetto diverso. Nell'ingresso e nello sgabuzzino abbiamo tolto in tutto due mobili e in questo caso si è fatto più spazio, poi abbiamo ripulito i cassetti e fatto un po' di vuoto persino nell'armadio. In conclusione, eliminando delle cose abbiamo avuto più ordine e una diversa percezione degli ingombri, anche se tutto, poi, è rimasto dove era. Mio marito dice che i mobili stanno bene dove sono e io dico che il mio progetto era giusto, già in origine.
Non so, ci sono momenti in cui si vorrebbe cambiare tutto, avere una prospettiva di vita diversa e la casa dovrebbe riflettere questo cambiamento; ma questo significherebbe essere anche senza un passato. Forse, in alcuni casi, un cambiamento così radicale è necessario, un vero taglio con il passato, riscriversi ed iniziare un nuovo capitolo della propria vita richiede un ambiente totalmente diverso, fatto di cose nuove. Eppure ci sono casi, e probabilmente questo è il mio, in cui in cui il passato e il presente rappresentano la continuità con il futuro, in un unico filo logico. Quello che io vedo intorno a me, nella mia casa, non è altro che la rappresentazione del mio vissuto e, anche se c'è qualcosa che non mi piace più, questo comunque può raccontare momenti belli che non tornano più e se non mi piace è solo perché è vecchio, non più di moda. Spesso penso alla casa di mia figlia, tutta nuova e bellissima, ma anche lei si è fatta il progetto da sola e la casa racconta la sua storia, il suo passato e il suo presente; magari tra un po' di anni, come me, vorrà cambiare qualcosa e come me si troverà ad affrontare il vissuto e a scegliere se eliminarlo o conservarlo. Anche se l'usura può essere un fattore importante nell'eliminazione :D :D :D
mercoledì 14 febbraio 2018
La coda dell'inverno
Sono stata così indaffarata nelle mie cose che non ho avuto tempo per accorgermi del ... tempo XD In questi giorni si è verifica quella che io chiamo "coda dell'inverno", cioè le giornate sono state particolarmente fredde e negli unici due giorni in cui è piovuto è comparsa anche un po' di neve, che però è subito sparita, lavata via dalla pioggia. Intanto il mese di febbraio è da considerarsi ancora un mese freddo, anzi, è stato più freddo dei precedenti mesi invernali; le temperature sono sempre basse, anche quando splende il sole. Ci sono state tante mattinate di foschia e di nebbia, che hanno completato questo clima gelido e invernale, nemmeno l'allungarsi delle ore di luce ha compensato la stagione, che si è dimostrata ancora rigida ed inclemente. I pomeriggi luminosi fanno pensare a riporre i capi più pesanti nell'armadio e ad indossare le prime giacche più leggere, ma tutto illusorio; non appena si mette il naso fuori della porta ci si accorge che fa ancora freddo. Dalla finestra di casa guardo sempre le montagne e al momento sono ancora coperte di neve. Da una parte vorrei che rimassero a lungo così: adoro le stagioni fredde. Purtroppo, la primavera è già alle porte. Me ne sono accorta perché in uno dei miei vasi sul balcone è spuntata l'erba cipollina. La scorsa primavera avevo deciso di arredare il balcone con le erbe aromatiche e, dal momento che sono piante annuali, con l'arrivo dell'autunno avevano terminato la loro vita vegetativa ed erano seccate. Io pigramente le avevo abbandonate lì dove erano, con l'intento di sostituirle nella primavera ventura con nuovi acquisti, ma mi sono accorta recentemente che invece qualcosa si era mosso. Sottili fili di erba cipollina erano comparsi, facendosi strada sul vecchio ciuffo secco e questo mi ha fatto pensare che forse potrei trovare anche qualche pianta di basilico, nata dalla semenza caduta. Tale scoperta mi ha fatto capire che l'inverno è agli sgoccioli e che presto dovrò pensare alla pulizia e riordino del balcone; ma anche un altro seccante evento ha sottolineato il cambio stagionale: i primi scarafaggi in casa. Non dico delle urla che ho lanciato :o
FELICE SAN VALENTINO
lunedì 12 febbraio 2018
Una richiesta grafica inaspettata
Da un po' di tempo ho ripreso ad occuparmi dei miei forum, ad aggiornarli e a frequentarli con un po' più di assiduità, finché un giorno non mi è arrivato un messaggio con una richiesta di aiuto per il rinnovo grafico di un forum. Un mio amico di internet mi ha chiesto di aiutarlo a rimettere in piedi un vecchio forum abbandonato, che probabilmente aveva ereditato dal precedente founder, e di rifargli interamente la grafica. Naturalmente ho accettato la proposta dal momento che mi piace lavorare a questo genere di grafica e mi piace veder prendere forma il forum ad ogni piccolo cambiamento; così mi sono messa subito al lavoro trascurando nuovamente i miei spazi web. La questione, purtroppo, ha richiesto lunghi giorni di lavoro. Ho rifatto il logo, lo sfondo, le targhette e tutti gli accessori da mettere in tabella, la tag di spam, i banner per le affiliazioni e i tesserini per l'utenza; insomma, c'è voluto tempo e fatica, ma alla fine sono stata compensata da una grande soddisfazione, non solo mia per fortuna :) Generalmente mi occupo solo della grafica dei miei siti, ma non è la prima volta che mi occupo anche di quella di forum dei miei amici. Perdermi in questo genere di lavoro mi tiene la mente occupata ed è una cosa che nel contempo solletica il mio estro creativo. Da quando non dipingo e non disegno più a causa della malattia, la grafica ha riempito quel vuoto incolmabile che il desiderio creativo può generare quando non lo si soddisfa; è un sistema che aiuta ad esternare la propria creatività e a modulare l'impulso artisitco . Non posso certo creare immagini come nei quadri, ma è comunque soddisfacente elaborare composizioni con il materiale grafico; quindi ben venga anche una semplice richiesta di aiuto grafico: io sono sempre pronta e il mio estro artistico anche :D
Recentemente sono stata ad Ikea. Già, è un posto dove si trovano un sacco di cose interessanti e non sono mai riuscita a visitarlo e ad uscirne senza aver comprato qualcosa. Questa volta, però, la mia non era una visita di curiosità per scoprire cose nuove o svagarmi, volevo acquistare una sedia per la mia scrivania. In tanti anni ho cambiato sedie e scrivanie, che hanno dovuto adattarsi alle esigenze del momento, spesso legate al tipo di computer e di stampante che avevo, fino a che sono arrivata a quella che ho adesso e che spero di tenere per lungo tempo. Quest'ultima scrivania è un modello in stile classico, semplice ma elegante, e ad essa ho sempre abbinato poltroncine che avevo già in casa, piuttosto rigide e scomode e a cui mi sono sempre adattata senza lamentarmi più di tanto; solo adesso, con l'avanzare dell'età, volevo invece qualcosa di veramente comodo, funzionale e in stile ufficio. Quando mia figlia ha messo su casa, ho approfittato del fatto che aveva lasciato dietro la sedia della sua scrivania, munita di rotelle e con seduta regolabile in altezza. Purtroppo, essendo stata acquistata con i mobili della camera ragazzi, la sedia era ormai consunta dall'uso e quando mi sono ritrovata seduta all'altezza del pavimento ho capito che era arrivato il momento di cambiarla e così sono andata ad Ikea. Tra i tanti modelli proposti e i tanti prezzi, nella scelta mi è stato d'aiuto mio marito. La mia nuova sedia da scrivania ha le rotelle, la seduta regolabile e uno schienale che aiuta a mantenere la schiena diritta, senza contare che è pure munito di un sistema basculante automatico per reclinarsi alla sollecitazione e ritornare automaticamente in pozione con un dolce accompagnamento. Questo tipo di sedia è analogo a quello che usa mio marito in ufficio. Quando l'ho provata in negozio l'ho subito trovata comodissima e da giorni la uso con molto piacere. Finalmente ho di nuovo una sedia con i braccioli e finalmente riesco ad alzarmi senza fatica :) Anche il prezzo è stato accettabile, tanto che mentre ero ad Ikea mi sono lasciata tirare da tre fantastici cactus di ceramica, che ho acquistato per la mia cucina. Lo so, non erano in programma, ma con Ikea mi succede sempre così: entro, mi riprometto di non comprare nulla o solo l'indispensabile e poi esco con qualcosa di non programmato :D
Recentemente sono stata ad Ikea. Già, è un posto dove si trovano un sacco di cose interessanti e non sono mai riuscita a visitarlo e ad uscirne senza aver comprato qualcosa. Questa volta, però, la mia non era una visita di curiosità per scoprire cose nuove o svagarmi, volevo acquistare una sedia per la mia scrivania. In tanti anni ho cambiato sedie e scrivanie, che hanno dovuto adattarsi alle esigenze del momento, spesso legate al tipo di computer e di stampante che avevo, fino a che sono arrivata a quella che ho adesso e che spero di tenere per lungo tempo. Quest'ultima scrivania è un modello in stile classico, semplice ma elegante, e ad essa ho sempre abbinato poltroncine che avevo già in casa, piuttosto rigide e scomode e a cui mi sono sempre adattata senza lamentarmi più di tanto; solo adesso, con l'avanzare dell'età, volevo invece qualcosa di veramente comodo, funzionale e in stile ufficio. Quando mia figlia ha messo su casa, ho approfittato del fatto che aveva lasciato dietro la sedia della sua scrivania, munita di rotelle e con seduta regolabile in altezza. Purtroppo, essendo stata acquistata con i mobili della camera ragazzi, la sedia era ormai consunta dall'uso e quando mi sono ritrovata seduta all'altezza del pavimento ho capito che era arrivato il momento di cambiarla e così sono andata ad Ikea. Tra i tanti modelli proposti e i tanti prezzi, nella scelta mi è stato d'aiuto mio marito. La mia nuova sedia da scrivania ha le rotelle, la seduta regolabile e uno schienale che aiuta a mantenere la schiena diritta, senza contare che è pure munito di un sistema basculante automatico per reclinarsi alla sollecitazione e ritornare automaticamente in pozione con un dolce accompagnamento. Questo tipo di sedia è analogo a quello che usa mio marito in ufficio. Quando l'ho provata in negozio l'ho subito trovata comodissima e da giorni la uso con molto piacere. Finalmente ho di nuovo una sedia con i braccioli e finalmente riesco ad alzarmi senza fatica :) Anche il prezzo è stato accettabile, tanto che mentre ero ad Ikea mi sono lasciata tirare da tre fantastici cactus di ceramica, che ho acquistato per la mia cucina. Lo so, non erano in programma, ma con Ikea mi succede sempre così: entro, mi riprometto di non comprare nulla o solo l'indispensabile e poi esco con qualcosa di non programmato :D
mercoledì 24 gennaio 2018
Una decisione faticosa
Ne parlo da mesi, senza mai arrivare ad una soluzione; è il mio cruccio di questi ultimi tempi. che chiede di essere risolto e che mi sono posta di portare a termine entro quest'anno nuovo, insomma, sto parlando della vecchia questione di eliminare dei vecchi mobili e che invece ... ho deciso di tenere. Ma, ricapitoliamo questa storia, di cui ho già riempito post e post in questo blog. L'anno scorso avevo deciso di eliminare la mia vecchia ed antica sala da pranzo, in quanto, per motivi di salute, non faccio più inviti a pranzo o a cena. I mobili che la compongono sono, come ho detto prima, molto antichi e anche molto ingombranti, pertanto avevo pensato di sostituirli con qualcosa di più moderno, come poltrone, un divano nuovo e una piccola credenza bassa. Il progetto l'avevo creato da mesi, ma non avevo ancora deciso che stile specifico scegliere, dato che le moderne tendenze offrono diverse soluzioni, ma nessuna di queste mi convinceva sufficientemente da spingermi a fare una scelta. La questione era sempre la stessa: i colori erano o troppo chiari o troppo scuri, le linee troppo spartane o con motivi e materiali troppo azzardati per i miei gusti. Per farla breve: non riuscivo a focalizzare che nuovo stile volevo vedere a casa mia. Mi piaceva tutto e non mi piaceva niente. La questione, di questo passo, si è protratta fino al periodo natalizio, tra discussioni e tentennamenti, fino a diventare motivo di litigi con mio marito che, esasperato, si è rifiutato di sentir parlare ancora dell'argomento, finché è rimasta sospesa. Già, fino a che, dopo l'Epifania, io non ho ripreso a cercare uno stile per la mia stanza e ho deciso di vendere finalmente i mobili. Neanche a farlo apposta, nella settimana in cui sono stata poco bene, ho realizzato che dovevo terminare la faccenda una volta per tutte. Siccome non mi occupavo dei miei forum per via del malessere, ho cominciato ad occuparmi della cosa, incontrando le prime difficoltà. Per sbarazzarmi dei vecchi mobili era necessario venderli privatamente oppure rivolgermi a ditte che si occupano dell'acquisto di mobili e, nel mio caso specifico, di mobili antichi. Nel primo caso significava mettere un annuncio in internet, previa iscrizione, in siti specializzati per la vendita tra privati, seguire l'annuncio, ricevere contatti e avere gente per casa che sarebbe venuta a vedere la merce. Nel secondo caso, sarebbe stato necessario inviare le foto dei mobili da vendere alle ditte specializzate, attendere un riscontro ed infine adire alla vendita con tanto di smontaggio, trasporto, ecc. Detta così, sembra una cosa fattibile; ma per me niente è fattibile. Anni fa avevo venduto un pianoforte con il primo sistema, cioè quello dell'annuncio privato, ed era stata una grossa seccatura. All'epoca c'era ancora mia figlia in casa ed aveva seguito lei l'andirivieni di persone, le telefonate , i messaggi e così via; sinceramente non me la sono sentita di farlo da sola ed ho scartato la prima ipotesi. Restava la seconda soluzione, ma anche quella non mi piaceva. Pur risolvendo in fretta il problema, sarei rimasta con la stanza mezza vuota, non avrei avuto un grande guadagno dalla vendita e soprattutto non avevo ancora deciso che stile di mobili mettere in sostituzione. Mio marito, inoltre, mi aveva fatto presente che la vendita dei mobili avrebbe comportato necessariamente l'intervento di un imbianchino, per cancellare i segni rimasti dopo lo spostamento, e che questo avrebbe significato che i soldi della vendita sarebbero sarebbero stati investiti nell'imbiancatura, anzi, nemmeno sarebbero bastati e io a questo non ci avevo pensato neanche lontanamente. Ammetto che con il passare del tempo sono diventata sempre più pigra e l'idea di avere trambusto in casa mi sconcerta sempre di più, per cui, piuttosto che avere curiosi in casa e operai al lavoro, ho deciso che se volevo evitare grattacapi era meglio tenere tutto e lasciare le cose come stavano. Mio marito, essendo una persona più pratica di me, mi ha fatto notare, dopo aver fatto due conti, che una ristrutturazione globale della stanza con imbiancatura e acquisto di nuovi mobili, avrebbe avuto , al di là del disturbo, pure un peso notevole sul portafoglio . Un po' amareggiata per la conclusione e la decisione presa, mi sentivo insoddisfatta; io volevo un cambiamento, qualcosa di nuovo che desse uno stile a quella stanza che ormai non mi convinceva più. Poi, l'idea! Il relooking totale poteva essere fatto in stile più economico. Dal momento che avevo deciso di conservare tutto, questo non implicava che si potessero fare piccoli cambiamenti. Per dare un carattere nuovo alla stanza e una nuova luce ai vecchi mobili, erano sufficienti dei nuovi complementi d'arredo. La soluzione era nel mettere qualcosa di nuovo che non snaturasse lo stile originale della stanza, ma che solo ne omogenizzasse il contenuto. Dal momento che nella mia sala da pranzo sono presenti elementi d'antiquariato ed elementi di stile contemporaneo, il punto era trovare il trait d'union che legasse armonicamente i due stili, ma già anni addietro mi ero confrontata con questo problema e quindi non era una questione nuova. All'epoca purtroppo avevo iniziato l'opera di arredo, scegliendo complementi che mi emozionavano sul momento, senza pensare se erano adatti o meno ai mobili e alle pareti a cui erano destinati; invece adesso, con l'esperienza, mi sono accorta che una diversa disposizione di quegli stessi oggetti poteva non solo valorizzarli, ma che valorizzava anche i mobili. A quel tempo, il mio interesse era legato particolarmente agli oggetti etnici che, per la loro peculiarità, potevano essere inseriti facilmente sia nell'arredo d'antiquariato che in quello moderno; per cui da subito mi è bastato spostare alcuni oggetti ed eliminarne altri per avere una nuova prospettiva della stanza. In pratica, la soluzione ce l'avevo già in casa e davanti agli occhi. Riconsiderando la scelta del complemento in stile etnico e decidendo di incrementare quella del complemento moderno, io e mio marito abbiamo deciso che avremmo acquistato solo pochi nuovi oggetti per rinnovare la sala. La soluzione si è mostrata vincente: due quadri nuovi e una lampada nuova hanno subito cambiato aspetto alla stanza, senza spolpare troppo il portafoglio. L'unico grosso cambiamento che invece è rimasto in programma è quello riguardante il divano, che dopo trent'anni andrà finalmente in pensione :D
giovedì 11 gennaio 2018
Due giorni di pioggia
Quando ho guardato fuori dalla finestra ed ho scoperto che stava piovendo, quasi non riuscivo a crederci e quando è piovuto per ben due giorni, altrettanto. La pioggia, come ho detto, è durata poco e poi è subito tornato il bel tempo. Vedere e sentire la pioggia sta diventando ormai un evento eccezionale in questo inverno mancato; solo due giorni di neve, solo due giorni di pioggia: il maltempo è tutto qui. Tanto sole, poi. Descritto in questo modo sembrerebbe un clima da favola e in effetti lo è, ma non mi aspetto il lieto fine. Tutta le neve che era venuta prima di Natale è sparita e quel che ne rimane è solo sulle montagne che vedo dalla finestra. Anche oggi c'è il sole e fa anche meno freddo, così ho deciso di togliere una delle coperte pesanti dal letto: mi sembra che sia primavera. A vedere tutto questo sole mi viene voglia di acquistare nuove piantine per i miei vasi sul balcone, poi guardo il calendario e quello mi dice che sono appena passati pochi giorni dall'inizio dell'anno e che siamo ancora a gennaio. Impossibile. Nell'armadio ci sono ancora appesi i piumini, la sciarpa e il cappello nuovi sono in cima, dentro il cassetto, e io sto pensando alle giacche più leggere: assurdo. Non sono più uscita da quando è finito il periodo natalizio, chiusa in casa a rimettere a posto le cose dopo che mio figlio se ne è tornato per conto suo; non so nemmeno se va bene il piumino o la giacca più leggera . Il sole intanto mi inonda la casa e mette in chiaro la polvere sui mobili. Uff! Con il buio dei due giorni di pioggia almeno non si vedeva.
Ancora forum. Restando a casa a riordinare, nel tempo di riposo mi occupo dei miei forum. Ho ripreso a seguire Etheria-Chronicles, forum fantasy che ultimamente avevo trascurato ed ho iniziato a riempirlo di topic. Rivedendo il tema del forum, mi sono accorta che alcune sezioni contengono argomenti ormai vecchi e che non interessano più, così ho pensato di portarle a termine aggiungendo le discussioni che mancavano. Ho anche scoperto che avevo preparato materiale per le discussioni e che l'avevo lasciato inutilizzato in archivio per mesi e anni: che fesseria! A mia discolpa posso solo dire che, avendo tanti forum, non ho sufficiente tempo per dedicarmi a tutti: ho anche una vita reale da vivere, ben più importante degli spazi web. In questi giorni passati su Etheria- Chronicles mi sono accorta che molti degli argomenti trattati non mi interessano più, che il fantasy, per alcuni aspetti, comincia a stancarmi e che invece è cresciuto di più l'interesse per i blog, più personali, e che mi permettono di esprimermi al meglio in campo grafico. Etheria-Chronicles, adesso, ha subito arrangiamenti grafici che ne hanno migliorato l'aspetto, senza però modificare quello originale che è rimasto intatto; quindi, niente skin nuova, né targhette nuove. Il forum si sta adesso riempiendo di notizie e tutte le sezioni hanno i topic ordinati e razionalizzati; niente più confusione e tutto è consultabile con maggiore facilità. Sono soddisfatta del mio lavoro e del risulto raggiunto, ma sono dubbiosa sul destino del sito: se molti argomenti non mi interessano più, perché continuare a tenerlo? Una mia amica, con cui spesso parlo di forum in quanto condividiamo lo stesso interesse, mi aveva consigliato di mettere i forum, in cui non si vuole più fare attività, in forma di solo lettura, lasciando l'accessibilità per la consultazione. Ammetto che non è una cattiva idea e che mi permetterebbe di dedicarmi con più attenzione a ciò che mi interessa realmente, ma è anche un modo per dichiarare che si sono chiusi i battenti per quel forum. Certo che dopo anni di cura ed attenzioni, finire così ... Beh, non tutto dura in eterno, specie se parliamo di internet.
Da parecchi giorni sto valutando con attenzione i miei acquisti fatti su Amazon e ho qualche perplessità. Ho fatto due spese, che per il mio portafoglio, sono state importanti, ma che non mi stanno soddisfacendo pienamente. Ricapitoliamo i fatti: prima di Natale ho acquistato su Amazon un aspirapolvere ed una borsetta e questi due oggetti sono entrati nell'uso quotidiano. Per quanto riguarda l'aspirapolvere non sono del tutto contenta : i pezzi che compongono il bastone di aspirazione sono ad incastro e, se da una parte si sfilano facilmente permettendo di passare con semplicità agli accessori necessari, dall'altra si staccano troppo in fretta, così mi succede di ritrovarmi con la spazzola per terra ed il bastone in mano. Non ho molta forza per incastrare bene i pezzi e mi ritrovo spesso a dover rimontare i componenti del bastone dell'aspirapolvere proprio mentre lo sto usando e questo è seccante. E il rumore? Questo aspirapolvere è rumorosissimo e dopo due stanze comincio ad avere le vertigini per il baccano che fa; dovrei mettere i tappi per non sentire il ronzio del motore. Non è che il rumore sia collegato alla potenza, anzi, quanto a potenza non è che sia poi così portentosa. La spazzola, poi, non ha una buona aderenza sul pavimento e quando la passo sotto il letto si solleva e non aspira più; va a finire che, quando ho terminato di usare l'elettrodomestico devo passare la scopa Swiffer per rifinire. I vantaggi di questo aspirapolvere sono le dimensioni e il peso, essendo più piccolo lo ripongo con più facilità e occupa meno spazio; essendo più leggero posso sollevarlo facilmente con il suo maniglione e spostarlo rapidamente mentre pulisco. Quello che io mi chiedo è che se , invece di comprarlo in internet, l'avessi comprato in negozio avrei fatto la stessa scelta. Dal vivo le cose si possono toccare e valutare in maniera differente, ma il precedente aspirapolvere, che avevo acquistato in negozio, con l'uso, mi sono accorta che la sagoma semi-triangolare della spazzola non arrivava negli angoli e che il montaggio del bastone era difficoltoso e richiedeva forza per staccare i pezzi e cambiare gli accessori, senza contare che il peso mi obbligava a trascinare l'apparecchio. In conclusione, gli sbagli si fanno in qualunque modo. Ma , adesso, passiamo alla borsetta. In internet mi sembrava bellissima, dal vero un po' meno. Premetto che è il classico prodotto cinese e già il prezzo in partenza chiariva cosa stavo comprando ma, a parte questo, qualcosa di buono ce l'ha. Il colore è strano, è un beige che vira al giallo ed è un colore che non ho mai avuto, si abbina a tutto e dà una nota allegra agli outfit invernali. La forma è quella che mi attirato di più e ne sono soddisfatta; è una borsetta piena di piccoli spazi e l'interno è come quello di borse che avevo già avuto e che non riesco a trovare più: diviso a metà e con tasche interne. E' spaziosa e posso suddividere i miei oggetti personali come voglio io e, quando sono fuori casa, posso buttarci dentro quello che mi capita per poi ritrovarlo senza perdere tempo a frugare. Ma se è una borsetta così soddisfacente, che cosa ha che non va? Il peso!!!!!! Sono stata una cretina a non pensare che tutte quelle cerniere e fibbie che la ornano sono un peso in più oltre a quello che uno ci mette dentro. La cosa assurda è che questo errore l'avevo già fatto in passato. Anni addietro avevo comprato una borsa nera con ornamenti metallici e l'avevo poi data a mia figlia perché diventava troppo pesante quando ci mettevo le cose dentro e adesso ci sono ricascata, ma la borsa è beige :$
Da delirio 8| Ultima cosa: le tasche laterali della borsetta sono troppo strette e profonde per metterci dentro qualcosa, sono inutilizzabili e forse sono lì solo per bellezza. E altro peso :\
Da prima di Natale i miei genitori sono influenzati e la malattia non sembra volersene più andare. Nonostante le cure mediche, stanno sempre male e sono tormentati da tosse e stanchezza. Il mio papà sta un po' meglio e non so se questo dipenda dal fatto che ha fatto il vaccino o perché non ha tutti i problemi che ha mia mamma, ma almeno lui, dopo settimane, è riuscito ad uscire di casa. E' una cosa terribile: le influenze stanno diventando malattie letali. I miei genitori mi hanno comunicato che un loro conoscente è mancato dopo un'influenza e che altre persone che conoscono sono dovute ricorrere all'assistenza ospedaliera, insomma, una mattanza da malattie da raffreddamento. Io, per fortuna, fino adesso, non ho preso neanche un raffreddore, ma la paura di contrarre questo nuovo tipo di influenza è tanta. Ormai queste malattia dura come minimo un mese e se ne va lasciando strascichi che perdurano per parecchio tempo: preoccupa davvero. Mi ricordo quando mia mamma mi diceva del raffreddore: tre giorni a venire, tre giorni ad andare, ed era vero; ora, anche il più banale raffreddore nasconde insidie più brutte ed è la porta per l'influenza. Che tristezza! :(
Ancora forum. Restando a casa a riordinare, nel tempo di riposo mi occupo dei miei forum. Ho ripreso a seguire Etheria-Chronicles, forum fantasy che ultimamente avevo trascurato ed ho iniziato a riempirlo di topic. Rivedendo il tema del forum, mi sono accorta che alcune sezioni contengono argomenti ormai vecchi e che non interessano più, così ho pensato di portarle a termine aggiungendo le discussioni che mancavano. Ho anche scoperto che avevo preparato materiale per le discussioni e che l'avevo lasciato inutilizzato in archivio per mesi e anni: che fesseria! A mia discolpa posso solo dire che, avendo tanti forum, non ho sufficiente tempo per dedicarmi a tutti: ho anche una vita reale da vivere, ben più importante degli spazi web. In questi giorni passati su Etheria- Chronicles mi sono accorta che molti degli argomenti trattati non mi interessano più, che il fantasy, per alcuni aspetti, comincia a stancarmi e che invece è cresciuto di più l'interesse per i blog, più personali, e che mi permettono di esprimermi al meglio in campo grafico. Etheria-Chronicles, adesso, ha subito arrangiamenti grafici che ne hanno migliorato l'aspetto, senza però modificare quello originale che è rimasto intatto; quindi, niente skin nuova, né targhette nuove. Il forum si sta adesso riempiendo di notizie e tutte le sezioni hanno i topic ordinati e razionalizzati; niente più confusione e tutto è consultabile con maggiore facilità. Sono soddisfatta del mio lavoro e del risulto raggiunto, ma sono dubbiosa sul destino del sito: se molti argomenti non mi interessano più, perché continuare a tenerlo? Una mia amica, con cui spesso parlo di forum in quanto condividiamo lo stesso interesse, mi aveva consigliato di mettere i forum, in cui non si vuole più fare attività, in forma di solo lettura, lasciando l'accessibilità per la consultazione. Ammetto che non è una cattiva idea e che mi permetterebbe di dedicarmi con più attenzione a ciò che mi interessa realmente, ma è anche un modo per dichiarare che si sono chiusi i battenti per quel forum. Certo che dopo anni di cura ed attenzioni, finire così ... Beh, non tutto dura in eterno, specie se parliamo di internet.
Da parecchi giorni sto valutando con attenzione i miei acquisti fatti su Amazon e ho qualche perplessità. Ho fatto due spese, che per il mio portafoglio, sono state importanti, ma che non mi stanno soddisfacendo pienamente. Ricapitoliamo i fatti: prima di Natale ho acquistato su Amazon un aspirapolvere ed una borsetta e questi due oggetti sono entrati nell'uso quotidiano. Per quanto riguarda l'aspirapolvere non sono del tutto contenta : i pezzi che compongono il bastone di aspirazione sono ad incastro e, se da una parte si sfilano facilmente permettendo di passare con semplicità agli accessori necessari, dall'altra si staccano troppo in fretta, così mi succede di ritrovarmi con la spazzola per terra ed il bastone in mano. Non ho molta forza per incastrare bene i pezzi e mi ritrovo spesso a dover rimontare i componenti del bastone dell'aspirapolvere proprio mentre lo sto usando e questo è seccante. E il rumore? Questo aspirapolvere è rumorosissimo e dopo due stanze comincio ad avere le vertigini per il baccano che fa; dovrei mettere i tappi per non sentire il ronzio del motore. Non è che il rumore sia collegato alla potenza, anzi, quanto a potenza non è che sia poi così portentosa. La spazzola, poi, non ha una buona aderenza sul pavimento e quando la passo sotto il letto si solleva e non aspira più; va a finire che, quando ho terminato di usare l'elettrodomestico devo passare la scopa Swiffer per rifinire. I vantaggi di questo aspirapolvere sono le dimensioni e il peso, essendo più piccolo lo ripongo con più facilità e occupa meno spazio; essendo più leggero posso sollevarlo facilmente con il suo maniglione e spostarlo rapidamente mentre pulisco. Quello che io mi chiedo è che se , invece di comprarlo in internet, l'avessi comprato in negozio avrei fatto la stessa scelta. Dal vivo le cose si possono toccare e valutare in maniera differente, ma il precedente aspirapolvere, che avevo acquistato in negozio, con l'uso, mi sono accorta che la sagoma semi-triangolare della spazzola non arrivava negli angoli e che il montaggio del bastone era difficoltoso e richiedeva forza per staccare i pezzi e cambiare gli accessori, senza contare che il peso mi obbligava a trascinare l'apparecchio. In conclusione, gli sbagli si fanno in qualunque modo. Ma , adesso, passiamo alla borsetta. In internet mi sembrava bellissima, dal vero un po' meno. Premetto che è il classico prodotto cinese e già il prezzo in partenza chiariva cosa stavo comprando ma, a parte questo, qualcosa di buono ce l'ha. Il colore è strano, è un beige che vira al giallo ed è un colore che non ho mai avuto, si abbina a tutto e dà una nota allegra agli outfit invernali. La forma è quella che mi attirato di più e ne sono soddisfatta; è una borsetta piena di piccoli spazi e l'interno è come quello di borse che avevo già avuto e che non riesco a trovare più: diviso a metà e con tasche interne. E' spaziosa e posso suddividere i miei oggetti personali come voglio io e, quando sono fuori casa, posso buttarci dentro quello che mi capita per poi ritrovarlo senza perdere tempo a frugare. Ma se è una borsetta così soddisfacente, che cosa ha che non va? Il peso!!!!!! Sono stata una cretina a non pensare che tutte quelle cerniere e fibbie che la ornano sono un peso in più oltre a quello che uno ci mette dentro. La cosa assurda è che questo errore l'avevo già fatto in passato. Anni addietro avevo comprato una borsa nera con ornamenti metallici e l'avevo poi data a mia figlia perché diventava troppo pesante quando ci mettevo le cose dentro e adesso ci sono ricascata, ma la borsa è beige :$
Da delirio 8| Ultima cosa: le tasche laterali della borsetta sono troppo strette e profonde per metterci dentro qualcosa, sono inutilizzabili e forse sono lì solo per bellezza. E altro peso :\
Da prima di Natale i miei genitori sono influenzati e la malattia non sembra volersene più andare. Nonostante le cure mediche, stanno sempre male e sono tormentati da tosse e stanchezza. Il mio papà sta un po' meglio e non so se questo dipenda dal fatto che ha fatto il vaccino o perché non ha tutti i problemi che ha mia mamma, ma almeno lui, dopo settimane, è riuscito ad uscire di casa. E' una cosa terribile: le influenze stanno diventando malattie letali. I miei genitori mi hanno comunicato che un loro conoscente è mancato dopo un'influenza e che altre persone che conoscono sono dovute ricorrere all'assistenza ospedaliera, insomma, una mattanza da malattie da raffreddamento. Io, per fortuna, fino adesso, non ho preso neanche un raffreddore, ma la paura di contrarre questo nuovo tipo di influenza è tanta. Ormai queste malattia dura come minimo un mese e se ne va lasciando strascichi che perdurano per parecchio tempo: preoccupa davvero. Mi ricordo quando mia mamma mi diceva del raffreddore: tre giorni a venire, tre giorni ad andare, ed era vero; ora, anche il più banale raffreddore nasconde insidie più brutte ed è la porta per l'influenza. Che tristezza! :(
lunedì 1 gennaio 2018
Un altro anno che inizia
Così come è finito l'anno precedente, ecco che inizia il successivo. Il Capodanno è volato via, consumato, o meglio bruciato, tra fuochi d'artificio e le solite feste; ed è più l'aspettativa che la festa in sé a creare quell'atmosfera di festeggiamento. Quest'anno, però, il Capodanno si è espresso con maggior contenimento. Temevo un frastuono incontrollabile di botti e il cielo inondato da fuochi d'artificio, invece, come per il Natale meno ricco di luci, anche il Capodanno è stato più parsimonioso. Dalla finestra di casa assisto ogni 31 dicembre allo spettacolo pirotecnico di fine anno e questa volta di fuochi d'artificio ne ho visti ben pochi e nel giro di dieci minuti il cielo è tornato buio ed è calato il silenzio. Da giorni la televisione annuncia la proibizione di botti cittadini e mostra le immagini di innumerevoli sequestri di materiale illegale di fuochi artificiali, sarà forse quello o la diminuzione dello spirito festaiolo ma sta di fatto che si è registrato un Capodanno più tranquillo. Da parte mia, tutta la mia festa si è risolta con una fetta di panettone e un bicchiere di spumante dolce consumato con la mia famiglia, fatta eccezione dei miei genitori ancora malati, e sinceramente ne sono contenta: la semplicità si rivela sempre vincente.
Nella notte di Capodanno è iniziato a piovere, una pioggerellina sottile che ha subito creato tanta umidità, ma la mattina dopo tutto il bagnato era già asciutto e nel pomeriggio è spuntato il sole. Un inizio d'anno all'insegna ancora della siccità. Questo clima così soleggiato è talmente anomalo da far rimpiangere il vero inverno. Tutte queste giornate così luminose fanno sentire l'assenza del riposo, un po' come quando si vuole dormire e c'è sempre la luce accesa. Se da un lato il bel tempo favorisce gli spostamenti, dall'altro viene a noia e l'arrivo della primavera non è più atteso con trepidazione. Sin da piccola non mi piaceva l'inverno e mi immaginavo un tempo di eterna estate, ma adesso che sono adulta e che sto vivendo un clima del genere mi rendo conto dell'assurdità di quel desiderio.
Nella notte di Capodanno è iniziato a piovere, una pioggerellina sottile che ha subito creato tanta umidità, ma la mattina dopo tutto il bagnato era già asciutto e nel pomeriggio è spuntato il sole. Un inizio d'anno all'insegna ancora della siccità. Questo clima così soleggiato è talmente anomalo da far rimpiangere il vero inverno. Tutte queste giornate così luminose fanno sentire l'assenza del riposo, un po' come quando si vuole dormire e c'è sempre la luce accesa. Se da un lato il bel tempo favorisce gli spostamenti, dall'altro viene a noia e l'arrivo della primavera non è più atteso con trepidazione. Sin da piccola non mi piaceva l'inverno e mi immaginavo un tempo di eterna estate, ma adesso che sono adulta e che sto vivendo un clima del genere mi rendo conto dell'assurdità di quel desiderio.
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