Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo

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domenica 19 marzo 2017

Disagi


Anche se sta arrivando la primavera con la sua proverbiale rinascita, per me non cessano  i disagi. Di recente, ho  fatto una visita medica per rabberciare i disturbi minori di  salute che mi  affliggono da tempo e, naturalmente, ne è saltata fuori una nuova : un'altra terapia a lunga scadenza da aggiungere a quella che ho  già. Quando leggo i  bugiardini mi  viene voglia di  non fare nessuna cura e il discorso è  sempre lo  stesso: o mi tengo il malanno  o provo  a curarlo. Di solito tendo ad adagiarmi nella pigrizia e a progettare l'inserimento  di una nuova terapia cercando  di  farla diventare abitudine, in questo modo  diventa automatico farla e non ci penso più. Stamattina mi  sono fatta forza ed ho iniziato la nuova prescrizione medica, con la speranza di non avere effetti collaterali indesiderati e di  raggiungere il primo  obiettivo di due mesi :\ Gli obiettivi  successivi  verranno  stabiliti dopo aver raggiunto il primo. Sembra la soluzione più ovvia, certo! Sulla carta, però!


Dopo aver visto  finalmente che stanno  sbocciando i  fiori  primaverili, mi è venuta voglia di  andare nella casa di  campagna, ma non mi è stato possibile in quanto ho dovuto occuparmi di mia mamma. Così c'è andato solo  mio  marito, che mi ha poi raccontato dei fiori sbocciati laggiù. Per la prima volta è fiorita la mia magnolia che, essendo  stata piantata pochi  anni fa, non mai aveva messo  fiori ma solo  foglie. Uno spettacolo che purtroppo mi  sono persa :(  Pazienza, sarà per il prossimo anno. Intanto, sto continuando  ad aiutare mia mamma a fare pulizia di  vecchie cose, o meglio, di  vecchi  ricordi. E' un lavoro emotivamente difficile per entrambe. Ogni  cosa riporta ad un passato che fa ripercorrere la propria vita e non è  semplice decidere tra quello  che deve restare nel  dimenticatoio ed eliminato una volta per tutte e quello che invece può essere conservato. Ogni persona ha una propria vita e gli oggetti di  cui  si  circonda sono  come tessere di  quell'esistenza, liberarsi  di  quelle tessere è rendersi  conto  di  quanto sia effimera la vita. La mia mamma è sempre stata una persona molto legata al passato, e con l'età lo è  diventata ancora di più, di  conseguenza non è mai  riuscita a separarsi  da tanti oggetti che le ricordavano momenti di  vita trascorsi dall'infanzia fino ad oggi. A quegli oggetti si sono sommati quelli appartenuti ai miei nonni e ad altri  parenti, tutti mancati da tempo, che hanno infoltito la già numerosa collezione. Nel complesso non si  tratta di oggetti di  valore economico ma solo  sentimentale ed è proprio questo il punto  cruciale che ostacola ogni  scelta. Si vorrebbe conservare tutto perché ogni  cosa è un pezzo di storia personale, ma non è oggettivamente possibile e bisogna fare la fatidica scrematura. Ogni  volta che vado ad aiutare la mia mamma in questa operazione di  cernita mi sento  sempre a disagio; vengo  sommersa da una valanga di  ricordi e non riesco  a capire se si  tratta di  nostalgia o della semplice constatazione che la vita di una persona sta volgendo  alla fase finale e quello che sto vedendo  e toccando non è solo la sua esistenza, ma anche la mia. E' un lavoro sia doloroso  che piacevole al  tempo stesso; da una parte il pensare al passato è vedere qualcosa che non c'è più, dall'altra c'è  il ricordo di  quello che si è  stati e che ci ha fatto sentire vivi in quei  momenti.
In questo momento penso  a tutte quelle persone che hanno avuto i  genitori anziani e a come hanno vissuto la loro vecchiaia , però adesso è  toccato a me.


Di questi  tempi è il tema dell'immigrazione selvaggia è uno degli  argomenti dibattuti e vissuti più o meno  da tutti. Da anni vediamo le nostre città e paesi invasi  da stranieri, non certo in visita turistica, che vivono in pianta stabile nel nostro paese. Da anni questa diffusione è  diventata capillare e pressante e non sembra terminare. Il problema  che ne deriva è essenzialmente legato all'integrazione e alla discriminazione di  queste persone che vengono da lontano, con il loro carico  di miseria e problematiche. Ci viene insegnato ad essere civili ed accoglienti, rispettosi  della diversità  altrui, ma quando  gli ospiti risultano indifferenti, prevaricatori e chiaramente refrattari  ad ogni  integrazione allora diventa difficile restare osservanti dei propri insegnamenti. Ne ho  già parlato in un recente topic dell'arrivo nel  mio  condomino  di una famiglia rumena, che da subito ha evidenziato la sua dichiarata intenzione a non integrarsi esponendo per mesi  sul balcone di  casa la propria patria bandiera. Nessuno ha obiettato a questa esposizione, ma quando le suddette persone hanno  cominciato a fare il barbecue nel cortile condominiale, inondando di effluvi  tossici il condominio, e a tenere lo stereo a volume inaccettabile nelle ore notturne, qualcosa è  scattato. Ieri c'è  stata la prima  richiesta diretta da parte di alcuni  condomini di contenere i fumi del barbecue e il volume della musica con esito negativo, anzi, violento. Nessuno si è  fatto male, ma è  stato l'inizio dichiarato di una tensione che si  protrarrà nel  tempo. Purtroppo non esistono leggi che ci proteggano dalla maleducazione, né dai pericoli da essa derivanti; fino a che non ci  sono  feriti o morti non esiste prevenzione.