Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo

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lunedì 21 dicembre 2020

Scambio di regali

 

L'atteso scambio di  regali con i  famigliari è finalmente arrivato e così abbiamo festeggiato il Natale in anticipo, prima che tutta l'Italia finisse in zona rossa e non ci  si potesse vedere più. Direi che la parola "festeggiare" non sia il termine adeguato per un incontro senza pranzo e neanche una tazzina di caffè,  ci si è  limitati a scambiarci i doni e a chiacchierare per un po', sempre con la mascherina sulla faccia e seduti ad adeguata distanza in una sorta di incontro surreale. Io e mio marito siamo andati prima a trovare i miei genitori e poi mia figlia e il suo compagno e ci  siamo intrattenuti quel tanto che è bastato per una semplice visita di  cortesia, poi ce ne siamo  tornati a casa. Lo so, come avvenimento non è stato un granché, ma in compenso io mi sono stancata tantissimo, più del necessario. Prima di andare a fare le nostre visite programmate mio marito mi aveva chiesto se volevo  restare a casa, dal momento che attualmente non sto godendo di una buona forma fisica, ma io ho insistito per andarci e questa, alla fine, si è rivelata per non essere stata una buona idea. Il viaggio mi è  sembrato più  lungo  del solito e il ritorno ancora di più, scesa dalla macchina, benché vicinissima alle abitazioni dei miei cari, ho avuto grandi  difficoltà a camminare nonostante l'uso del deambulatore e una volta tornata a casa sono crollata esausta sul divano. In quel momento ho  realizzato che le visite, e le feste in special modo, non fanno più per me. Riesco a mala pena a tollerare un'incontro, e pure breve, in cui si  chiacchiera e basta, figuriamoci la durata di un pranzo tra chiacchiericcio, tante portate e dopo-pranzo. A questo punto, mi viene da dire: meno  male che quest'anno non c'è stato niente di  tutto ciò! Va bè, per me questo è un periodo problematico per la salute, me ne rendo  conto, ma forse, al di  là di  questo, è che in generale proprio non ce la faccio più a resistere fisicamente a simili frangenti. Fortunatamente l'incontro con mio figlio, se tutto andrà bene, sarà per il prossimo mese e gli incontri con gli altri parenti sono  saltati, altrimenti non so  come avrei  fatto a farcela. Io credo  di  aver idealizzato questi momenti di  vicinanza perché mi  ricordo di come erano in passato, ma adesso le cose sono  diverse; sono più anziana e la malattia sta facendo il suo decorso, forse è arrivato il momento di accettare un ridimensionamento e di farlo comprendere anche agli altri. Quest'anno, a causa del covid, tutti quanti viviamo le festività natalizie in maniera differente e bisognerebbe approfittarne per meditarci sopra, specie per quanto riguarda gli eccessi  e il consumismo. Cogli anni io mi  sono ridimensionata parecchio, non che prima fossi portata agli eccessi come adunate oceaniche di parenti, crapule e spese pazze, quello che devo imparare ora è che posso incontrare le persone per un tempo più limitato e senza strapazzarmi  troppo. E' vero che quando si è in compagnia non ci si rende conto del tempo che passa e la fatica scompare,  però la stanchezza salta fuori dopo e si  fa sentire. Per me adesso è  così, speriamo di  ricordarcelo per il prossimo Natale. 



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