Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo
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domenica 13 novembre 2016
Il mio risotto con pinaioli
Dopo aver fatto ben seccare i pinaioli, funghi mangerecci che crescono sotto i pini, li ho riposti in un recipiente per poterli conservare. Con questi funghi ho preparato il mio risotto.
Ingredienti
Una manciatina di pinaioli secchi, due manciate di riso ( io uso il carnaroli oppure il baldo)
mezza cipolla piccola
una grossa noce di burro
un poco di olio d'oliva
un poco di vino bianco
brodo di dado
prezzemolo tritato
una cucchiaiata di parmigiano grattugiato
pepe a piacere.
Preparazione
Metto in ammollo in acqua tiepida i funghi secchi e appena si sono ammorbiditi, li strizzo e, se sono troppo grandi li taglio a pezzetti. In una padella dal bordo alto metto a sciogliere il burro con l'olio ed aggiungo la cipolla tritata. Non appena la cipolla diventa trasparente, aggiungo i funghi e li faccio appena rosolare. Unisco il riso e lo faccio tostare, poi verso il vino bianco e, non appena è evaporata la parte alcolica ( cioè, non si sente più odore di vino), copro con il brodo. A questo punto porto a cottura a fuoco medio, aggiungendo brodo caldo e un po' d'acqua dei funghi, se è necessario. Le qualità di riso che solitamente uso io per il risotto richiedono una cottura di circa 15 minuti o poco più. Poco prima della fine della cottura, aggiungo il prezzemolo e a cottura ultimata il parmigiano grattugiato ed il pepe. Se piace si può mantecare il riso con un po' di burro prima di servirlo.
mercoledì 26 ottobre 2016
Peperoni friggitelli
Da un po' di settimane vedo al supermercato, come prodotto in offerta, i peperoni friggitelli e così ho deciso di acquistarli. La ricetta più semplice e comune per gustarli al meglio è quella di friggerli ( da qui, credo, il nome di "friggitelli) con uno spicchio d'aglio e poi ci sono altri modi per prepararli . Io, invece li cucino in questo modo:
Peperoni friggitelli a modo mio
Ingredienti (le dosi sono relative al numero di peperoni)
Peperoni friggitelli ( circa 6-8 )
1 acciuga sottolio
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di prezzemolo
sale
olio d'oliva q.b.
Preparazione
Dopo aver lavato i peperoni friggitelli, elimino il picciuolo, li taglio a metà ed elimino tutti i semi. La parte bianca interna la conservo e la trito con l' acciuga, lo spicchio d'aglio e il prezzemolo.
In una padella metto un poco di olio d'oliva e dispongo tutte le metà di peperoni, fino a ricoprire tutto il fondo.
Il trito, invece, lo trasferisco in una ciotolina ed aggiungo il pangrattato e pochissimo olio per renderlo morbido. Mescolato accuratamente il trito e lo spalmo sui peperoni. E' importante non eccedere nella quantità di trito, che deve essere considerato come una specie di salsina, piuttosto che un ripieno. Un poco di sale prima di accendere il fuoco.
La cottura io la porto avanti con il coperchio ed aggiungendo un po' d'acqua, se i peperoni dovessero attaccare. Non ci vuole molto, circa una decina di minuti o un quarto d'ora massimo per averli pronti.
Tempo umido, ma non fa freddo. E' un autunno mite, come ormai succede tutti gli anni a causa delle variate condizioni climatiche. Le giornate iniziano sempre con la nebbia e io non riesco mai a vedere le montagne dalla finestra di casa. Credo che anche quest'anno la stagione sciistica o inizierà più tardi o sarà necessario sparare la neve artificiale, le precipitazioni continuano ad essere scarse. Non mi hanno ma interessato gli sport invernali, anche se da giovane avevo provato a pattinare su ghiaccio e a fare sci di fondo, sono sport che proprio non mi prendono. Beh, il pattinaggio artistico mi piace, ma solo in tv XD
Peperoni friggitelli a modo mio
Ingredienti (le dosi sono relative al numero di peperoni)
Peperoni friggitelli ( circa 6-8 )
1 acciuga sottolio
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di prezzemolo
sale
olio d'oliva q.b.
Preparazione
Dopo aver lavato i peperoni friggitelli, elimino il picciuolo, li taglio a metà ed elimino tutti i semi. La parte bianca interna la conservo e la trito con l' acciuga, lo spicchio d'aglio e il prezzemolo.
In una padella metto un poco di olio d'oliva e dispongo tutte le metà di peperoni, fino a ricoprire tutto il fondo.
Il trito, invece, lo trasferisco in una ciotolina ed aggiungo il pangrattato e pochissimo olio per renderlo morbido. Mescolato accuratamente il trito e lo spalmo sui peperoni. E' importante non eccedere nella quantità di trito, che deve essere considerato come una specie di salsina, piuttosto che un ripieno. Un poco di sale prima di accendere il fuoco.
La cottura io la porto avanti con il coperchio ed aggiungendo un po' d'acqua, se i peperoni dovessero attaccare. Non ci vuole molto, circa una decina di minuti o un quarto d'ora massimo per averli pronti.
Tempo umido, ma non fa freddo. E' un autunno mite, come ormai succede tutti gli anni a causa delle variate condizioni climatiche. Le giornate iniziano sempre con la nebbia e io non riesco mai a vedere le montagne dalla finestra di casa. Credo che anche quest'anno la stagione sciistica o inizierà più tardi o sarà necessario sparare la neve artificiale, le precipitazioni continuano ad essere scarse. Non mi hanno ma interessato gli sport invernali, anche se da giovane avevo provato a pattinare su ghiaccio e a fare sci di fondo, sono sport che proprio non mi prendono. Beh, il pattinaggio artistico mi piace, ma solo in tv XD
giovedì 20 ottobre 2016
Torta Renetta delizia d'Autunno
Avevo detto che avrei fatto una torta di mele e alla fine l'ho preparata, ma è durata poco perché l'abbiamo consumata in fretta, in quanto non è molto dolce ed è ricca di frutta. E' una ricetta che preparavo moltissimi anni fa e, siccome è passato molto tempo, non ricordavo più come la preparavo, ma la ricetta è comunque questa:
Ingredienti
220 g circa di farina
4 uova
1 quarto di latte freddo
3-4 mele renette ( secondo la grossezza)
50 g di uva sultanina
poco brandy
100 g di burro o margarina
50 g di zucchero
1 pizzico di sale
1 pizzico di lievito secco
Preparazione
- Sbucciare le mele, dividerle a metà, togliere il torsolo e affettarle molto sottili. Spargere sulle mele tagliate quasi tutto lo zucchero, mescolando bene.
- Lavare l'uva sultanina in acqua tiepida, scolarla e spruzzarla con qualche goccia di brandy.
- In una terrina versare la farina, il pizzico di sale, lo zucchero rimasto e le uova. Amalgamare gli ingredienti fino a quando le uova hanno assorbito la farina. Aggiungere adagio il latte, mescolando sempre finché non si ottiene una pastella piuttosto consistente. Nel caso in cui il latte non bastasse, aggiungere qualche goccia d'acqua. Infine, unire il lievito.
- In una padella di circa 30 cm di diametro, ben pulita, versare circa 70 g di burro. Farlo scaldare a fuoco moderato ed appena comincia diventare nocciola, versare dentro metà della pastella, mescolarla ed attendere che la parte sottostante si rapprenda e diventi dorata. Sulla superficie stendere le fette di mela, allargandole bene, e l'uva sultanina.
- Versare sulle mele il resto della pasta, scuotere la padella ed introdurla in forno già caldo, a 180° circa, lasciando rassodare anche la superficie. Se invece si volesse proseguire la cottura sulla fiamma, appena la pasta si è indurita, rigirare la torta con l'aiuto di un piatto e cuocere dall'altra parte molto adagio, perché la cottura dovrà avvenire anche all'interno. Appena la torta è ben cotta e morbida, farla scivolare sul piatto di servizio, spargere sopra qualche pizzico di zucchero e il restante burro a fiocchetti. Servire la torta con marmellata.
Io la torta l'ho preparata con la cottura metà sul fornello e metà in forno, lasciandocela circa un quarto d'ora prima di sfornarla; non ho messo sopra né lo zucchero, né il burro restante ( sarebbero rimasti 30 g di burro), né l'ho servita con la marmellata, ma è piaciuta ugualmente :)
E' un mese di ottobre molto gradevole, se non fosse per la nebbia mattutina che porta tanta umidità, ma è un mese senza precipitazioni, fatta eccezione per la prima metà. Non ho ancora ritirato i miei vasi dal balcone perché tutti i pomeriggi c'è il sole e dentro la serra di plastica appassirebbero. Insomma, ci sono ancora tante belle giornate. Se non fosse per le cimici verdi :( Sono insetti veramente sgradevoli, non posso aprire la porta del balcone che si infilano in casa. Passano anche attraverso i vecchi infissi di casa, che non vedo l'ora di sostituirli, anche se so che sarà una grossa spesa e al momento non possiamo permettercela. Quando farà più freddo, questo tormento verde finirà. Spero :$
L'ho detto in post precedenti: con l'autunno arrivano anche i malanni e io sono di nuovo alle prese con l'otite. In televisione ho visto un servizio che trattava proprio di questo argomento: le otiti recidivanti. Sembra che questo disturbo sia causato da un residuo di catarro che si insinua nell'orecchio medio, portando anche ad un abbassamento dell'udito, un po' come capita a me. La moderna soluzione è un drenaggio che si ottiene infilando un tubicino attraverso il naso, raggiungendo la parte interessata ed aspirando il materiale ostruttivo. Questa operazione viene fatta in ospedale da un otorinolaringoiatra, ma non ho capito se viene fatta con anestesia totale o solo locale; in ogni caso, io lo trovo un trattamento terribile 8| . Preferisco i vecchi lavaggi che si fanno a casa con le soluzioni saline oppure l'utilizzo di aerosol quando il problema è più serio, almeno: questi sono i trattamenti che mi aveva consigliato il mio medico, forse non saranno così risolutivi ma sicuramente sono meno invasivi :o
Ingredienti
220 g circa di farina
4 uova
1 quarto di latte freddo
3-4 mele renette ( secondo la grossezza)
50 g di uva sultanina
poco brandy
100 g di burro o margarina
50 g di zucchero
1 pizzico di sale
1 pizzico di lievito secco
Preparazione
- Sbucciare le mele, dividerle a metà, togliere il torsolo e affettarle molto sottili. Spargere sulle mele tagliate quasi tutto lo zucchero, mescolando bene.
- Lavare l'uva sultanina in acqua tiepida, scolarla e spruzzarla con qualche goccia di brandy.
- In una terrina versare la farina, il pizzico di sale, lo zucchero rimasto e le uova. Amalgamare gli ingredienti fino a quando le uova hanno assorbito la farina. Aggiungere adagio il latte, mescolando sempre finché non si ottiene una pastella piuttosto consistente. Nel caso in cui il latte non bastasse, aggiungere qualche goccia d'acqua. Infine, unire il lievito.
- In una padella di circa 30 cm di diametro, ben pulita, versare circa 70 g di burro. Farlo scaldare a fuoco moderato ed appena comincia diventare nocciola, versare dentro metà della pastella, mescolarla ed attendere che la parte sottostante si rapprenda e diventi dorata. Sulla superficie stendere le fette di mela, allargandole bene, e l'uva sultanina.
- Versare sulle mele il resto della pasta, scuotere la padella ed introdurla in forno già caldo, a 180° circa, lasciando rassodare anche la superficie. Se invece si volesse proseguire la cottura sulla fiamma, appena la pasta si è indurita, rigirare la torta con l'aiuto di un piatto e cuocere dall'altra parte molto adagio, perché la cottura dovrà avvenire anche all'interno. Appena la torta è ben cotta e morbida, farla scivolare sul piatto di servizio, spargere sopra qualche pizzico di zucchero e il restante burro a fiocchetti. Servire la torta con marmellata.
Io la torta l'ho preparata con la cottura metà sul fornello e metà in forno, lasciandocela circa un quarto d'ora prima di sfornarla; non ho messo sopra né lo zucchero, né il burro restante ( sarebbero rimasti 30 g di burro), né l'ho servita con la marmellata, ma è piaciuta ugualmente :)
E' un mese di ottobre molto gradevole, se non fosse per la nebbia mattutina che porta tanta umidità, ma è un mese senza precipitazioni, fatta eccezione per la prima metà. Non ho ancora ritirato i miei vasi dal balcone perché tutti i pomeriggi c'è il sole e dentro la serra di plastica appassirebbero. Insomma, ci sono ancora tante belle giornate. Se non fosse per le cimici verdi :( Sono insetti veramente sgradevoli, non posso aprire la porta del balcone che si infilano in casa. Passano anche attraverso i vecchi infissi di casa, che non vedo l'ora di sostituirli, anche se so che sarà una grossa spesa e al momento non possiamo permettercela. Quando farà più freddo, questo tormento verde finirà. Spero :$
L'ho detto in post precedenti: con l'autunno arrivano anche i malanni e io sono di nuovo alle prese con l'otite. In televisione ho visto un servizio che trattava proprio di questo argomento: le otiti recidivanti. Sembra che questo disturbo sia causato da un residuo di catarro che si insinua nell'orecchio medio, portando anche ad un abbassamento dell'udito, un po' come capita a me. La moderna soluzione è un drenaggio che si ottiene infilando un tubicino attraverso il naso, raggiungendo la parte interessata ed aspirando il materiale ostruttivo. Questa operazione viene fatta in ospedale da un otorinolaringoiatra, ma non ho capito se viene fatta con anestesia totale o solo locale; in ogni caso, io lo trovo un trattamento terribile 8| . Preferisco i vecchi lavaggi che si fanno a casa con le soluzioni saline oppure l'utilizzo di aerosol quando il problema è più serio, almeno: questi sono i trattamenti che mi aveva consigliato il mio medico, forse non saranno così risolutivi ma sicuramente sono meno invasivi :o
domenica 4 settembre 2016
Melanzane in forno
Spesso cucino le melanzane ed ho le mie ricette personali, che alterno secondo come mi gira :D. Da tempo sto cercando ricette un po' più semplici e veloci di quelle che faccio solitamente, anche se l'abitudine mi ha sveltita nella preparazione. Casualmente, ho trovato in internet una ricetta facile e rapidissima, si chiama Melanzane gratinate facili facili ed era quella che cercavo. Si può realizzare benissimo all'ultimo momento, non richiede particolari attenzioni nella preparazione ed è gradevole anche per i palati più difficili che non apprezzano il gusto della melanzana. Io ho seguito la ricetta passo passo ed è facilissima, ma la soddisfazione più grande è che è una ricetta da forno. Da quando ho cambiato la cucina uso meno il forno; sarà che non mi sono ancora abituata a quello nuovo e così non ho nemmeno più preparato i dolci, ma questa nuova ricetta mi ha riavvicinata ad un elettrodomestico così importante per cucinare :)
mercoledì 31 agosto 2016
Un bel piatto di spaghetti
Credo in assoluto che la pasta che acquisto di più siano gli spaghetti e che in casa mia la ricetta di sugo più gettonata per gustarli sia il ragù. Da anni lo preparo a modo mio ed ecco la mia ricetta. Vado ad occhio, ma le dosi sono, pressapoco, queste e servono per circa 10 porzioni di pasta:
200 g di macinato scelto di vitello
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla piccola
1/2 bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiaini di zucchero
2 lattine di pomodori pelati a pezzettoni
basilico a piacere ( spesso uso quello secco)
1 dado
pepe nero
noce moscata
1 cucchiaio d'olio
sale fine q.b
Nel mixer metto la carota pulita con il pelapatate e tagliata a pezzetti, il gambo di sedano pulito dai filamenti e tagliato a pezzetti ed infine la cipolla anch'essa spezzettata. Sminuzzate accuratamente le verdure, le metto nella pentola in cui ho aggiunto il cucchiaio d'olio. Faccio tostare pochissimo e poi aggiungo poca acqua per ammorbidire il trito e lo faccio cuocere per pochi minuti, cioè fino a quando non è asciugato; a questo punto aggiungo la carne tritata e la faccio rosolare nelle verdure. Quando la carne ha cambiato colore, aggiungo il vino bianco secco e faccio evaporare; poi ricopro con acqua la carne e le verdure, metto il dado, incoperchio e abbasso la fiamma al minimo. Lascio cuocere per circa un'oretta, aggiungendo acqua solo se il sugo asciugasse troppo. Unisco i pomodori e i due cucchiaini di zucchero, mescolo accuratamente, rimetto il coperchio e porto a cottura sempre a fiamma bassissima: ci vuole ancora una mezz'ora abbondante o tre quarti d'ora. Verso la fine della cottura aggiungo il pepe e la noce moscata. Quando il ragù è pronto, ma ancora bollente, assaggio ed aggiungo eventualmente un po' di sale; infine metto il basilico, mescolo e rimetto il coperchio e lascio che il sugo si raffreddi piano piano a temperatura ambiente. Se nel frattempo sto cuocendo anche gli spaghetti, lo utilizzo caldo, altrimenti, quello che avanza lo congelo per usarlo successivamente.
Anche questa notte c'è stato un temporale e al mattino l'aria era decisamente più fresca. Sembra che il sole faccia fatica a fare capolino, eppure l'estate continua il suo corso. Non ho nessuna voglia di pensare all'autunno, anche se trovo che sia una stagione gradevole ed in cui io mi sento più attiva. Nell'armadio sono ancora in bella mostra i capi leggeri e, anche se nei negozi sono arrivati abiti più pesantini, non ho nessuna voglia di preoccuparmi di nuovi acquisti. Sono soddisfatta dell'estate di quest'anno e me la voglio godere fino all'ultimo :D
200 g di macinato scelto di vitello
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla piccola
1/2 bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiaini di zucchero
2 lattine di pomodori pelati a pezzettoni
basilico a piacere ( spesso uso quello secco)
1 dado
pepe nero
noce moscata
1 cucchiaio d'olio
sale fine q.b
Nel mixer metto la carota pulita con il pelapatate e tagliata a pezzetti, il gambo di sedano pulito dai filamenti e tagliato a pezzetti ed infine la cipolla anch'essa spezzettata. Sminuzzate accuratamente le verdure, le metto nella pentola in cui ho aggiunto il cucchiaio d'olio. Faccio tostare pochissimo e poi aggiungo poca acqua per ammorbidire il trito e lo faccio cuocere per pochi minuti, cioè fino a quando non è asciugato; a questo punto aggiungo la carne tritata e la faccio rosolare nelle verdure. Quando la carne ha cambiato colore, aggiungo il vino bianco secco e faccio evaporare; poi ricopro con acqua la carne e le verdure, metto il dado, incoperchio e abbasso la fiamma al minimo. Lascio cuocere per circa un'oretta, aggiungendo acqua solo se il sugo asciugasse troppo. Unisco i pomodori e i due cucchiaini di zucchero, mescolo accuratamente, rimetto il coperchio e porto a cottura sempre a fiamma bassissima: ci vuole ancora una mezz'ora abbondante o tre quarti d'ora. Verso la fine della cottura aggiungo il pepe e la noce moscata. Quando il ragù è pronto, ma ancora bollente, assaggio ed aggiungo eventualmente un po' di sale; infine metto il basilico, mescolo e rimetto il coperchio e lascio che il sugo si raffreddi piano piano a temperatura ambiente. Se nel frattempo sto cuocendo anche gli spaghetti, lo utilizzo caldo, altrimenti, quello che avanza lo congelo per usarlo successivamente.
Anche questa notte c'è stato un temporale e al mattino l'aria era decisamente più fresca. Sembra che il sole faccia fatica a fare capolino, eppure l'estate continua il suo corso. Non ho nessuna voglia di pensare all'autunno, anche se trovo che sia una stagione gradevole ed in cui io mi sento più attiva. Nell'armadio sono ancora in bella mostra i capi leggeri e, anche se nei negozi sono arrivati abiti più pesantini, non ho nessuna voglia di preoccuparmi di nuovi acquisti. Sono soddisfatta dell'estate di quest'anno e me la voglio godere fino all'ultimo :D
domenica 14 agosto 2016
Problemi idraulici
Da qualche tempo a questa parte ho ripreso ad acquistare e cucinare gli ossibuchi. Erano anni che non li facevo più e non so spiegare perché questa preparazione a casa mia era caduta in disuso. Posso solo dire che per motivi di salute ho trascorso un lungo periodo in cui non potevo fare la spesa di persona e, declinando ad altri questo compito, questa scelta veniva evitata. Adesso che ho ripreso ad occuparmi personalmente degli acquisti alimentari, gli ossibuchi sono tornati sulla mia tavola e anche apprezzati. La mia ricetta preferita è quella degli ossibuchi in umido. Faccio un battuto di cipolla, carota e sedano che poi soffriggo in olio e burro, a cui aggiungo gli ossibuchi infarinati, un po' di vino bianco ed infine il brodo. La cottura è piuttosto lunga, dai 3/4 d'ora minimi ad 1 ora o più, se si tratta di carne di manzo, e meglio se fatta in pentola con il coperchio. Quando manca poco a ritirare gli ossibuchi dal fuoco aggiungo pepe, prezzemolo ed un po' di succo di limone in bottiglia. Mi piacciono anche gli ossibuchi con i piselli e il sugo di pomodoro, ma ritengo questa preparazione più adatta al periodo invernale.
lunedì 1 agosto 2016
Il riso d'estate
Stare ai fornelli d'estate è sempre un problema: fa caldo, la fiamma riscalda ancora di più e i ventilatori muovono solo aria calda, rendendo la cucina una .... fucina. Senza contare che è questa è una stagione in cui si è svogliati nel mangiare e i cibi caldi si gradiscono di meno. Le insalate sono i piatti più gettonati, specie quella di riso, che io, di preferenza, preparo in questo periodo dell'anno. La mia ricetta è veloce ed è supportata dall'uso di prodotti confezionati, così da poterla preparare in breve tempo. Ecco come faccio la mia insalata di riso:
Ingredienti
300 - 350 g di riso ( baldo o carnaroli)
1 vasetto di condimento per insalate di riso
2 cucchiaiate di funghetti champignon sott'olio
3 cucchiaiate di emmenthal a cubetti
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 pacchetto di wurstel ( 4 wurstel piccoli)
succo di limone q.b.
olio d'oliva q.b.
un pizzico di sale.
Preparazione
Metto il riso in abbondante acqua fredda leggermente salata, porto ad ebollizione e faccio cuocere 7 minuti o 10 minuti secondo la qualità di riso che utilizzo. Scolo il riso nello scolapasta e lo metto subito sotto l'acqua corrente fredda, lo sgocciolo bene e lo metto in una ciotola capiente. Mentre cuocio il riso, ho già scolato il vasetto di preparato per insalata di riso, che contiene verdure tipo olive, peperoni, ecc., e messo il contenuto nella ciotola ( il liquido di conservazione lo butto via). Poi, taglio a metà o in quarti i funghetti champignon e li aggiungo nella ciotola; unisco il formaggio a cubetti, il prezzemolo tritato e i wurstel tagliati a rondelle. Quando tutti gli ingredienti sono nella ciotola metto il succo di limone e l'olio d'oliva, mescolo ed assaggio; a quel punto aggiungo un pizzico di sale a gusto personale.
Nota: Uso il succo di limone già confezionato in bottiglia e olio d'oliva non extravergine, addirittura, alle volte, uso l'olio di mais per avere una preparazione più leggera. Il segreto dell'insalata di riso è che bisognerebbe prepararla il giorno prima del consumo, in quanto gli ingredienti si amalgamano ed il sapore è migliore; io, però, la preparo un paio d'ore prima del pasto ed è già sufficiente.
Se l'insalata di riso è uno dei piatti estivi più apprezzati dalla mia famiglia, un altro piatto molto gradito è quello che io chiamo il "riso bollito". Questo è il sostitutivo del risotto tradizionale ed è più semplice e più leggero. Non ci sono dosi particolari, se non la quantità di riso a persona.
Preparazione
Faccio bollire il riso come nella ricetta precedente, ma in acqua non salata. Nei singoli piatti verso un po' d'olio d'oliva ( circa un cucchiaio), un pochino di pepe e un po' di salsa di soia. Quando il riso è cotto, lo verso caldo direttamente nei piatti, mescolo e servo.
Nota: In questa ricetta non uso sale: la salsa di soia che utilizzo è quella in bottiglia ed è già salata.
Questa banalissima ricetta la preparo da quando i miei figli erano bambini, solo mio marito non apprezza la salsa di soia e condisce il riso con olio, pepe e parmigiano grattugiato.
Anche il mese di luglio è trascorso. Credevo fosse molto più caldo, un po' come l'anno scorso, ma è stato ancora tollerabile per via dei temporali che l'hanno rinfrescato. L'inizio di agosto sembra promettente e io mi auguro che le temperature non salgano troppo. Sono iniziate le ferie in grande stile e già questa settimana i negozi cominceranno a chiudere e resteranno aperti solo i supermercati. In questo periodo non bisogna avere necessità specifiche, perché tutti se ne vanno in vacanza e non ci sono i servizi o sono ridotti ai mini termini; bisognerà sopportare questo lungo mese con pazienza. Quando agosto terminerà, la gente ritornerà dalle ferie più stressata e nervosa di prima e si ricomincerà da capo la routine, pensando al natale.
Ingredienti
300 - 350 g di riso ( baldo o carnaroli)
1 vasetto di condimento per insalate di riso
2 cucchiaiate di funghetti champignon sott'olio
3 cucchiaiate di emmenthal a cubetti
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 pacchetto di wurstel ( 4 wurstel piccoli)
succo di limone q.b.
olio d'oliva q.b.
un pizzico di sale.
Preparazione
Metto il riso in abbondante acqua fredda leggermente salata, porto ad ebollizione e faccio cuocere 7 minuti o 10 minuti secondo la qualità di riso che utilizzo. Scolo il riso nello scolapasta e lo metto subito sotto l'acqua corrente fredda, lo sgocciolo bene e lo metto in una ciotola capiente. Mentre cuocio il riso, ho già scolato il vasetto di preparato per insalata di riso, che contiene verdure tipo olive, peperoni, ecc., e messo il contenuto nella ciotola ( il liquido di conservazione lo butto via). Poi, taglio a metà o in quarti i funghetti champignon e li aggiungo nella ciotola; unisco il formaggio a cubetti, il prezzemolo tritato e i wurstel tagliati a rondelle. Quando tutti gli ingredienti sono nella ciotola metto il succo di limone e l'olio d'oliva, mescolo ed assaggio; a quel punto aggiungo un pizzico di sale a gusto personale.
Nota: Uso il succo di limone già confezionato in bottiglia e olio d'oliva non extravergine, addirittura, alle volte, uso l'olio di mais per avere una preparazione più leggera. Il segreto dell'insalata di riso è che bisognerebbe prepararla il giorno prima del consumo, in quanto gli ingredienti si amalgamano ed il sapore è migliore; io, però, la preparo un paio d'ore prima del pasto ed è già sufficiente.
Se l'insalata di riso è uno dei piatti estivi più apprezzati dalla mia famiglia, un altro piatto molto gradito è quello che io chiamo il "riso bollito". Questo è il sostitutivo del risotto tradizionale ed è più semplice e più leggero. Non ci sono dosi particolari, se non la quantità di riso a persona.
Preparazione
Faccio bollire il riso come nella ricetta precedente, ma in acqua non salata. Nei singoli piatti verso un po' d'olio d'oliva ( circa un cucchiaio), un pochino di pepe e un po' di salsa di soia. Quando il riso è cotto, lo verso caldo direttamente nei piatti, mescolo e servo.
Nota: In questa ricetta non uso sale: la salsa di soia che utilizzo è quella in bottiglia ed è già salata.
Questa banalissima ricetta la preparo da quando i miei figli erano bambini, solo mio marito non apprezza la salsa di soia e condisce il riso con olio, pepe e parmigiano grattugiato.
Anche il mese di luglio è trascorso. Credevo fosse molto più caldo, un po' come l'anno scorso, ma è stato ancora tollerabile per via dei temporali che l'hanno rinfrescato. L'inizio di agosto sembra promettente e io mi auguro che le temperature non salgano troppo. Sono iniziate le ferie in grande stile e già questa settimana i negozi cominceranno a chiudere e resteranno aperti solo i supermercati. In questo periodo non bisogna avere necessità specifiche, perché tutti se ne vanno in vacanza e non ci sono i servizi o sono ridotti ai mini termini; bisognerà sopportare questo lungo mese con pazienza. Quando agosto terminerà, la gente ritornerà dalle ferie più stressata e nervosa di prima e si ricomincerà da capo la routine, pensando al natale.
giovedì 2 aprile 2015
Giornate di favonio
In questi giorni c'è stato un vento così terribile e impetuoso che è riuscito a far cadere addirittura l'armadietto di plastica, pieno di roba, che ho sul balcone. E' il favonio, un vento caldo e secco, che mi ha persino fatto inaridire la pelle, tanto che per questi giorni dovevo usare quotidianamente un olio secco per mantenerla morbida. La sua irruenza, che come ho detto prima si è manifestata solo per qualche giorno, ha fatto piegare ed oscillare vertiginosamente gli alberi e i cespugli dei giardini che vedo dalla finestra di casa mia. Contemporaneamente, in appartamento si sentiva il sibilo cupo del suo passaggio anche attraverso le porte chiuse , mentre le tapparelle alzate sbattevano senza sosta e la polvere passava attraverso le fessure, sporcando i pavimenti. Ma non faceva freddo. Il cielo, intanto, appariva vestito di un azzurro intenso, solcato da nuvole grevi, bianche ed allungate oppure da sottili nubi battuffolose che si spostavano rapidamente, spinte dall'impeto del vento in una spettacolare mutevolezza di forme. Questo è il clima capriccioso della primavera, la stagione più cangiante dell'anno :D
Lo spuntino pomeridiano è sempre un problema: deve essere rapido, ipocalorico e non appesantire e nemmeno sostituirsi alla cena, ma soprattutto non deve interferire nell'attività pomeridiana. Insomma, deve essere uno spuntino che copre il buco allo stomaco che si forma tra un pasto e l'altro e permette la ripresa dell'attività lavorativa della giornata in corso. Di solito, io mangio o le merendine o le barrette, ma se queste soluzioni hanno il vantaggio di essere consumate in fretta, di non appesantire e di permettere una rapida ripresa dell'attività lavorativa, hanno lo svantaggio di essere dolci e forse caloriche in eccesso. L'altro giorno ho provato una soluzione alternativa. Dal momento che sono in un periodo in cui non ho voglia di mangiare frutta e non so perché, ho deciso di preparare uno spuntino pomeridiano a base di frutta. La scelta è stata:
Mela, limone e cannella
Ingredienti:
1 mela, 2 cucchiaini da tè di zucchero di canna, 3 cucchiaini da tè di limone, una spruzzata di cannella in polvere, 2 cucchiaiate di acqua.
Preparazione:
Sbucciare e tagliare la mela a cubetti, metterla in un pentolino. Aggiungere lo zucchero, il succo di limone, la cannella e l'acqua e mettere sul fuoco con coperchio. Appena bolle, abbassare la fiamma al minimo, perché acqua e zucchero creano una schiuma a grandi bolle che deborda dal pentolino, e cuocere per 13-15 minuti. Versare in coppetta e lasciar intiepidire.
Ho sempre pensato che la frutta cotta fosse un cibo per anziani o ammalati e devo ammettere che non la consumo mai :P Questa volta, invece, sono andata controtendenza. E' uno spuntino buono e che soddisfa il palato, ma per contro ha che si digerisce in fretta e si ha di nuovo fame, è troppo lungo da preparare ( tra sbucciare e tagliare la mela, preparare il pentolino e la cottura passano 20-25 minuti buoni) e contiene zucchero. Non sarà lo spuntino ideale, ma si ha la soddisfazione di esserselo preparati da soli ed è a base di frutta, che non è poco.
domenica 10 agosto 2014
Una torta con il pane
Non l'avevo ancora provata, ma questa volta l'ho preparata: la torta con il pane raffermo. Sono mesi che volevo realizzarla, ma per un motivo o per l'altro non ho mai avuto l'opportunità, finché ieri mi sono buttata allo sbaraglio. Per molti, questa torta è già stata sperimentata, per me, invece, era solo nota da tempo ma non l'avevo mai provata. Purtroppo, non avendo la ricetta né nei miei libri di cucina né nei miei appunti, l'ho cercata in internet. Ne ho trovate alcune, ma in tutte mi mancavano alcuni ingredienti; finché non ho trovato una ricetta che si poteva modificare ed adattare agli ingredienti che avevo in casa. Ecco la mia realizzazione:
Ingredienti
250 gr di pane raffermo
500 ml di latte parzialmente scremato
70 gr di cacao amaro
160 gr di zucchero
2 uova
1 bustina di lievito per dolci vanigliato
100 gr di gocciole di cacao amaro
Preparazione
In una ciotola ho spezzettato il pane e l'ho ricoperto con il latte freddo. Con le mani ho amalgamato il tutto e poi con il minipimer ( frullatore ad immersione) ho frullato ed omogenizzato il composto.
Ho successivamente aggiunto il cacao, lo zucchero, le uova e il lievito e, sempre con il minipimer, ho frullato ed omogenizzato il tutto fino ad ottenere un composto morbido e grumoso. A questo punto ho unito le gocciole e le ho amalgamate a mano, con una spatola.
Ho imburrato una tortiera a cerniera del diametro di 24 cm, l'ho spolverizzata di farina e ci ho versato dentro il composto.
Ho infornato a 180° in forno già caldo ed ho lasciato cuocere per 45 minuti, alla fine del tempo ho controllato la torta ( prova stecchino) e l'ho lasciata cuocere altri 10 minuti, in totale 50 minuti di cottura.
A fine cottura, ho sfornato e lasciato intiepidire la torta e poi ho spolverizzato la superficie con zucchero a velo.
Commento
Non avendo pazienza, ho assaggiato la torta tiepida ma non era poi così entusiasmante. Le gocciole si sono sciolte tutte, ma hanno lasciato all'interno della torta delle bolle piene di cioccolato fuso buonissimo; le ricette per questo tipo di torta consigliano di aggiungervi, al posto delle gocciole, uvetta o mandorle spezzettate, ma a me mancavano. Il giorno dopo la torta è meglio, forse perché il raffreddamento e il riposo migliorano l'amalgama; lo zucchero a velo, invece, a causa del caldo di questi giorni, si è sciolto tutto. In questa torta non si usa il burro ed è meno pesante di altre, è buona come dolce da prima colazione o a merenda.
In questi giorni si sono avvicendati temporali e sprazzi di sole ed io mi sono affaccendata con i bucati. Avevo accumulato troppa biancheria sporca, così ho passato le giornate a fare carichi di lavatrice, stendere e stirare. Che barba :( La cosa spiacevole è che si sono anche alzate le temperature , per fortuna solo di giorno perché alcuni temporali notturni hanno garantito il riposo.
Caspita, niente forum! Sono settimane che non mi occupo dei miei forum. Un po' ne sento la mancanza, un po' non ho davvero tempo; la sera, momento in cui sono un po' più libera, sono così stanca che non ho più voglia di occuparmi di aggiornamenti e di problemi amministrativi. E' più semplice giocare *Hi! Hi! Hi!* Meno male che le persone che frequentano i miei siti sanno come sono fatta .
domenica 30 marzo 2014
Una torta e tanto da fare
una pasta frolla già pronta
3 pere
200 ml di panna liquida
una confezione di budino in polvere al cioccolato
Anche la preparazione è semplice: si stende la sfoglia in teglia, si bucherella con la forchetta, si adagiano sopra le fettine di pere, si ricoprono con la crema preparata mescolando a freddo panna e budino in polvere e, poi, tutto in forno a 180° per circa una trentina di minuti.
Detta così, sembra una ricetta da far preparare ai bambini e, forse, lo fanno anche; ma io non sono una bambina, sono un'imbranata. Che è diverso. Ecco come andata: ho steso la sfoglia e l'ho bucherellata con la forchetta, ma avevo già cominciato a ricoprirla di fettine di pera perché mi ero scordata di farlo e così l'ho bucherellata tra una fettina e l'altra. E già questo la dice lunga. Quando ho completato l'operazione di copertura con le pere, mi sono accorta che le pere acquistate erano forse troppo grosse e così ho avanzato della pera tagliata, che ovviamente ho mangiato subito per non sprecare niente, e fin qui tutto bene. Il problema è sorto quando ho preparato la crema: non era sufficiente a coprire tutte le pere. Disperazione totale! 😨 La dose era giusta, perché avevo seguito la ricetta, ma probabilmente, nel versarla, era finita tutta al centro e si era infilata nelle fessure create dalla sovrapposizione delle fettine di pera, senza contare che questa volta avevo utilizzato una teglia più grande. Poiché i margini esterni restavano velati o addirittura scoperti, mi è preso il panico 😱 Per correre ai ripari ho preso due pezzetti di cioccolato fondente, poco latte e un po' di farina, ho messo il tutto in microonde ed ho improvvisato una crema per tappare i buchi. Infornata la torta ho atteso 25 minuti la cottura, ho poi spento il forno e lasciato riposare il tutto per altri 5 e poi ho sfornato: il profumo era delizioso. Quanto al sapore ... beh, non ne è rimasta neppure una briciola: troppo buona.
Devo organizzarmi e tornare a visitare i miei forum, che aspettano di essere aggiornati. Non ne ho voglia: ho troppo lavoro da fare in casa ed ho solo voglia di graficare. Stamattina mio marito mi ha messo in cucina il lampadario nuovo, quello vecchio si era bruciato e la cosa è successa al momento opportuno, perché ero già intenzionata a cambiarlo. Il nuovo lampadario ha una linea moderna ed è bianco, spero faccia anche una bella luce per quando devo cucinare. Non vedo l'ora sia sera.
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