Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo

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Benvenuti nel mio blog, dedicato ai miei avvenimenti personali, ai miei pensieri e alla mia produzione grafica firmata Hamm. Le etichette dei topic sono catalogate in base al tema delle immagini. Se prelevate i miei lavori grafici per esporli nei vostri siti, rispettate i credits. Buona navigazione.

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mercoledì 1 maggio 2024

Una breve passeggiata sotto la pioggia

 

E' il primo maggio, giornata di festa, forse la gente si aspettava una giornata primaverile, piena di sole, da trascorrere all'aperto, invece piove. Sta passando un'altra perturbazione che porta freddo ed umidità, non è certo il momento delle gite. In questi giorni sto continuando a vivere la stressante situazione dei miei genitori anziani, che richiedono cure ed attenzioni praticamente giornaliere. Mio padre è in struttura, mia madre è rimasta a casa, uno non è  autosufficiente, l'altra un po' di più. Chi si occupa delle pratiche per l'assistenza in struttura è mio marito e lo è altrettanto per quanto riguarda la gestione della casa in cui sta mia mamma ed è tutto molto faticoso 😩 Ogni giorno io ascolto le telefonate di mia mamma e cerco di darle sostegno a distanza e, quando me la sento, faccio anche presenza; ho già visitato mio papà e presto tornerò a farlo, ma è una fatica enorme. La mia vita è sconvolta da questo evento, previsto ma non in tempi così ravvicinati. Tutto è iniziato dopo un mese dal mio trasloco e a tutt'oggi nella casa ci sono ancora delle cose da sistemare, che purtroppo rimando per mancanza di tempo. Oggi, però, anche se piove, ho deciso che dovevo prendermi una pausa e fare una breve passeggiata in solitaria sotto la pioggia. A causa del clima avverso le persone se stanno rintanate nelle case e ci sono poche macchine in giro, con un traffico così limitato è piacevole passeggiare in tutta tranquillità e con poco rumore, fatta eccezione di quello che fa la pioggia che cade sull'ombrello. Sono uscita senza ausili e per questo motivo ho scelto un percorso breve e semplice da attuare ed è stato tutto così soddisfacente. Non so quanto tempo sia passato dall'ultima volta che ho fatto una passeggiata così,  desideravo farla e spesso me la immaginavo senza poterla concretizzare; sarà anche un banale desiderio ma oggi si è realizzato. Quando sono tornata a casa i vestiti erano schizzati dalle gocce, anche se avevo l'ombrello il riparo non è stato un granché; mi sono subito cambiata ed ho messo tutto ad asciugare senza pensarci più. Che strano, nonostante tutto la pioggia ha un suo lato calmante e sembra che lavi via la tristezza. Ho bisogno di uscire e si muovermi, è un buon esercizio fisico e mi aiuta a camminare e a stare in piedi. Oggi la carrozzina è stata a riposo e domani magari servirà per qualcosa di più impegnativo. Mentre ero  fuori ho cercato di  scorgere le montagne che vedo da casa, purtroppo le nuvole basse hanno creato una spessa coltre che le ha celate alla mia vista; non credo che al momento lassù stia nevicando. Le temperature, anche se basse, sono comunque sopportabili e la neve sta gradatamente sparendo, restringendosi  sempre di più verso la vetta, è ormai primavera anche lì. Pioverà ancora per qualche giorno e mi piacerebbe ripetere l'esperienza della passeggiata sotto la pioggia, sempre se avrò tempo come oggi. Alle volte sono queste piccole cose quelle che danno un po' di  sollievo ai momenti difficili 😊



lunedì 1 agosto 2022

Il fresco della sera

 

Alla fine qualche temporale è arrivato, non così intenso  come mi sarei aspettata  ma con quel po' di pioggia che ha reso  subito l'aria più respirabile. Adesso la perturbazione è passata ed è tornato il caldo  estivo, quello  a 35°C, che però si manifesta solo più di pomeriggio mentre alla sera è arrivato il fresco, quello a 23°C. Certo che un miglioramento c'è stato solo che di notte è meglio dormire con le finestre socchiuse ed il lenzuolo. Io non riesco  mai  a superare questi sbalzi  di  temperatura e fatico a gestire l'abbigliamento, sia per il giorno che per il riposo, e non so mai se mi vesto troppo o troppo poco. In ogni caso, meglio adesso che prima, almeno si  dorme e non c'è più bisogno di ventilatori e tavolette di ghiaccio e sicuramente la bolletta della luce ringrazierà per questo risparmio. 

L'ultima settimana di luglio è trascorsa all'insegna delle visite mediche che sono conseguite con i "compiti delle vacanze". Infatti, ho un mese per applicarmi con la ginnastica e la nuova terapia farmacologica al fine di migliorare le mie condizioni fisiche e poi a settembre ci saranno altri controlli per verificare i risultati. In definitiva sono contenta di come sta andando e mi sto impegnando a rispettare i miei compiti. Sto già avendo  qualche piccolo miglioramento che mi ha subito risollevato l'umore e sto facendo programmi riguardo uscite e faccende domestiche. Se la salute e il tempo migliorano potrò finalmente andare a fare qualche passeggiata e dedicarmi agli arretrati, come lavare i pavimenti o stirare. In queste giornate afose, dal momento che mi sentivo  fiacca e poco  volonterosa, mi sono limitata a passare sui pavimenti solo gli Swiffer sia quelli asciutti che umidi e fare tante lavatrici  senza stirare e adesso ho la cesta traboccante di panni. In questo momento vorrei fare di tutto come andare a visitare qualche città e fare le grandi pulizie, ma non posso fare tutto insieme specie cose così disparate 😄 Credo sia arrivato il momento di programmare le giornate 😏 Nooo!!! Farò come al solito: improvviserò 😆



giovedì 12 marzo 2020

Silenzio

Sono trascorse tre settimane e forse più da quando  sono in autoisolamento, adesso, dopo l'ordinanza del Presidente del Consiglio, è diventato obbligo per tutti e la città è quasi  deserta. Ieri sera ho ascoltato la sua comunicazione in diretta televisiva e il suo appello di restare chiusi in casa non mi pesa, anzi, proprio per questa ragione ho iniziato a fare un po' di pulizia e la casa è quasi luccicante. Paura e preoccupazione sono all'ordine del giorno, non tanto per me ma per mio marito che continua ad andare al  lavoro e ad occuparsi  della spesa; se gli succedesse qualcosa per me che sono invalida sarebbe un disastro 😱 Ogni  giorno cerco  di  fare attenzione mentre sbrigo le faccende domestiche, di  salire il meno possibile sulla scala e di non affaticarmi troppo; mi rendo  conto che se cadessi e mi facessi male, andare in ospedale per avere assistenza ora come ora sarebbe critico. Tutti i  giorni seguo in televisione l'andamento della situazione generale, con la speranza di  qualche miglioramento, e al momento non sembra esserci niente di positivo; ci  vorranno settimane prima che tutto passi e si possa tornare alla normalità. Questa reclusione generale ha in fondo un aspetto positivo: c'è silenzio. Niente bambini strillanti nei cortili, il traffico automobilistico è sensibilmente diminuito e non si  sentono nemmeno passare le ambulanze con le sirene spiegate, persino nella casa i  rumori sono diminuiti, segno  che la gente ha poca voglia di muoversi  e come me segue solo più i telegiornali. In questo silenzio  forzato sembra che di essere nel castello della bella addormentata, in cui tutti attendono  che l'incantesimo malvagio  venga spezzato dall'arrivo  del principe. Favole a parte, è tutto  così  surreale e al  tempo  stesso vero che c'è da chiedersi  come sia possibile che si  sia giunti a tanto. Per quanto possa sembrare paradossale, io  apprezzo questo silenzio, mi aiuta a concentrarmi  e mi  distende i nervi; mi disturba solo la motivazione che lo ha determinato.

La primavera è praticamente cominciata, anche se il 21 marzo non è  ancora arrivato ci  sono  fiori e foglie verdi ovunque, dove per me "ovunque" sta per "fin dove arriva la vista dalla finestra di  casa". E' ancora freddo, non si  va sotto zero, ma fa freddo. La caldaia continua ad essere in funzione e non è  ancora il momento di  tenere porte e finestre aperte. Ci sono  giornate di  sole alternate a giornate nuvolose e umide e la stagione sembra confermare la sua costante e nota mutevolezza.
Vorrei poter andare nella casa di  campagna e scoprire se ci  sono  fiori nuovi nel mio giardino, ma è uno spostamento proibito così, per ovviare la mancanza,  sono andata a rivedere le fotografie degli anni passati: quanti colori e quanti meravigliosi fiori ho avuto. Se tutto  va bene, forse la casa verrà ristrutturata e diventerà accessibile anche a me che non posso più  fare le scale, e forse allora potrò tornarci e soggiornarci piacevolmente, adesso è  solo  retaggio della mia famiglia che non ha problemi  fisici  come i miei.
Credo  che quest'anno  passerò direttamente dall'inverno all'estate senza passare dalla primavera, dal momento che debbo  starmene a casa e non posso  vivere in esterno la stagione corrente, pazienza: dal  freddo  al caldo in un  colpo solo. Oggi, ad esempio,  è nuvolo e mi  chiedo  se domani pioverà, com'è previsto. Una volta la pioggia era vista come un mezzo che puliva l'aria e portava via le malattie, mi domando  se questa credenza abbia una sua fondatezza e qualora l'avesse porterebbe via anche questo  brutto coronavirus? Io vorrei che fosse davvero così, ma ormai  si è  abituati alla siccità e anche questa fievole speranza legata ad una credenza sembra svanire con le nuvole che se vanno.

domenica 23 settembre 2018

Una settimana lunga e pesante

Era chiaro che non appena sarebbero  finite le vacanze tutto sarebbe ritornato alla solita quotidianità, infatti la mia  agenda aveva iniziato a riempirsi  di impegni, ma io pronta a ripartire. Ma non così in fretta :$  Effettivamente ho avuto una settimana così pressante, tra impegni  ed imprevisti, che mi sembrava non dovesse finire mai. Tra le cose che ho  dovuto evadere c'è stato anche un evento importante, che ha regalato un po' di piacevolezza nel marasma degli impegni: i 60 anni  di  matrimonio dei miei genitori. Per i soliti motivi  legati a salute, impegni  ed imprevisti i miei genitori non avevano potuto festeggiare le nozze d'oro, per cui  avevano deciso  che avrebbero  rimandato e la festa e così, di  anno in anno, sono  finiti ai 60 anni. Questa volta, però, doveva esserci una festa, con tanto di invito al ristorante e riunione della famiglia, ma le cose anche questa volta non sono andate come immaginato. I problemi dei miei  genitori  e quelli personali hanno impedito  di organizzare i festeggiamenti previsti; infatti, proprio in quei giorni, mio papà doveva fare visite mediche importanti e io avevo  avevo una caterva di incombenze da sbrigare. A quel  punto, la mia mamma si è sentita sconfortata per non poter realizzare quello  che voleva e, per evitare che l'anniversario naufragasse, ho deciso di ritagliare uno spazio giusto in quella settimana bollente ed ho organizzato un piccolo  pranzo nella mia casa di  campagna. Purtroppo, i miei  figli erano entrambi  assenti causa la programmazione last minute, che ha impedito loro di organizzarsi e partecipare. Ammetto che nel  complesso non è  stato quello che i miei  genitori avevano in progetto, ma come si  fa ad allestire un evento in così poco  tempo, specie se gli imprevisti e la salute si  mettono  di mezzo? Alla fine tutto è andato  bene e io non riesco  ancora a capacitarmi di come sia riuscita ad incastrare impegni e festicciola, tutto in una settimana così  caotica. Col passare degli  anni mi  rendo  conto che sto  diventando  sempre più lenta e meno  reattiva, per cui, se non ho una chiara ed adeguata pianificazione, fatico  a gestire gli imprevisti ed entro subito in panico. Per questo motivo  mi domando  come questa volta sia riuscita a gestire ed improvvisare tutto.
Non che le settimane a venire siano meno  cariche di  questa appena trascorsa, ma brontolare e sfogarsi un po' fa sempre bene. A quanto pare, è  nella natura umana lamentarsi  della fatica quotidiana; lo facciamo  da generazioni e io sto facendo la mai parte: non ho  certo intenzione di interrompere la tradizione :D

L'autunno è  arrivato; con le sue stranezze meteorologiche ci fa pensare ancora all'estate, anche se  quella porta è  chiusa da giorni. I pomeriggi sono ancora caldi  e soleggiati e le foglie degli alberi  ancora verdi; tutto  fa pensare ad un'anomala primavera più che alla stagione che prelude al  riposo. Nella mia casa di  campagna ho trovato le mie rose ancora fiorite e con i  boccioli, il melo carico  di pomi  da raccogliere e l'erba del praticello da tagliare; nulla sembrava far pensare all'autunno, eccetto alcuni  rami secchi che raccontano la vecchiaia delle mie piante e che potevano essere scambiati per un segno stagionale. E' vero, nonostante il mio papà abbia messo nuovi  alberi, il nocciolo e le piante di  fico sono ormai  troppo anziane e la loro età spicca tra i nuovi  acquisti. L'autunno farà presto cadere le foglie e il mesto pensiero di  rivederli ancora vegeti la prossima primavera è sempre più evidente, tanto che mi  chiedo che cosa farò se quegli alberi  seccassero per davvero. La prima cosa da fare, ovviamente, sarà abbatterli  e farne legna da ardere per il camino, ma come compenserò la loro  mancanza? Quei vecchi  alberi raccontano la vita del giardino e il ricordo  dei miei suoceri, la loro  perdita e sostituzione preluderebbero al conseguente cambiamento e al passaggio generazionale; sarà anche un ciclo biologico, ma come è  triste vederli  spegnersi. L'autunno ci  racconta di un riposo che terminerà  con un risveglio, ma non sempre è  così per tutte le piante. L'inverno può determinare la fine per alcune di loro e la primavera non sarà certo una rinascita. In questo ciclo  della natura io, invece di pensare alla desolazione in arrivo, cerco  di  godermi gli aspetti visivi più eclatanti e, mentre la stagione continua con le sue bizzarrie climatiche, penso al mio  giardino, tranquillo e solitario, mentre io me ne sto lontana in faccende. Tutto ciò è così pacificante.

Non è stata una settimana semplice e tra le tante cose che sono  successe c'è  stato un episodio che mi ha scossa notevolmente: l'incontro  con il chirurgo che forse mi opererà. Sapevo  che i  calcoli alla colecisti non potevano  essere curati, ma incontrare in così  breve tempo, dopo la consapevolezza del mio stato, il medico  che fa questo  tipo  di operazione mi  messa in subbuglio. Ammetto di  essere una persona impressionabile, ansiosa e paurosa e trattare l'argomento in dettaglio ha reso  sempre più concreto un evento  che considero estremamente spiacevole e che vorrei  fosse lontano  nel  tempo. Al contrario, tra breve, ci  sarà la programmazione. Anche se questo tipo di intervento, fatto nelle migliori  condizioni  fisiche, è considerato di  routine e semplice, è comunque un'operazione e come tale richiede pure un'anestesia totale. Al momento io sono  completamente terrorizzata e, pur avendo  ottenuto  tutte le informazioni e rassicurazioni possibili a riguardo, io continuo a pensarci  sopra sgradevolmente. Col trascorrere del  tempo, invece di  essere diventa più razionale e calma, sono diventata ancora più ansiosa e fifona. Mi rendo  conto che devo  affrontare un ricovero, un esame del  sangue e poi ... l'operazione e che tutto, dato che sono nelle condizioni ottimali per farlo, durerà pochi  giorni;  io, comunque, fosse possibile, vorrei  evitare un simile trambusto. Forse è  anche la pigrizia di  affrontare il diversivo che mi  rende così  nervosa; gli anni  mi hanno portata a preferire la tranquillità  della routine che, per quanto possa riservare stress e seccature, è  comunque prevedibile e gestibile: ogni cosa che è  al  di  fuori di  questa ripetitività genera apprensione. Fifa blu a parte, è una cosa da fare e anche se andassi in cima a una montagna il problema verrebbe con me; meglio levarselo mentre è  ancora piccolo.


giovedì 20 ottobre 2016

Torta Renetta delizia d'Autunno

Avevo  detto che avrei  fatto una torta di mele e alla fine l'ho preparata, ma è durata poco perché l'abbiamo consumata in fretta, in quanto non è molto dolce ed è  ricca di  frutta. E' una ricetta che preparavo moltissimi anni fa e, siccome è passato molto tempo, non ricordavo più come la preparavo, ma la ricetta è comunque questa:

Ingredienti

220 g circa di  farina 
4 uova
1 quarto di latte freddo
3-4 mele renette ( secondo la grossezza)
50 g di uva sultanina
poco  brandy
100 g di  burro o margarina
50 g di  zucchero
1 pizzico  di  sale
1 pizzico  di lievito secco

Preparazione

- Sbucciare le mele, dividerle a metà, togliere il torsolo e affettarle molto sottili. Spargere sulle mele tagliate quasi  tutto lo  zucchero, mescolando  bene.

- Lavare l'uva sultanina in acqua tiepida, scolarla e spruzzarla con qualche goccia di  brandy.

- In una terrina versare la farina, il pizzico  di  sale, lo zucchero rimasto e le uova. Amalgamare gli ingredienti fino  a quando le uova hanno assorbito la farina. Aggiungere adagio il latte, mescolando  sempre finché  non si ottiene una pastella piuttosto consistente. Nel  caso in cui il latte non bastasse, aggiungere qualche goccia d'acqua. Infine, unire il lievito.

- In una padella di  circa 30 cm di  diametro, ben pulita, versare circa 70 g di burro. Farlo scaldare a fuoco moderato ed appena comincia diventare nocciola, versare dentro metà della pastella, mescolarla ed attendere che la parte sottostante si  rapprenda e diventi  dorata. Sulla superficie stendere le fette di mela, allargandole bene, e l'uva sultanina.

- Versare sulle mele il resto della pasta, scuotere la padella ed introdurla in forno  già caldo, a 180° circa, lasciando  rassodare anche la superficie. Se invece si  volesse proseguire la cottura sulla fiamma, appena la pasta si  è indurita, rigirare la torta con l'aiuto di un piatto e cuocere dall'altra parte molto adagio, perché la cottura dovrà avvenire anche all'interno. Appena la torta è ben cotta e morbida, farla scivolare sul piatto di  servizio, spargere sopra qualche pizzico di  zucchero e il restante burro a fiocchetti. Servire la torta con marmellata.

Io la torta l'ho preparata con la cottura metà sul  fornello e metà in forno, lasciandocela circa un quarto d'ora prima di  sfornarla;  non ho messo sopra né lo zucchero, né il burro restante ( sarebbero rimasti 30 g  di  burro), né l'ho servita con la marmellata, ma è piaciuta ugualmente :)

E' un mese di ottobre molto  gradevole, se non fosse per la nebbia mattutina che porta tanta umidità, ma è un mese senza precipitazioni, fatta eccezione per la prima metà. Non ho ancora ritirato i miei vasi  dal balcone perché tutti i pomeriggi c'è il sole e dentro la serra di plastica appassirebbero. Insomma, ci  sono ancora tante belle giornate. Se non fosse per le cimici  verdi :( Sono insetti veramente sgradevoli, non posso aprire la porta del  balcone che si infilano in casa. Passano anche attraverso i  vecchi infissi di casa, che non vedo l'ora di  sostituirli, anche se so  che sarà una grossa spesa e al momento non possiamo permettercela. Quando  farà più freddo, questo tormento  verde finirà. Spero :$

L'ho detto in post precedenti: con l'autunno arrivano anche i malanni e io sono  di nuovo alle prese con l'otite. In televisione ho  visto un servizio che trattava proprio  di  questo argomento: le otiti recidivanti. Sembra che questo disturbo  sia causato da un residuo  di catarro che si insinua nell'orecchio  medio, portando  anche ad un abbassamento dell'udito, un po' come capita a me. La moderna soluzione è un drenaggio che si ottiene infilando un tubicino  attraverso il naso, raggiungendo la parte interessata ed aspirando il materiale ostruttivo. Questa operazione viene fatta in ospedale da un otorinolaringoiatra, ma non ho capito  se viene fatta con anestesia totale o solo locale; in ogni caso, io lo trovo un trattamento  terribile 8| . Preferisco i vecchi lavaggi che si  fanno a casa con le soluzioni saline oppure l'utilizzo di aerosol quando il problema è più serio, almeno: questi sono i trattamenti che mi  aveva consigliato il mio medico, forse non saranno così  risolutivi ma sicuramente sono meno invasivi :o


sabato 6 giugno 2015

La cucina nuova

Ho la cucina nuova :) Dopo tanta fatica sono riuscita ad avere la mia cucina, ma manca ancora qualcosa. Ma ... andiamo per ordine. I mobili della cucina sono arrivati il giorno  successivo i lavori  di  muratura e in mezza giornata sono  stati montati  tutti, anche perché la stanza non è  grande e il numero di  mobili è inferiore a quelli che avevo  prima. Una volta terminato il montaggio sono venute fuori due magagne. La prima:  la piastra di  cottura è arrivata danneggiata, per cui è  stata imballata di nuovo per essere rispedita al produttore, e, in mezz'ora dalla constatazione del danno, è stata sostituita provvisoriamente con un'altra, però  diversa da quella ordinata. La seconda magagna: la barra portaoggetti che avevo ordinato è giunta sì a consegna, ma con altro  materiale del  negozio; quindi mi verrà portata insieme alla mia piastra, solo quando  quest'ultima arriverà in magazzino. In definitiva: mancano ancora due oggetti, ma la cucina è comunque completa e funzionante. C'è  voluta un'intera settimana per rimettere tutto il materiale tolto dalla vecchia cucina nei mobili nuovi e non è stato  facile perché è cambiata la disposizione del mobilio. La cucina originaria era formata da un insieme di pensili e basi  di  piccole dimensioni, mentre quella attuale è formata da moduli di dimensioni doppie e, anche se copre la medesima superficie, ci sono meno componenti. Abituata come ero ad occupare piccoli vani, mi sono  ritrovata a riempire grandi spazi e subito ho scoperto che avevo  fatto una buona scelta perché le cose sono tutte più visibili e a portata di  mano. Però, nel montare la nuova cucina, i mobilieri mi avevano precisato che i pensili sarebbero stati  montati ad un'altezza superiore a quella dei precedenti, di  pochi centimetri, ma più in alto, al fine di  occultare la caldaia a muro e per agevolare la funzionalità della cappa. Subito mi era preso il panico: io sono bassa di  statura e la cosa mi  spaventava perché arrivo bene al primo ripiano pensile, neanche a metà del secondo e il terzo risultava completamente fuori portata. Comunque, ho accettato ugualmente  la necessità espressa dai mobilieri e i pensili sono stati montati leggermente più  alti. Adesso, sono contenta del risultato perché ho più spazio in altezza dal piano della cucina  e mi posso muovere più agevolmente. Come ho  risolto il problema dell'altezza dei pensili? Acquistando una nuova scala, a tre scalini larghi e con appoggio  sull'ultimo  scalino; in questo modo  arrivo  dappertutto, anche ai ripiani impossibili :)
Da pochi giorni ho  ripreso ad usare la nuova cucina come facevo prima e sono felice. I mobili sono stati  riempiti, le cose hanno  trovato collocazione e la normalità è tornata, insieme a nuovi  vantaggi, quali l'ampiezza dei mobili che ne aumenta la capienza e la facilità di pulizia dei  nuovi  materiali.
Ancora una cosa: la nuova cucina è bellissima per il suo colore ... grigio. Quando ho  deciso di  scegliere i mobili della cucina volevo  assolutamente un arredo  moderno e funzionale e anche il colore era importante, forse tra le cose più importanti. Nell'esposizione del negozio mi era balzato all'occhio un modello bicolore, che è stato poi quello che ho scelto,  grigio chiaro, con maniglie lucide. Il modello ha determinato anche la scelta delle piastrelle, anch'esse di  tonalità grigia chiara. Dal momento che l'ordine dei mobili e delle piastrelle era avvenuto molto  tempo  prima dell'inizio dei lavori  di  muratura, ho avuto qualche  ripensamento. L'impulso  del rinnovo mi aveva spinta ad osare una scelta che andava contro i  miei gusti classici, basati sulla scelta di  bianco e beige per mobili  e piastrelle, riferita a quel  genere di  ambiente. Adesso, invece, sono felicissima del risultato, l'impulso che avevo  avuto al momento della scelta si è dimostrato vincente e la cucina è luminosa,  sembra più grande ed un luogo rilassante, dove finalmente posso promuovere la mia creatività culinaria, anche soltanto nel preparare i soliti piatti. Ed è così ;) Quasi quasi faccio una torta XD


La primavera è finita, anche se il calendario  dice il contrario. Il caldo è  esploso senza tregua e persino di notte diventa  difficile dormire, per le temperature che si  abbassano solo  verso il mattino. In casa ho  attivato  ventilatori e il condizionatore e, come mi sposto da una stanza all'altra, spengo od accendo o gli uni o l'altro. Che disagio :( Lavorare  diventa difficile e anche la più semplice delle attività diventa più simile ad un'impresa che alla normalità. Tutti gli  anni l'estate è un periodo  critico per me. La malattia che si  risveglia, la necessità  di usare le stampelle per uscire di  casa, le sudate per il caldo che mi fanno sembrare una fontana, le finestre aperte da cui  filtra il baccano di  bambini e adulti ; possible che per me l'estate sia diventata solo questo?


sabato 7 giugno 2014

Primi caldi


L'estate è alle porte e i primi  veri  caldi  sono  arrivati;  il termometro è salito all'improvviso, e pensare che fino a ieri le temperature erano  ancora gradevoli, ma oggi no. Questo fine settimana l'ho  trascorso nella mia casetta di  campagna, gironzolando nel giardino  a fare foto e graficando al  computer, ma faceva così  caldo ... Le piante cominciavano  ad avere le foglie flosce o arrotolate, per cui è stata necessaria  un'abbondante innaffiatura; speriamo  che la notte rinfreschi un po' e permetta loro di  rinvigorirsi. Il caldo di oggi  mi ha spossata e  resa pigra, così non sono stata molto produttiva; inoltre, nelle ore più calde, la temperatura era così fastidiosa che ho dovuto trascorre più  tempo  al  chiuso che fuori . Purtroppo, ho fatto poche fotografie e questo perché la fioritura va scomparendo per lasciare posto alla frutta. Nel mio giardino l'albero di  graffioni è  stracarico, con tutte le ciliegie penzolanti di un bel rosso vivo e dal sapore dolcissimo, ma ormai a fine maturazione perché la sua stagione è finita. I due alberi di mirabolano, invece,  sono anch'essi  stracarichi di  susine verdi ma non ancora commestibili, così come il pero e l'altro susino; i fichi  stanno cominciando a gonfiarsi e il ribes rosseggia tra le foglie, aspettando  di  essere raccolto; il pesco purtroppo sta soffrendo e quest'anno non frutterà, mentre i meli sono troppo giovani per dare frutti, fatta eccezione per il vecchio melo che forse anche quest'anno farà cadere i suoi frutti piccoli e asprigni, che dureranno per tutto l'inverno.
Le piogge di questa settimana hanno rinvigorito tutta la vegetazione e fatto crescere tanta erba, per cui è  stata necessaria una bella tosatura al prato per poter entrare almeno in casa XD Mi piace vedere il prato ordinato, è piccolino ma tosarlo è sempre una bella fatica, che, per fortuna, tocca solo  a mio marito, io non sarei in grado  di sopportarla <_< 
Anche questa volta, l'upupa è venuta a farmi visita, andando  a posarsi sul vecchio melo e questa volta si è esibita in un bel concerto, nascosta tra le foglie, finché non è poi volata via. Il caldo fa sì che gli uccelli stiano  nascosti tra il fogliame, perché è fresco e ripara dal sole, pertanto ne ho visti pochi ma li ho sentiti solo  cantare; persino i rapaci , che di  solito  volteggiano sul  tetto della mia casa, non si sono fatti vedere, probabilmente anche loro nascosti  nel folto dei boschi. Solo le cornacchie grigie sono state le più coraggiose e, sfidando il caldo, hanno fatto i loro voli  di  ricognizione; il mattino è il momento migliore per osservare gli uccelli, specie in questo periodo, perché è più fresco; già dopo le 10,00, quando il sole comincia a scaldare, la fauna avicola si  ritira per la lasciare posto a rettili ed insetti: per le persone è il momento di stare in casa e aspettare il tardo pomeriggio.



lunedì 5 maggio 2014

Un piccolo successo


Ce l'ho fatta! Sono  riuscita a raggiungere la mia meta, quella di  cui  avevo già parlato un po' di  topic fa: andare da sola a piedi al nuovo supermercato, fare un po' di  spesa e tornare a casa. Una piccola banalità come questa può essere considerata  un successo, se si hanno problemi  motori come me; era un obiettivo  che mi  ero prefissata da tempo e che avevo  raggiunto solo  facendomi accompagnare da mio marito e studiando la strada e le tappe da fare per il  riposo. Oggi sono  riuscita a fare tutto da sola :)
Da quando non guido più, ho  dovuto cercare il modo di muovermi  a piedi, ponendomi piccoli obiettivi come raggiungere dapprima la panetteria più vicina, per poter poi arrivare a mete più lontane come gli  uffici comunali o l'ASL. Oggi un'altra meta raggiunta: il supermercato. In questo caso il problema presentava una difficoltà in più: il trasporto della spesa; ma anche qui ho  trovato la soluzione: limitare il numero degli oggetti da portare e acquistare solo cose leggere. Questi accorgimenti mi permetteranno di  fare la spesa più frequentemente, con conseguenti ripetute uscite e quindi con una discreta attività motoria, che la cyclette è un po' noiosa. Una mattinata soleggiata ha accompagnato il mio piccolo successo, una cosa da lieto fine XD


giovedì 13 febbraio 2014

I segreti della mansarda

Sto pulendo la mansarda. E' un vero lavoraccio, perché è il ripostiglio di casa, e mi sorprende quanta roba si  sia accumulata in tutti questi anni. Prima con mio marito, poi con mia figlia, ho cominciato a smistare tutto il materiale in giacenza per valutare quello che è da tenere, perché recuperabile, e quello che invece non serve più. E' stato un tuffo nel passato e i ricordi hanno cominciato ad affiorare: le soffitte sono luoghi  dimenticati, comodi per riporre ciò che il tempo ci ha lasciato. Il vaglio è  stato lungo  e faticoso ma soprattutto interminabile, perché non l'ho  ancora finito; sono però riuscita a recuperare un po' di  cose per la mia casa di  campagna: là saranno oggetti nuovi  a costo zero,  là termineranno la loro vita e là saranno ancora i miei ricordi. Altre cose ho intenzione di  venderle, sperando  di  riuscirci, e altre ancora finiranno nella spazzatura. In conclusione: mi sto liberando del passato. Ciò che ancora utilizzabile è tornato ad essere presente, il resto seguirà un altro destino.