Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo
Benvenuti nel mio blog, dedicato ai miei avvenimenti personali, ai miei pensieri e alla mia produzione grafica firmata Hamm. Le etichette dei topic sono catalogate in base al tema delle immagini. Se prelevate i miei lavori grafici per esporli nei vostri siti, rispettate i credits. Buona navigazione.
Welcome to my blog, dedicated to my personal events, my thoughts and my graphic production signed Hamm. The labels of the topics are categorized according to the theme of the images. If you are collecting my artwork to expose them in your sites, respected the credits. Good navigation.
Visualizzazione post con etichetta Il giardino di Hamm. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il giardino di Hamm. Mostra tutti i post
domenica 26 luglio 2020
Tra fiori e frutta
Dopo mesi sono finalmente riuscita a visitare la mia casa in campagna; la mia famiglia ci era già stata più volte e in occasioni diverse, mancavo solo io che, a causa del lockdown e della mia salute, non avevo avuto modo di andarci. Rivederla non è stata proprio una sorpresa, specie perché tutti quanti si erano prodigati nell'informarmi riguardo le novità presenti ogni volta che ci soggiornavano, ma vedere di persona fiori e frutta è stato bello. All'arrivo ho visto subito l'ibisco fiorito e carico di api ed ho potuto constatare che era cresciuto parecchio, tanto non sono riuscita fotografarne la cima. Da parecchio tempo mi faceva piacere averlo presente nel giardino e la mia mamma era riuscita a trovarne tre piantine, che negli anni si sono trasformate nel bel cespuglio che c'è adesso. Vorrei, se possibile, aggiungerne altre e spero che lei riesca a trovarne ancora dello stesso colore, così alla fine ci sarà una bella siepe fiorita e colorata.
Le rose, invece, sono state una delusione. Fiorite soprattutto nel periodo di lockdown non hanno potuto mostrare a nessuno la loro bellezza, né far sentire il loro profumo; quando i miei genitori hanno potuto ritornare alla casa erano ormai tutte appassite, da potare e coperte di vilucchio. L'operazione di pulizia è durata parecchi giorni e quando le ho riviste erano tutte potate e con qualche fiore appassito, le uniche sopravvissute sono le rose bianche della foto che, essendosi aperte per ultime, mi hanno regalato ancora una piccola emozione. Non sono abituata a stare senza rose in questo periodo dell'anno, di solito me ne occupo io e soprattutto le fotografo per il piacere di rivederle sul mio computer e confrontarle con quelle degli anni passati. Due anni fa la mia mamma mi aveva piantato in giardino una nuova rosa dall'intenso colore rosa, molto profumata e con una bella corolla e questa volta sono riuscita a vederne solo un unico fiore, ormai avvizzito ma ancora dignitoso. Non l'ho fotografata perché mi metteva tristezza e spero che si riprenda appena possibile in quanto merita di essere notata.
Vedere l'oleandro ancora fiorito mi ha davvero sorpresa, non me l'aspettavo. Purtroppo, non essendo più la sua stagione tutti i fiori erano troppo aperti e perdevano i petali, ma erano ancora delle belle macchie rosa tra le foglie verdi della pianta e quelle delle piante circostanti. Da tempo non vedevo più la sua fioritura che quasi mi ero dimenticata di come fosse.
La vera sorpresa di quest'anno sono le mele. Quando sono arrivata a casa mi sono subito resa conto che il vecchio melo, da decenni legato ad essa, non c'era più e che giaceva tagliato in grossi pezzi tarlati dai calabroni in un angolo del giardino. Sapevo che era stato abbattuto, ma vederlo a terra è stata un'altra cosa. Stava seccando ed era invaso dai calabroni, inoltre era pericolante; uno degli ultimi nubifragi aveva fatto cadere un ramo che era finito sulla recinzione, che per fortuna non era rimasta danneggiata, insomma, la sua gloriosa vita era giunta a termine e doveva essere tagliato. Purtroppo non potrò più mangiare le sue mele, piccole, dure e dal sapore unico, che duravano un'intero inverno senza marcire; era una qualità antica, che adesso non esiste più. A consolarmi di questa perdita i due nuovi meli hanno fruttato e direi anche parecchio; uno di essi aveva i rami completamente piegati a terra per il peso dei suoi frutti, che mi auguro di vedere a maturazione. Le foto ritraggono le mele verdi, immangiabili e dalle strane forme contorte, che spero maturino e si possano raccogliere prima che insetti ed uccelli se le siano mangiate tutte.
Anche l'albero di pere sta facendo la sua parte e quest'anno è ricolmo di frutti ancora acerbi, che spero sopravvivano ancora per un mese. Al momento la pianta è ricca, ma il tempo di maturazione è ancora lontano e anche per il pero vale lo stesso discorso che per i meli: speriamo di raccogliere qualcosa prima dell'assalto di insetti ed uccelli, che a causa della siccità e della scarsità di cibo consumano in poco tempo.
I vecchi fichi, nonostante l'età e il ritardo con cui mettono ogni anno le foglie, si stanno mostrando come alberi da frutto affidabili: qualcosa da loro si può sempre raccogliere. Il fico nero ha già finito il suo periodo di produzione e quello della foto è il fico bianco che invece deve ancora maturare. Tutti gli anni è impossibile competere con insetti ed uccelli che, attratti dalla dolcezza dei frutti, fanno una totale razzia rendendo praticamente impossibile la raccolta. Anche i fichi stanno invecchiando e stanno soffrendo per il cambiamento climatico; è difficile dire quanto dureranno ancora. Come il vecchio melo fanno da sempre parte del giardino della casa e se scompariranno sarà come veder sparire un altro pezzetto della sua storia. Persino il nocciolo sta mostrando i marcati segni dell'età con qualche ramo secco, eppure a terra si stanno già vedendo le prime nocciole mature; ancora qualche giorno e la caduta dei frutti sarà totale.
Concludo il mio viaggio tra fiori e frutta con un nuovo arrivo: il bambù. Non fa parte della categoria fiori e frutta, ma è comunque una bella pianta che mi fa sperare in una nuova siepe. Dopo la morte della siepe di bosso a causa della piralide, il mio papà aveva provato a piantare altre specie di piante da siepe senza successo. Il bambù era stato tra i tentavi falliti, finché questa volta qualcosa è venuto fuori. E' una pianta orientale, inusuale per un giardino di campagna italiano, eppure ha un suo fascino e sembra non stonare tra le specie nostrane. Vedremo se nel tempo attecchirà bene e se finalmente avrò una nuova siepe.
giovedì 29 agosto 2019
Senza tetto
Quest'anno le mie vacanze non sono state fortunate; avevo previsto di trascorrere due settimane di ferie nella mia casa di campagna ed invece, alla fine, ne ho trascorsa una sola e neanche tanto bene. Appena arrivata, dopo poco più di un giorno di permanenza, mi è venuto male ad un ginocchio, giusto quello dov'è c'è una patologia articolare cronica, che mi ha rovinato l'intera vacanza. Il motivo di tale insorgenza dolorosa fu dovuto al fatto che la casa, essendo a due piani, ha una scala piuttosto ripida e farla più volte al giorno per me è stato uno sforzo eccessivo. Anche l'accesso al bagno è caratterizzato da un'altra scala, di soli cinque scalini ma sempre di scala si tratta; in definitiva, questo sali scendi per me è stato di troppo: in un solo giorno ero già ko 😢 Comunque, la vita all'aria aperta, il giardino e la vista del panorama erano da soli un appagamento ed una consolazione, ma se si pensa ad un'intera giornata trascorsa in ammirazione del paesaggio e con una gamba fuori uso, anche un così piacevole intrattenimento diventa una noia. Io, però, mi ero preparata un asso nella manica: internet con hotspot . In quel modo speravo almeno di potermi intrattenere, dal momento che lì non c'è più la televisione da quando ce l'hanno rubata, e invece, la mancanza di campo mi permetteva di avere un collegamento non continuativo e quindi da divertimento si passava allo stress. La linea cadeva ripetutamente e dopo aver riprovato più volte a ripristinare il collegamento nell'arco della stessa giornata, mi sono stufata ed ho finito per occuparmi della pulizia del mio archivio di immagini: lavoro noiosissimo. Per farla breve, ho resistito una settimana e poi ho chiesto a mio marito di riportarmi a casa. Ed è stata una fortuna, perché mi sono evitata un bello spavento. Il giorno dopo la partenza è arrivato un nubifragio, con grandine e trombe d'aria, che ha divelto parte del tetto di casa e devastato il mio giardino, facendo cadere tutto il raccolto di frutta. Essendo tornati a casa, io e mio marito non sapevamo nulla di quanto era accaduto, se non fosse stato per il fatto che mio marito, tornando alla casa di campagna per finire un lavoro non concluso a causa della partenza anticipata, ha scoperto quanto era successo. In suo aiuto sono andati anche i miei genitori, mentre io sono rimasta a casa col ginocchio dolorante. Per me, forse, è stato un bene che non sia andata, altrimenti mi sarei disperata di fronte a tanta devastazione. Sono tornata poi la settimana successiva, solo per il fine settimana, quando tutto era già stato pulito e si vedeva solo il meno. Naturalmente, dato il danno subito, abbiamo chiamato la ditta della zona che ci ha già fatto altri lavori in passato ma, essendo il periodo di ferragosto, erano tutti in ferie eccetto il titolare. Quando è finalmente venuto a fare un sopralluogo e noi siamo tornati alla casa, due giorni prima era piovuto e, mancando parte del tetto, abbiamo scoperto che ci era piovuto in casa 😨 Altra roba da buttare via 😢 Da questo signore abbiamo infine appreso che il nubifragio aveva colpito tutta la zona di limitrofa, scoperchiando case, creando allagamenti e danni all'agricoltura e che noi eravamo tra i più fortunati. Infatti, ai miei vicini di casa è andata peggio.
I miei vicini di casa, oltre ad aver avuto danni al tetto come me, si sono trovati con alberi sradicati. Le piante che si vedono nella foto sono un susino ed un fico e sono molto vecchi; il vento li ha totalmente divelti dal terreno scaraventandoli a terra ed è stata una fortuna che non siano caduti addosso la mia recinzione, altrimenti avrei avuto anche quella da riparare. Ma non sono gli unici alberi che hanno perso; il loro frutteto si è ritrovato con la frutta a terra.
Le condizioni climatiche sono ormai cambiate da decenni e questa è una cosa che ormai sanno tutti, così come si sa che non si può tornare indietro da questa situazione. Il territorio sta cambiando troppo in fretta per il clima e per la presenza di specie vegetali ed animali non autoctone; l'agricoltura in questo senso ne soffre parecchio. Sta diventando quasi impossibile coltivare la terra. I vigneti che circondavano la mia casa sono tutti spariti e i miei vicini di casa o hanno abbandonato i terreni o cambiato coltivazioni. Adesso, invece delle vigne ci sono i noccioleti, che sembrerebbero essere più resistenti, ma fino a che punto? In quella zona gli alberi da frutta stanno scomparendo.
Questo vecchio ciliegio appartiene ad uno dei miei vicini e sta morendo. I miei sono già morti ed abbattuti e tutte queste piante avevano pressapoco la stessa età: io non ero neanche nata quando sono stati piantati.Il nubifragio di cui ho parlato prima gli ha fatto cadere alcuni rami secchi, quasi a dargli un pietoso aiuto nel suo tempo finale. Nessuno lo abbatterà. Un giorno cadrà da solo perché nessuno ha più voglia di occuparsi lui, né del terreno circostante. E' tutto così complicato. Poco lontano da me ci sono altri vicini che tengono l'orto, ma da anni si lamentano di riuscire a raccogliere più niente. O fa troppo caldo o ci sono insetti che divorano la verdura o c'è una malattia che contamina le coltivazioni, insomma, ogni anno qualcosa compromette ciò che si è seminato, così questi signori hanno deciso che forse non pianteranno più niente ed andranno a comprare frutta e verdura al supermercato. Che tristezza.
sabato 4 maggio 2019
Natura selvatica
Quando vado nella mia casa di campagna la mia attenzione è sempre rivolta ai miei fiori e alle mie piante, che sovente fotografo per poterle rivedere quando sono in città. Non mi accorgo, invece, che intorno a me c'è anche una natura selvatica, fatta anch'essa di fiori e piante, che ha in sé una sua bellezza particolare, trascurata in quanto considerata insignificante: non è così, però. Quando sono arrivata a casa, dopo tanto tempo che vi mancavo, la mia prima preoccupazione è stata quella di poter raggiungere la porta di casa che era ostacolata dall'erba alta, cresciuta anche a causa delle recenti piogge, e non mi sono accorta che c'era uno spettacolo floreale in mezzo a tutto quel verde. Naturalmente, in quel momento, l'incombenza più importante era quella di rasare il piccolo prato davanti a casa per poter accedere all'abitazione e passare con l'automobile, ma, prima di iniziare l'operazione di pulizia, ho fatto qualche foto e solo adesso mi accorgo di quanti bei fiori selvatici riempivano il mio piccolo prato e io li ho tagliati tutti :o Non ho fotografato tutto, anche se la vista di quella distesa così colorata mi ha fatta sentire un po' in colpa per l'intenzione di rasarla, ma di fronte alla necessità non si poteva fare diversamente. Ogni anno è sempre la stessa storia: un'assenza più lunga del previsto e l'erba cresce in fretta. Sono gli inconvenienti di avere una casa in campagna, ma al tempo stesso i vantaggi; si vive in un mondo immerso in una natura selvatica che costantemente cerca di prevalere sulla natura coltivata e questo ti porta inspiegabilmente a sentirti preso da una vita più naturale. Non riesco a spiegare la sensazione che provo quando mi ritrovo nella mia casa di campagna; è un ambiente così diverso da quello che vivo tutti i giorni e non riesco nemmeno a spiegare quel senso di libertà e serenità che mi ispira quel mondo verde e selvaggio al tempo stesso. E' veramente faticoso pulire il prato e il giardino dalle erbacce, eppure è una fatica più gradevole di quella che faccio quando sono in città, tra le comodità degli elettrodomestici e le strade asfaltate. Sì, non so spiegarmi, ma là sto bene, anche se dopo qualche giorno senza televisione, lavastoviglie e lavatrice comincio a pensare che le comodità, alla fine, fanno ... comodo :D :D :D :D
Nei post precedenti mi sono dimenticata di parlare dei mie pini excelsa; mio papà li aveva pianti anni fa e adesso stanno crescendo bene. E' una qualità di pino che adoro per gli aghi molto lunghi e disposti a ciuffo, senza contare che la colorazione della chioma è di un verde argentato molto gradevole alla vista. Essendo in primavera anche i miei pini excelsa stanno mettendo delle infiorescenze, che adesso però credo siano sparite e sostituite con degli accenni di pigne. Sono riuscita fotografarle solo sui rami più bassi e sui pini più anziani. Ho altri pini più piccoli, ma questi non fanno ancora le pigne.
Nei giorni trascorsi nella casa di campagna, anche se siamo in primavera, mi sono ritrovata a dover accendere la stufa e il camino a causa del meteo nuvoloso e umido. Seguire il fuoco non è un'operazione proprio agevole. Bisogna fare attenzione che non si spenga, aggiungendo legna o sterpaglia se la fiamma tende a spegnersi e soprattutto bisogna pulire dalla cenere, operazione che da me si fa al mattino. L'intera giornata necessita di questo costante accudimento se si vuole mantenere la casa calda e ammetto che è un po' faticoso, eppure questa fatica non mi pesa: non so dire perché, ma mi sembra così naturale. Mio marito si occupa del taglio della legna e io riempio il camino e la stufa. Mi piace guardare la fiamma che brucia i ceppi, creando volute in movimento; alle volte resto lunghi minuti a guardare quello spettacolo infuocato che forse è meglio di tanti programmi televisivi. :D
Nei post precedenti mi sono dimenticata di parlare dei mie pini excelsa; mio papà li aveva pianti anni fa e adesso stanno crescendo bene. E' una qualità di pino che adoro per gli aghi molto lunghi e disposti a ciuffo, senza contare che la colorazione della chioma è di un verde argentato molto gradevole alla vista. Essendo in primavera anche i miei pini excelsa stanno mettendo delle infiorescenze, che adesso però credo siano sparite e sostituite con degli accenni di pigne. Sono riuscita fotografarle solo sui rami più bassi e sui pini più anziani. Ho altri pini più piccoli, ma questi non fanno ancora le pigne.
Nei giorni trascorsi nella casa di campagna, anche se siamo in primavera, mi sono ritrovata a dover accendere la stufa e il camino a causa del meteo nuvoloso e umido. Seguire il fuoco non è un'operazione proprio agevole. Bisogna fare attenzione che non si spenga, aggiungendo legna o sterpaglia se la fiamma tende a spegnersi e soprattutto bisogna pulire dalla cenere, operazione che da me si fa al mattino. L'intera giornata necessita di questo costante accudimento se si vuole mantenere la casa calda e ammetto che è un po' faticoso, eppure questa fatica non mi pesa: non so dire perché, ma mi sembra così naturale. Mio marito si occupa del taglio della legna e io riempio il camino e la stufa. Mi piace guardare la fiamma che brucia i ceppi, creando volute in movimento; alle volte resto lunghi minuti a guardare quello spettacolo infuocato che forse è meglio di tanti programmi televisivi. :D
giovedì 2 maggio 2019
Altri fiori
Nel mio giardino di campagna ho potuto ammirare ancora qualche altro fiore che, fortunatamente, è rimasto ancora fiorito. Controllo sempre tutte le piante per scoprire se la loro fioritura è andata a buon fine, specie adesso che le stagioni sono così bizzarre. Ogni anno temo di veder sparire qualcuna delle mie piante e spesso succede; purtroppo l’adattamento climatico è sovente difficile a causa dell’instabilità del tempo e i prematuri anticipi di primavera, seguiti da improvvise gelate, conducono alla fine alcune qualità. Nel precedente post ho parlato in specifico dei giaggioli, che mi hanno regalato una grande soddisfazione, anche se la sorpresa più eclatante è stata la fioritura di una delle tante palme del giardino. Infatti per questo albero è il primo anno di fioritura ed è una vera festa per le api, che quotidianamente ci fanno visita e banchettano sopra i fiori gialli. Purtroppo le mie palme non fruttano mai, ma io le trovo così belle; danno un tocco esotico al mio giardino selvaggio.
Quando sono nella mia casa di campagna un po' dimentico gli affanni quotidiani e vedere il mio giardino mi rilassa; spesso alzo gli occhi e scopro un cielo bellissimo. In questi giorni di permanenza si è alternato il sereno al nuvoloso e mi sono divertita a guardare l'azzurro così intenso del cielo e le nuvole che assumevano forme bizzarre. Tra cielo e terra non faccio caso al fatto che nella casa di campagna non c'è più la televisione, anni fa ci era stata rubata dai ladri che ci erano entrati in casa e noi l'avevamo ricomprata, ma poi l'abbiamo trasferita nella casa di residenza per sicurezza. Adesso, al posto del televisore ne abbiamo messo uno vecchio e non più funzionante, tanto per riempire il vuoto, ma nessuno di noi è interessato alla tv. Lo spettacolo della natura che ci viene regalato quando siamo qui è impagabile, molto meglio degli insoddisfacenti spettacoli televisivi.
Inaspettati sono stati gli
ultimi mughetti. Questi fiori compaiono
generalmente prima del mese di aprile e
scoprire che qualche tardivo era ancora
rimasto tra le foglie verde scuro mi ha fatto molto piacere. Il loro
profumo delicato è così soave e mi
ricorda delle creme profumate che mi
avevano regalato da giovane. Non
sono più riuscita a trovare queste creme
al mughetto, forse dovrei provare nelle
biobotteghe o in erboristeria; sono molto
gradevoli e mi evocano piacevoli ricordi.
I fiori d’arancio sono davvero spettacolari nella loro veste
candida, purtroppo recisi non hanno lunga durata ma vale la pena averne un bel
cespuglio. Negli anni non sono sempre
riuscita a vederli nel pieno della
loro fioritura, ma quest’anno sono
stata fortunata ed ho potuto
ammirare il loro candore.
Le piante in vaso sono ancora rigogliose e questo mi appaga tantissimo, specie se riescono a superare l’inverno. Non mi è possibile
ritirarle, per cui i miei genitori in
autunno si ingegnano a creare loro dei
ripari per affrontare il gelo invernale. Quest’anno la brutta stagione
è stata mite e tutti i vasi sono
sopravvissuti, persino le escursioni
termiche di queste ultime
settimane non hanno portato danni e io mi godo i loro colori tranquilli.
L’aro è un’esplosione di
foglie ma non ci sono fiori; purtroppo non mi ricordo mai in quale mese fiorisce. Un anno
ero riuscita a fotografarlo e ammetto
che il suo fiore particolare è una bella
vista. Per ora mi sono accontentata
delle foglie dalla forma curiosa.
mercoledì 1 maggio 2019
Giaggioli
Non essendo stato possibile
trascorrere qualche giorno nella mia casa di
campagna per le festività pasquali, mi sono recata successivamente. Era
dall'anno scorso che non ci mettevo più
piede ed ero veramente trepida di rivedere il mio giardino, ma all'arrivo l’erba del
praticello davanti casa non permetteva
nemmeno di arrivare alla porta. La casa al suo interno
era umida e polverosa e la prima cosa da farsi è stato accendere il camino e la stufa per renderla confortevole. In
effetti, dal momento che siamo ad aprile, teoricamente l’accensione del riscaldamento dovrebbe essere limitata a
periodi di maltempo, ma sinceramente in
casa si sentiva tanta umidità in quanto
non ci venivamo da tempo e io
volevo assolutamente riscaldare e
rendere asciutti gli ambienti. Il
giorno dell’arrivo è stato praticamente caratterizzato dalla cura
del riscaldamento, che lì è a legna, e dalla pulizia generale. Poiché non
resistevo più dal vedere il giardino, sono
corsa alla ricerca di fiori da
fotografare, anche se ormai la primavera è avanzata e le fioriture sono
praticamente finite, ed ho scoperto i ….
Giaggioli! L’anno scorso la mia mamma mi aveva piantato nel giardino
una qualità antica ed io non li
avevo ancora visti fioriti: è stata una meravigliosa scoperta
vedere lo stupendo colore di questi
fiori. Una simile colorazione l’avevo
vista solo in internet e ritrovarmela in giardino mi ha colpita
parecchio. Li ho subito fotografati.
Purtroppo c’era molto sole e io ero
impaziente di immortalarli sul mio cellulare, così nelle foto i colori non sono
venuti come realmente sono. Infatti il rosa antico dei petali ha un aspetto
opaco che ricorda il velluto e nelle immagini
risulta più brillante di quello
che è; sono fiori con un fascino particolare anche perché sono molto
più grandi degli
altri che ho in giardino.
Quando è passato il momento di meraviglia e di ammirazione per la
nuova qualità di giaggioli sono andata alla ricerca degli
altri, che ho già fotografato in passato. I giaggioli viola
scuro erano a fine fioritura e c’erano pochissimi fiori mentre gli iris blu si stagliavano sul muricciolo. La loro bellezza era un vero incanto che spiccava
nel verde del fogliame circostante. Nel frattempo, mio
marito aveva già tirato fuori il
tosaerba ed iniziato a falciare il prato, così ho messo via il cellulare e sono andata ad aiutarlo.
Tutti gli anni le annate presentano anomalie stagionali e anche
quest’anno non ci sono state eccezioni;
dopo la siccità invernale sono comparse
le piogge di aprile e il giardino soffre
sempre più di questi cambiamenti. Diventa sempre più difficile mantenere le coltivazioni. Nel tempo molti
fiori sono spariti in quanto non hanno resistito agli sbalzi
termici o alla mancanza d’acqua,
per cui non so più cosa piantare. Con i
miei genitori si discute spesso sul mantenimento del giardino, ma con questo andamento sta venendo fuori la frustrazione. Tutti gli anni si
fanno nuovi acquisti per scoprire che poi non vanno a
buon fine la stagione successiva. Non so più cosa aspettarmi da questo clima per il mio giardino: le piante
selvatiche o il deserto?
lunedì 13 agosto 2018
In vacanza
Restare senza internet è un bella scocciatura, però è un
disagio che si è risolto in breve tempo; il gestore a cui sono abbonata è stato
tempestivo perciò il collegamento si è rapidamente ripristinato. E’ susseguita,
solo per qualche giorno successivo la
riparazione, una serie di messaggi e
telefonate di controllo da parte della
compagnia telefonica, ma finalmente sono
riuscita a partire per una vacanza senza il problema del computer e del telefono fisso che non funzionavano. La mia meta è sempre la stessa: la mia casa di campagna, piccola, senza pretese ed immersa
nel verde. Sono arrivata dopo un
tranquillo viaggio in auto, con aria condizionata, ma appena scesa ad attendermi c’era un caldo esasperante. Non piovendo da giorni e senza innaffiature il giardino di casa era
un disastro. Tutte piante avevano le foglie flosce e c'erano già i primi
segni di ingiallimento e
secchezza; solo le mie rose, potate l’ultima volta che c’ero stata, avevano fatto sbocciare nuovi fiori e finalmente le ho potute ammirare in
tutta la loro bellezza e profumo. Quanto
lavoro per rimettere tutto a posto! Il prato davanti a casa era di nuovo da tagliare, i cespugli erano diventati giganteschi e con rami pendenti
che ostruivano il passaggio e poi era
necessario controllare la frutta per valutare l’eventuale raccolta. I pomeriggi
assolati e caldi hanno impedito di lavorare con costanza e quotidianamente,
obbligando a svolgere le più banali
attività o di mattina o
di tardo pomeriggio, e passare il
tempo quando non si lavora qui è sempre
un’impresa. Tra campi e boschi in questo posto non c’è tv né internet, ma io
non mi preoccupo: questo è uno dei
vantaggi della vacanza, che offre un totale riposo dalla tecnologia intensiva; pertanto faccio le parole crociate o grafico sul mio portatile, nell'attesa che
le temperature si mitighino e mi permettano anche sane passeggiate. Con questo
clima torrido non sento nemmeno il frinire delle cicale o cantare gli uccelli, l’afa sembra aver zittito tutti, solo le vespe e le mosche continuano a
ronzare imperterrite. Il caldo pomeridiano purtroppo mi ha creato un grande
disagio ed ammetto di essere stata anche
male; mi sembrava che il respiro mancasse e il cuore pulsava all'impazzata,
dandomi un senso di ansia incontrollabile. Non ero preparata a
soffrire così tanto, il mese di giugno in
cui ero stata qui era stato clemente e tranquillo, ma quello di agosto si mostrato all'altezza delle mie peggiori
prospettive e, anche se temevo che sarebbe finita così, non ero comunque pronta
a stare così male. Questo tormento del caldo è diventato un appuntamento
annuale inarrestabile e irrimediabile, tanto che a malincuore non vedo l’ora che l’estate
termini.
Durante questa vacanza i miei genitori sono venuti
a farmi visita e come sempre è
stato un momento di festa per tutti, anche se è durato il lasso di
una giornata. Il giardino e la sua cura sono l’argomento principale di discussione e accudirlo insieme diventa l'intrattenimento della giornata; si lavora fianco
a fianco parlando e progettando,
mentre si suda e si aspetta il
momento del pranzo. Una volta a tavola
si parla ancora di piante e di fiori, delle
coltivazioni future e del mantenimento di
questo fazzoletto verde e, mentre
si chiacchiera, il tempo passa velocemente finché arriva al momento del
commiato con la promessa di rivederci ancora lì.
L'arrivo di un temporale con tanto di grandine ha creato scompiglio nella mia tranquilla vacanza. Il vento era veramente forte, non solo da piegare le piante ma tanto da far penetrare l'acqua in casa. Improvvisamente è mancata la luce e neanche dopo un'ora il collegamento era stato ripristinato; intanto la furia del temporale iniziava a placarsi e la speranza che la situazione migliorasse era tanta. Dopo un'altro po' di attesa, la luce non c'era ancora e la serata iniziava a prendere piede quindi la decisione di partire. Così ho anticipato la mia partenza e me ne sono tornata a casa, alle mie attività e al mio solito quotidiano. Mi è dispiaciuto molto andarmene a causa di un imprevisto che mi avrebbe creato disagi insostenibili. Come ho già detto la casa non è dotata di confort e non supporta tali imprevisti; infatti mi sarebbe stato impossibile cucinare e mantenere al fresco i cibi nel frigo, la luce delle candele sarebbe stata insufficiente per trascorrere la serata e la pioggia da quelle parti rende impraticabili le strade di comunicazione. Insomma, basta un temporale per trovarsi nei guai e andarsene era la soluzione migliore, anche perché sarei partita in ogni caso il giorno dopo. Tornata in città e alle comodità mi sono ritrovata a riprogettare un'altra vacanza in campagna, ma è solo una fantasia purtroppo.
mercoledì 1 agosto 2018
Un'ondata di calore
La temuta ondata di calore è arrivata e neanche tanto improvvisa; si è preannunciata già dal mattino di qualche giorno fa, con i termometri che rischiavano di spaccarsi. Ieri, mentre viaggiavo in macchina, non appena incontravo un termometro appeso su qualche muro, tipo quelli dei supermercati che ti dicono anche giorno e ora, cercavo di leggere la temperatura per vedere fino a che punto era salita. Dai confortanti, si fa per dire, 36°C si arrivava fino ai 41°C e io, chiusa nell'abitacolo, con l'aria condizionata accesa, speravo che la strada diventasse il più lunga possibile per ritardare il momento della discesa. Sono giornate terribili e la televisione ha comunicato che il caldo durerà per un'intera settimana, raggiungendo picchi critici. Per me significa dover rinunciare alle mie passeggiate e limitare le uscite solo per impegni e necessità impreviste. Io non riesco a tollerare il caldo, mi sembra di soffocare e sudo in maniera assurda, con i rivoli che mi scendono sulla faccia. E' il periodo in cui, anche se ti lavi, ti sembra di non esserti lavato da giorni perché appena uscito dalla doccia dovresti già rientrarci. Il mio dramma sono i capelli: li lavo e non li asciugo perché non resisto a stare sotto il phon, cioè lo accendo solo per togliere quell'eccesso di umidità e poi li lascio asciugare all'aria. La cosa peggiore, però è che non riesco a farli stare in piega; è inutile passare mezz'ora a stirarli con la piastra, tanta fatica e tempo poi il sudore rovina qualsiasi piega, così di solito in estate io ho sempre il "look Maga Magò". A fine primavera avevo realizzato un taglio corto sfumato, con la speranza di acconciarlo facilmente all'arrivo dell'estate, e invece adesso sembro solo più personaggio manga. Se la pettinatura è una "mission impossible" il trucco non è da meno. D'estate proprio non riesco a truccarmi. Quest'anno ho cambiato cosmetici ed ho acquistato un fondotinta con una texture molto leggera, che copre le imperfezioni senza appesantire la pelle, ed una cipria simile che completa il maquillage, ma adesso è impossibile usarli. Se metto il fondotinta mi sembra che la pelle non respiri e il sudore lo lava via, se uso la cipria, pur essendo più leggera, sparisce ugualmente: insomma, c'è il rischio effetto "maschera di carnevale". Il trucco degli occhi è un altro problema; nessun ombretto regge a lungo, meglio una linea sottile con la matita sulla rima superiore della palpebra e un po' di mascara, poco anche quello se no impasta le ciglia. E il rossetto? Non sopporto nemmeno quello, ma lo metto ugualmente, appena un velo, altrimenti le labbra si inaridiscono con il sole. Preferibilmente uso i gloss, il loro lucido si abbina al sudore della faccia, o i rossetti chiari che, anche se sbavano o spariscono, non fanno sembrare il viso come se il trucco fosse lasciato a metà. Ormai ho preso l'abitudine a non truccarmi, ma mi secca tanto, specie se devo uscire per impegni importanti; non sopporto avere un aspetto scialbo. Purtroppo il sudore rovina qualsiasi trucco e non c'è prodotto che tenga ai rivoli gocciolanti sulla fronte e sulle tempie: tutto di scioglie come neve al sole. Paragone inadatto, visto che siamo d'estate.
Sono riuscita nuovamente a trascorre due giorni nella mia casa di campagna e, anche se le temperature erano torride, ho goduto di un po' di pace e tranquillità. Finalmente ho potuto occuparmi ancora una volta del mio roseto che, dopo la potatura della mia precedente visita, mi ha regalato un'esplosione di fiori ... secchi. Eh sì, quando sono arrivata nel mio giardino le rose erano già tutte seccate e così ho dovuto di nuovo rimuovere i fiori secchi e bagnarle abbondantemente. So già che appena andata via tutti i boccioli chiusi si apriranno e ne verranno fuori di nuovi, ma io purtroppo non sarò lì a vederli. Sono riuscita fotografare ben poco delle mie rose e avrei voluto tanto fotografare quelle bianche, ma al momento non c'era nemmeno un bocciolo aperto. Spero nella prossima volta.
L'estate non è certo il momento dei fiori ma i vasi sono rigogliosi e mi auguro sopravvivano all'ondata di caldo di questi giorni. Li ho fotografati sulla scala che porta al fondo del giardino e quando dico fondo intendo proprio quello, perché oltre non si va: il giardino è piccolo. E' un posto abbastanza riparato e fortunatamente si sono adattati bene, anche se la scala di cemento con il sole diventa caldissima e irradia calore. Generalmente ho paura a scenderla, in quanto l'anno scorso avevo visto una biscia che ci strisciava vicino e mi sono spaventata a morte, da allora sto solo sulla cima e guardo dall'alto, tanto i vasi li bagno con la pompa.
E' il primo anno che riesco a fotografare i frutti del mio acero. Non saprei dire se la loro presenza è legata al periodo giusto di maturazione o se invece precedentemente non erano presenti in quanto la pianta era troppo giovane, ma loro gradevole vista meritava di essere immortalata. Ho sempre apprezzato questa pianta e spero che diventi alta ed ombrosa, ha una foglia di aspetto piacevole ed è l'unica pianta da ombra che ho in tutto il giardino.
I miei alberi da frutta in questo periodo sono carichi di frutti acerbi e mi auguro tra un po' di riuscire a raccogliere qualcosa. Purtroppo i frutti come ho detto debbono ancora maturare, questione di qualche settimana, ma il caldo eccessivo potrebbe rovinarli, cosicché, al momento opportuno, potrebbero essere marci o toccati dagli insetti. E' un'eventualità che è già successa negli anni passati; la siccità fa sì che insetti ed uccelli cerchino sollievo nei frutti in quanto non c'è acqua in giro; in questo modo, però, il raccolto resta compromesso, tanto che mi è capitato di non poter raccogliere niente e di ritrovarmi con le piante pulite. In questo momento la cosa si sta verificando soprattutto con le piante da fico: i fichi neri sono praticamente spariti, mangiati da uccelli, vespe e calabroni; ho ancora qualche speranza con i fichi bianchi, ma il ronzio che ho riscontrato sulla pianta non preannuncia niente di buono.
Quest'anno il mio papà ha provato di nuovo a fare un po' di orto e sono riuscita a fotografare una bella pianta di zucchini, che spero sia producente. Tutti gli anni ci prova, ma la siccità rovina ogni tentativo e la fatica fatta diventa deludente; questo clima così arido sta cambiando completamente la campagna, impedendo alle coltivazioni di prosperare. Persino negli orti in cui si bagna regolarmente il caldo brucia gli ortaggi. Anche l'arrivo di specie non autoctone, in particolar modo insetti, unito al clima sfavorevole è stato devastante. Intorno a me era pieno di vigneti, che nel tempo sono stati interamente distrutti da parassiti provenienti dall'estero, ora c'è solo un terribile incolto che ha fatto sparire anche le nostre piante.
L'ultimo sguardo al mio giardino va all'angolo di sottobosco, che si è sviluppato naturalmente ed è costituito da fragole selvatiche ed alchechengi. Non ho mai voluto alterare questo minuscolo microcosmo, che ricorda i boschi che circondano il mio appezzamento; in questa stagione produce frutti belli e buoni ed è l'angolo più selvatico che ci sia tra tante coltivazioni. Si è formato sotto l'albero di fico e il nocciolo e ogni anno prospera incontaminato, senza mai estendersi oltre e rinnovandosi semplicemente nel suo piccolo. E' un posto fresco e sarebbe anche gradevole starci vicino, se non ci fossero gli insetti ronzanti che si posano sui fichi e ti svolazzano intorno appena ti chini a fotografarlo. Un rapido scatto e via, prima che la vespa di turno si sia accorta della mia presenza.
L'ultima foto che chiude questa esposizione è dedicata al mio nuovo melo che, per la prima volta, sta dando frutti. Nel mio piccolo giardino c'era già una pianta di mele, ma adesso è troppo vecchia ed quasi tutta secca, probabilmente quest'autunno verrà tagliata perché è diventata un ricettacolo di calabroni. Mi dispiace tantissimo tagliarla, quel melo era una qualità antica che adesso non esiste più; produceva mele per l'inverno, piccolissime, dure, ma saporitissime. Per anni ha prodotto ceste di mele e adesso sta terminando la sua fase vegetativa. Nel mio giardino c'erano molte piante vecchie e adesso sono morte e sono state abbattute; ho ancora fatto in tempo a vederle: raccontavano la storia di quel piccolo fazzoletto di terra. Il mio papà le ha rimpiazzate poco alla volta, ma non è la stessa cosa: è una altra fase della storia. Il cambiamento del clima è stato decisivo sui vecchi alberi e ne ha determinato la scomparsa, ma io non sono sicura che i nuovi rimpiazzi siano altrettanto resistenti. Le giovani piante spesso muoiono prima ancora di aver superato qualche anno di vita e si dimostrano più resistenti le piante che non hanno specifica utilità; di questo passo sarà difficile trovare piante alimentari: o ci adattiamo a mangiare piante tossiche o non viviamo.
Sono riuscita nuovamente a trascorre due giorni nella mia casa di campagna e, anche se le temperature erano torride, ho goduto di un po' di pace e tranquillità. Finalmente ho potuto occuparmi ancora una volta del mio roseto che, dopo la potatura della mia precedente visita, mi ha regalato un'esplosione di fiori ... secchi. Eh sì, quando sono arrivata nel mio giardino le rose erano già tutte seccate e così ho dovuto di nuovo rimuovere i fiori secchi e bagnarle abbondantemente. So già che appena andata via tutti i boccioli chiusi si apriranno e ne verranno fuori di nuovi, ma io purtroppo non sarò lì a vederli. Sono riuscita fotografare ben poco delle mie rose e avrei voluto tanto fotografare quelle bianche, ma al momento non c'era nemmeno un bocciolo aperto. Spero nella prossima volta.
L'estate non è certo il momento dei fiori ma i vasi sono rigogliosi e mi auguro sopravvivano all'ondata di caldo di questi giorni. Li ho fotografati sulla scala che porta al fondo del giardino e quando dico fondo intendo proprio quello, perché oltre non si va: il giardino è piccolo. E' un posto abbastanza riparato e fortunatamente si sono adattati bene, anche se la scala di cemento con il sole diventa caldissima e irradia calore. Generalmente ho paura a scenderla, in quanto l'anno scorso avevo visto una biscia che ci strisciava vicino e mi sono spaventata a morte, da allora sto solo sulla cima e guardo dall'alto, tanto i vasi li bagno con la pompa.
E' il primo anno che riesco a fotografare i frutti del mio acero. Non saprei dire se la loro presenza è legata al periodo giusto di maturazione o se invece precedentemente non erano presenti in quanto la pianta era troppo giovane, ma loro gradevole vista meritava di essere immortalata. Ho sempre apprezzato questa pianta e spero che diventi alta ed ombrosa, ha una foglia di aspetto piacevole ed è l'unica pianta da ombra che ho in tutto il giardino.
I miei alberi da frutta in questo periodo sono carichi di frutti acerbi e mi auguro tra un po' di riuscire a raccogliere qualcosa. Purtroppo i frutti come ho detto debbono ancora maturare, questione di qualche settimana, ma il caldo eccessivo potrebbe rovinarli, cosicché, al momento opportuno, potrebbero essere marci o toccati dagli insetti. E' un'eventualità che è già successa negli anni passati; la siccità fa sì che insetti ed uccelli cerchino sollievo nei frutti in quanto non c'è acqua in giro; in questo modo, però, il raccolto resta compromesso, tanto che mi è capitato di non poter raccogliere niente e di ritrovarmi con le piante pulite. In questo momento la cosa si sta verificando soprattutto con le piante da fico: i fichi neri sono praticamente spariti, mangiati da uccelli, vespe e calabroni; ho ancora qualche speranza con i fichi bianchi, ma il ronzio che ho riscontrato sulla pianta non preannuncia niente di buono.
Quest'anno il mio papà ha provato di nuovo a fare un po' di orto e sono riuscita a fotografare una bella pianta di zucchini, che spero sia producente. Tutti gli anni ci prova, ma la siccità rovina ogni tentativo e la fatica fatta diventa deludente; questo clima così arido sta cambiando completamente la campagna, impedendo alle coltivazioni di prosperare. Persino negli orti in cui si bagna regolarmente il caldo brucia gli ortaggi. Anche l'arrivo di specie non autoctone, in particolar modo insetti, unito al clima sfavorevole è stato devastante. Intorno a me era pieno di vigneti, che nel tempo sono stati interamente distrutti da parassiti provenienti dall'estero, ora c'è solo un terribile incolto che ha fatto sparire anche le nostre piante.
L'ultimo sguardo al mio giardino va all'angolo di sottobosco, che si è sviluppato naturalmente ed è costituito da fragole selvatiche ed alchechengi. Non ho mai voluto alterare questo minuscolo microcosmo, che ricorda i boschi che circondano il mio appezzamento; in questa stagione produce frutti belli e buoni ed è l'angolo più selvatico che ci sia tra tante coltivazioni. Si è formato sotto l'albero di fico e il nocciolo e ogni anno prospera incontaminato, senza mai estendersi oltre e rinnovandosi semplicemente nel suo piccolo. E' un posto fresco e sarebbe anche gradevole starci vicino, se non ci fossero gli insetti ronzanti che si posano sui fichi e ti svolazzano intorno appena ti chini a fotografarlo. Un rapido scatto e via, prima che la vespa di turno si sia accorta della mia presenza.
L'ultima foto che chiude questa esposizione è dedicata al mio nuovo melo che, per la prima volta, sta dando frutti. Nel mio piccolo giardino c'era già una pianta di mele, ma adesso è troppo vecchia ed quasi tutta secca, probabilmente quest'autunno verrà tagliata perché è diventata un ricettacolo di calabroni. Mi dispiace tantissimo tagliarla, quel melo era una qualità antica che adesso non esiste più; produceva mele per l'inverno, piccolissime, dure, ma saporitissime. Per anni ha prodotto ceste di mele e adesso sta terminando la sua fase vegetativa. Nel mio giardino c'erano molte piante vecchie e adesso sono morte e sono state abbattute; ho ancora fatto in tempo a vederle: raccontavano la storia di quel piccolo fazzoletto di terra. Il mio papà le ha rimpiazzate poco alla volta, ma non è la stessa cosa: è una altra fase della storia. Il cambiamento del clima è stato decisivo sui vecchi alberi e ne ha determinato la scomparsa, ma io non sono sicura che i nuovi rimpiazzi siano altrettanto resistenti. Le giovani piante spesso muoiono prima ancora di aver superato qualche anno di vita e si dimostrano più resistenti le piante che non hanno specifica utilità; di questo passo sarà difficile trovare piante alimentari: o ci adattiamo a mangiare piante tossiche o non viviamo.
Iscriviti a:
Post (Atom)




















































