Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo

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Benvenuti nel mio blog, dedicato ai miei avvenimenti personali, ai miei pensieri e alla mia produzione grafica firmata Hamm. Le etichette dei topic sono catalogate in base al tema delle immagini. Se prelevate i miei lavori grafici per esporli nei vostri siti, rispettate i credits. Buona navigazione.

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domenica 11 aprile 2021

Aprile, il mese delle vaccinazioni

 

La Pasqua quest'anno è caduta nei primi di aprile e, contrariamente agli anni passati, si sapeva già che sarebbe trascorsa all'insegna delle restrizioni da covid per cui da parte nostra non c'erano programmi speciali per trascorrerla. Inaspettatamente, invece di  colombe pasquali e uova di  cioccolato, sono arrivate le chiamate per le vaccinazioni anti-covid. Il primo ad essere stato vaccinato è stato mio figlio, che avendo fatto il covid ha ricevuto un'unica dose di vaccino cui non non seguirà il richiamo, poi è arrivata la chiamata per i miei genitori ultraottantenni. Per loro la questione è stata un po' tortuosa; non sono riusciti a leggere il messaggio sul cellulare ed hanno perso la prima chiamata. Mio marito, non appena ha saputo della questione, si è subito attivato telefonando al numero verde per le vaccinazioni e, siccome questo funziona, nel giro di pochi giorni hanno ricevuto una seconda chiamata e sono stati vaccinati anche loro. Nel  frattempo è arrivato prima l'avviso di vaccinazione  per mio marito, che è il mio "caregiver", e poi per me. L'inizio di aprile è stato segnato dall'ansia da vaccinazione, dovuta non tanto alla puntura, considerata fastidiosa ma comprensibile, quanto all'inoculo di una malattia che finora non ci aveva toccato e la paura delle eventuali  reazioni al vaccino. Premetto, prima di  altre spiegazioni, che per tutti è andata bene. Mio figlio è stato il primo ed è stato vaccinato con lo Pfizer, ci ha raccontato di aver avuto un po' di  dolenzia al braccio dell'inoculo, dolenzia che poi era passata; poi è toccato ai miei  genitori, entrambi  vaccinati con lo Pfizer, e pure loro non hanno avuto problemi. Mio marito invece è stato l'unico  ad essere vaccinato con Astrazeneca, in quanto sopra i sessanta anni e in buona salute, e anche lui non ha avuto problemi, tranne questa leggera dolenzia al braccio che poi è passata nel  giro  di pochissimo. Io sono stata l'ultima ad essere vaccinata e , in quanto "soggetto debole", sono stata vaccinata con lo Pfizer e anche per me è andato tutto bene. Mancano all'appello mia figlia e il suo compagno che, data l'età, verranno vaccinati in seguito. Nel complesso la vaccinazione non ha dato fastidi ed è stata tollerabile. Per la mia famiglia è avvenuta in questi centri allestiti in edifici  riconvertiti ed è risultata valida sia per l'assistenza che per l'organizzazione, per me è avvenuta in ospedale. Avrei  voluta farla anche io in uno di  quei  posti 😒 Arrivare all'ospedale in cui dovevo andare è stato difficile; il parcheggio dell'ospedale era chiuso in quanto ci hanno  allestito un ospedale da campo militare, probabilmente una struttura covid, per cui mio marito ha dovuto trovare posto in parcheggio più lontano e a pagamento. Poi andare dal parcheggio all'ospedale è stato complicato e, dovendo usare il deambulatore, ho dovuto districarmi tra auto parcheggiate e strade trafficate; quando ho  finalmente raggiunto il punto stabilito di vaccinazione, ho  avuto la brutta sorpresa di non trovare l'accoglienza. Nella piccolissima reception non c'era nessuno, né un infermiere o altra persona cui  rivolgersi e, nel giro di un minuto, hanno cominciato ad arrivare tutti i convocati che l'hanno riempita con il rischio di  assembramento. Tutti quanti eravamo già muniti dei moduli specifici, scaricati da internet e debitamente compilati, pronti per la consegna al fine di velocizzare la cosa, invece abbiamo scoperto che ne dovevamo compilarne altri forniti dall'ospedale stesso. In breve è scoppiato il malumore generale per la mancanza di  comunicazione, la similarità di modulistica da compilare e la disorganizzazione. Finalmente in quel trambusto generale è poi arrivata un'infermiera che ci  ha fatti accomodare in una saletta adiacente, vuota e senza servizio di  sicurezza, in cui tutti quanti hanno cercato di  sedersi e di mantenere il più possibile le distanze e poi, dopo un po', sono iniziate le vaccinazioni. A differenza della disorganizzazione di accoglienza, il personale addetto alla vaccinazione è stato gentilissimo, efficiente e premuroso. L'inoculo dura in totale tre secondi d'orologio, non si  sente l'ago né in entrata, né in uscita ma solo questo liquido  che penetra soffusamente nel braccio. Dopo due minuti si comincia ad avvertire un leggero intorpidimento al braccio che poi svanisce spontaneamente nel  giro di qualche minuto e, trascorso il fatidico quarto d'ora nella saletta di prima tra gente che arriva o se ne va, si può finalmente tornare a casa. Credo che complessivamente il disagio più grande sia stato l'ansia da vaccinazione che la vaccinazione in sé. I moduli che si compilano prima di fare il vaccino vengono letti in tutti i punti cruciali e vengono fatte domande specifiche al paziente prima di  vaccinarlo per cui, se dovesse malauguratamente succedere qualcosa, si è pronti ad intervenire in tutta sicurezza. Tra tre settimane tutti noi che abbiamo fatto lo Pfizer dovremo  fare il richiamo, l'unico che dovrà farlo  tra tre mesi è mio  marito in quanto ha fatto Astrazeneca. Non so  che pensare per quanto  toccherà a me; ritornare in quel posto con quei  disagi  organizzativi mi mette in apprensione 😖



sabato 3 aprile 2021

I miei acquisti sono arrivati

 

In un momento di zona gialla ero andata con mio marito in un negozio di divani, per la precisione “Poltrone e Sofà”, ed avevamo ordinato un divano ed una poltroncina per il soggiorno; quando mi avevano detto che sarebbero trascorsi novanta giorni lavorativi prima della consegna, avevo compreso che avrei dovuto pazientare un bel po’ prima di averli ed ho iniziato ad aspettare. Questa settimana è finalmente arrivata la telefonata che ci annunciava la consegna e io e mio marito abbiamo tirato un sospiro di sollievo: finalmente i tanto attesi mobili stavano per arrivare a casa. Al momento della consegna il vecchio divano è stato ritirato e portato via mentre la vecchia poltroncina è finita in mansarda, cioè nel nostro ripostiglio, e i nuovi acquisti hanno fatto il loro ingresso trionfale e preso il posto dei loro predecessori. Non appena i trasportatori se ne sono andati io ho fatto pulizia e poi ho provato subito il nuovo divano: che meraviglia! Essendo un divano letto è più alto del precedente, che non lo era, e poi è rigido; adesso posso sedermi ed alzarmi senza problemi e non sprofondo più nella seduta. Un’altra caratteristica del nuovo acquisto sono i poggiatesta che si possono alzare o abbassare secondo necessità; trattandosi di un divano a due posti ed essendo le sedute separate, io ho deciso di  tenere il mio poggiatesta abbassato mentre mio marito alzato, insomma questa possibilità è una comodità in più per entrambi. E la poltroncina? Comoda anche quella, anche se essendo piccola non parrebbe. Nella visione d’insieme la stanza non ha perso la sua caratteristica disposizione, benché i nuovi mobili siano leggermente più grandi dei precedenti e occupino lo stesso posto degli altri, e i colori dei nuovi acquisti complessivamente non stonano con il resto dell’arredo. Personalmente credevo che la poltroncina gialla avrebbe dato una vistosa nota di colore alla stanza, invece il giallo scelto non è poi così appariscente e si integra bene con tutto il resto, forse il marcato effetto di contrasto era più evidente in negozio che a casa. Anche mio marito è soddisfatto dei nuovi arrivi, li ha provati insieme a me e tutti e due ci siamo abituati subito alla novità, forse perché più comoda, e non rimpiangiamo i vecchi mobili.


Questa è stata la settimana degli arrivi, infatti, dopo quello del divano e della poltroncina, c’è stato quello di un ordine fatto online. A causa del fatto che siamo ancora in zona rossa alcune tipologie di negozio sono chiuse e questa limitazione può diventare insostenibile, specie se gli oggetti da comprare sono indispensabili alla vita quotidiana. In questi giorni si sono rotte le cuffie del televisore e nel mio caso sono indispensabili alla mia vita quotidiana. Siccome l’apparecchio si trova nella stessa stanza dove c’è il mio computer, io e mio marito ci siamo trovati in difficoltà a stare nello stesso ambiente. Per evitare di disturbarci da anni usiamo le cuffie, così, se mio marito vuole vedere un film o seguire le partite, con le cuffie può godersi lo spettacolo mentre io posso lavorare al computer; in questo modo tutti e due possiamo tranquillamente fare attività diverse nella stessa stanza. Dal momento che dopo vari tentativi non siamo riusciti a riparare le vecchie cuffie, mio marito ne ha ordinate un paio nuovo su Amazon e io ne ho approfittato per aggiungere all’ordine altre piccole cose. Per farla breve, ci siamo trovati con un ordine cumulativo e gli oggetti, che sono arrivati tutti insieme, ora sono già in uso. Nella lista le cose aggiunte erano: delle piccole spugne rotonde in silicone, utili per lavare le stoviglie, la cucina, il bagno e così via, dei ganci calamitati da appendere al metallo e dei ganci per la sbarra della cucina, gli utilissimi “infila-ago”, delle “museruole” di  silicone da mettere sotto la mascherina per evitare che finisca in bocca quando si parla, i tappi in silicone per le gambe delle sedie della cucina, un cestello in plastica per la cottura a vapore, il filo per stendere da mettere sul balcone e le calze per me. Uff! Devo ammettere che questo l’ordine più lungo che abbiamo mai fatto fino ad ora! Se i negozi di casalinghi fossero aperti queste cose le avrei cercate lì oppure in ferramenta, ma i primi sono chiusi e il negozio di ferramenta vicino a casa mia non è sempre stato soddisfacente. C’è poco da fare: si compra online. Adesso, neanche a farlo apposta, io e mio marito dobbiamo entrambi comprarci le ciabatte, che si sono consumate a forza di stare sempre in casa, e credo che finiremo per acquistare anche quelle online, dal momento che i negozi di scarpe sono chiusi. Ma si può?




domenica 28 marzo 2021

Giornate a casa

 

La primavera è ormai iniziata da un po' e ci  sono sempre giornate di  sole con temperature più miti, soltanto l'aria è ancora frizzante ed obbliga a mettere la giacca. Dalla finestra di  casa guardo le montagne con le cime ancora bianche e le pendici  scoperte, segno che il bel tempo è costante ma fa ancora un po' freddo. Verrebbe voglia di uscire, di  andare a fare passeggiate e scoprire i giardini  fioriti, invece bisogna restare a casa in quanto siamo ancora tutti in zona rossa e le uniche passeggiate fattibili sono quelle nei pressi di casa, da me però non c'è molto da vedere. Poco importa, ormai mi sono abituata a starmene rintanata tra le mura domestiche e la vita che facevo  prima me la sto  dimenticando. Unica novità in questa routine è  stata la visita a mio figlio, che adesso sta bene dopo l'episodio covid ed ha ripreso la sua vita normale: come sono contenta 😊 In questi giorni la mia smania di  riordinare si è un po' calmata e adesso sto cercando di abituarmi alle nuove sistemazioni delle cose, al contrario mio marito sembra essere stato così contagiato da questo mio impulso al rassetto che questo fine settimana è tornato a ripulire la mansarda. Questa volta non l'ho seguito e ha dovuto cavarsela da solo. So che comunque ha fatto altri sacchetti di immondizia e li ha buttati via, mentre io non me ne sono preoccupata più di  tanto. Certo che questa intenzione di ripulire il magazzino sta diventando un'impresa memorabile che ci  ricorderemo nel tempo. Anni e anni di accumulo senza mai smaltire nulla alla fine hanno creato solo caos. Io penso  che entrambi abbiamo capito che tutta quella roba alla fine è diventata ingestibile e che occupa solo spazio; soprattutto, abbiamo capito che il passato deve essere lasciato andare e che la memoria è dentro di noi. Mi sembra di dire banalità, invece non è facile staccarsi dai  ricordi o, perlomeno, da alcuni ricordi. Ci sono oggetti che vale la pena di  conservare, mentre altri si possono gettare senza tanti problemi. Alcune persone smaltiscono subito quello che non serve loro senza farsi  troppi pensieri, mentre per noi questa operazione è stata più complicata. Probabilmente questo fatto deriva  dall'educazione che abbiamo ricevuto dai  nostri genitori,  che avendo  vissuto la guerra e patito privazioni, ci  hanno insegnato il risparmio e a conservare tutto, anche le cose inutili, al solo scopo di evitare sprechi oppure per mantenere vivo un ricordo  affettivo. Nel mondo attuale tutto questo ha un senso  relativo; si parla di  riciclo e di  gestione dello spreco, ma si  parla anche di una vita più minimal ed essenziale. Insomma, va bene tenere le cose che possono tornare utili o trasformarle in altre cose sempre utili, però è importante tenere quello che serve veramente alla vita di tutti i  giorni senza eccedere altrimenti  le case scoppiano. Per me e per mio  marito questo riordino è una questione legata più all'età, e quindi  gestionale, che di  filosofia di vita. Sicuramente semplificarci la vita ci  fa piacere e ci lascia spazio per dedicarci  a cose che ci piacciono di più del mettere a posto. Io, poi, con i miei problemi di  salute, comincio ad avere serie difficoltà nel mantenere ordinata la casa, per questo motivo  sto cercando  di  facilitarmene la gestione quotidiana, giusto per non dover chiedere un aiuto  esterno ed essere ancora autonoma. Comunque, tutta questa storia è saltata fuori  con la pandemia. Se non si fosse stati obbligati a restare a casa probabilmente avrei  rimandato questo impegno a data da stabilirsi e avrei  continuato a lamentarmi, dicendo  che non ce la facevo più. Insomma, non tutto il male viene per nuocere 😄



domenica 21 marzo 2021

Esplorazione in mansarda

 

Oggi è il primo  giorno  di primavera e la giornata si  aperta all'insegna di  sole e freddo; nei  giorni  scorsi  c'è stato il vento e adesso è  arrivato il freddo, secco  e penetrante, che fa accendere la caldaia di  casa. Siamo ancora in zona rossa e non si può andare da nessuna parte, ma che importa tanto  tutti i  negozi e i centri commerciali sono  chiusi e che faccia sole o che piova non ha nessuna importanza. Come primo  giorno di primavera ho osato andare nella mansarda, cioè nel  magazzino di  casa, per un'incursione esplorativa e per provare a fare un po' di  decluttering. Da settimane mio marito insiste per affrontare il problema e io ogni  volta rimando o trovo  scuse, ma oggi è stato diverso, non so perché proprio  oggi fosse diverso, credo solo che queste settimane di ordine e pulizia in casa mi abbiano spinta ad andare oltre. Appena messo piede in quella specie di magazzino ho cercato una sedia su  cui  sedermi e di  guardarmi il meno possibile intorno: troppo lavoro da fare! Al contrario di me, mio marito si è  messo subito all'opera. Ha iniziato con l'aprire un vecchio mobile e a portarmi  delle cose da prendere in esame, io le visionavo e dicevo: "questo in pattuma, questo si  tiene". In un'ora l'abbiamo ripulito, ma il risultato complessivo è sempre uguale: si  conserva troppo. Nessuno dei  due riesce a liberarsi di  tutto e c'è sempre qualcosa che dispiace buttare via. Anche se siamo riusciti a fare tre sacchetti di immondizia c'è ancora parecchia roba inutile da buttare. Molte delle cose stoccate in mansarda sono dei  figli e dal mio punto di  vista toccherebbe loro deciderne la sorte, per questo però bisogna aspettare che si  decidano a farlo, cioè ... tra millenni 😄 Dopo un'ora di lavoro io mi sono  ritirata, non tanto per la fatica fisica quanto per quella mentale; non sembra, ma ci  vuole concentrazione per fare qualsiasi scelta, specie se si  tratta della scelta definitiva. Mio marito invece è andato avanti ancora per un po', giusto il tempo di guardare delle cose personali e prendere i sacchetti per andarli a gettare nel cassonetto. Forse il prossimo  fine settimana si  farà ancora qualcosa, non so, io non ho molta voglia di  riprendere questo genere di lavoro; so  che  è necessario, ma è così  noioso. Tornata a casa mi sono domandata perché ho messo via così tanta roba inutile e non sono riuscita a trovare una risposta convincente, eccetto che questo genere di pulizia avrei  dovuto farlo anni fa, quando  stavo  meglio, oppure che avrei dovuto buttare via le cose subito per non doverci pensare dopo. La mansarda in passato è stata per lo  più il magazzino di  casa e il luogo delle feste dei  figli,  adesso non saprei cosa farne una volta ripulita, non è abitabile né trasformabile in qualcosa di  diverso da un magazzino. Mio marito vorrebbe farne una stanza di uso indefinito, ma d'estate è un forno e d'inverno un frigorifero, chi ci vorrebbe stare lì dentro? Forse non vedo la questione nella giusta prospettiva solo perché adesso è sporca, piena di cose vecchie di cui molte inutili e io non ho idee in proposito. Probabilmente, quando verrà ordinata e sarà più presentabile, magari potrò pensarla come ad un deposito organizzato, pratico e razionale oppure ... ad una stanza di uso indefinito: si  vedrà 😔



venerdì 19 marzo 2021

Ancora ordine e pulizia

 

Ed eccomi  ancora intenta a fare ordine e pulizia in casa, per migliorare l'ambiente in cui  vivo. Mi mancava ancora il mio cassetto dell'intimo e finalmente sono  riuscita ad ordinare anche quello, utilizzando il metodo Konmari, e non sembra più lo stesso. Intanto mio marito continua a restare stupito da questo cambiamento, anche perché la casa sta diventando  non solo più ordinata ma anche più pulita. Ammetto che la spinta a modificare le mie abitudini me l'hanno data i video  di  YouTube, che mi hanno fornito spunti, idee, chiarimenti e metodi  adattabili alle mie esigenze. Mi sento soddisfatta, però so che non è ancora finita e che il più grosso  deve ancora arrivare. Dal momento che sono in vena di cambiamenti mi sono  decisa a consultare il catalogo online di  Ikea per fare nuovi  acquisti e migliorare la disposizione di  alcune cose. Che cosa complicata! 😮 Non mi sembra che questo catalogo digitale sia fatto molto bene. Sarà che io non sono esperta nelle consultazioni online, eppure secondo  me mancano dei riferimenti specifici  riguardanti i prodotti. Faccio un esempio, avevo  cercato un mobiletto componibile che avevo  visto tempo fa in negozio ed ho scoperto che cliccando la sua pagina non c'erano  tutti i colori che mi  ricordavo; solo sfogliando la pagina generica dei mobiletti simili era possibile arrivare ad un'altra pagina in cui  c'era il mobiletto che cercavo con il colore che volevo. Perché non hanno messo  tutti  i colori del mobiletto nella stessa pagina? Possibile che bisogna andare a cercare il medesimo  mobiletto in altre pagine per trovare il colore giusto? Il catalogo di Amazon è fatto molto meglio. Per me questo catalogo è  troppo tortuoso. Capisco  che forse non ho  fatto la ricerca nel  modo  corretto, che forse non ho digitato la richiesta giusta, ma i riferimenti ottenuti erano davvero scarsi e richiedevano una ricerca aggiuntiva. Meno male che avevo  già  visto il mobiletto ed ho cercato finché non ho trovato, ma nel caso  di prodotti nuovi, mai visti, che sarebbe successo? C'è il rischio di  ordinare e poi scoprire che c'era più scelta.  Continuo a pensare che è meglio andare in negozio e cercarsi le cose dal vivo piuttosto che spendere un intero pomeriggio in ricerche infruttuose. Purtroppo, al momento da me Ikea è chiusa in quanto siamo in zona rossa ed è aperta solo la bottega svedese, ma anche fossimo in zona gialla ci sarebbe ugualmente la fila fuori a causa degli ingressi contingentati e la consultazione online sarebbe l'unica possibilità di ricerca ed acquisto. Non so proprio  come risolvere la cosa 😒 Questa mattina mio marito mi ha proposto di provare a risolvere la questione utilizzando quello che c'è in casa, cioè andando rovistare nella mansarda che è il magazzino di  casa. Cielo! Non mi  entusiasma mettere le mani nella polvere, tra ragnatele e scarafaggi morti 😖 Se non c'è altro sistema, vuol dire che proverò quello e forse troverò ciò che mi  serve tra le vecchie cose e senza spendere soldi.



sabato 13 marzo 2021

La parola d'ordine è ... "ordine"

 

In questi giorni in cui si è obbligati a stare a casa vengono in mente le cose più strane per passare il tempo e a me è  venuto in mente di  guardare alcuni  video  su  YouTube riguardanti la riorganizzazione di  armadi  e cassetti. Forse tutto questo non è poi così strano come potrebbe sembrare, siamo quasi in primavera e la voglia di pulizia e ordine nelle case è abbastanza comune, pertanto il fatto che io abbia cominciato a pensarci è decisamente normale. Così come è normale il fatto che, dopo aver visto i video, io abbia deciso  di  cambiare radicalmente disposizione alle cose dei miei  armadi  e cassetti. Molto  tempo fa avevo  fatto un cambio simile per unico cassetto e questo dopo aver letto il fantastico  libro "Il magico potere del  riordino" di Marie Kondo, libro che mi aveva spalancato le porte inaspettate di una nuova concezione di ordine. Da quella volta, però, il riordino si  era arenato a quell'unico cassetto e tutto era rimasto stoccato con le normali abitudini. Non so cosa mi sia preso  adesso, forse complice la mancanza di  adeguati programmi televisivi che compensavano le pause pomeridiane, ma sta di  fatto che mi era venuta voglia di sistemare il sottolavello della cucina, che da anni mi  tormenta per la sua organizzazione caotica, ed allora mi sono decisa a cercare una soluzione proprio  guardando  dei  video su YouTube. Diciamo che la soluzione che cercavo non sono  riuscita ad applicarla subito, in quanto mi occorrevano dei contenitori  speciali, di  quelli impilabili per la precisione, che potevo acquistare o online o in negozio e, poiché ero intenzionata a riorganizzare tutto il giorno in cui avevo  deciso  di  farlo,  mi sono arrangiata con quello che avevo in casa. Nel contempo, da quei  video ho scoperto altre soluzioni applicabili al resto della casa! Sono quasi  due settimane che ne guardo altri e  che cerco  di  applicare nuove forme di organizzazione a cassetti ed armadi 😄 Ammetto che alcune soluzioni si sono rivelate vincenti ed ho scoperto di  avere  spazio là dove credevo  di non averne, senza contare che tutto questo fermento ha persino coinvolto mio marito nell'impresa del  riordino.  Un simile cambiamento è certamente di lunga portata, però richiede assimilazione della tecnica ed abitudine nella pratica e c'è il vantaggio che, superati questi scogli, la vita si semplifica, e di parecchio. Purtroppo il mio progetto non è  ancora terminato e ci sono ancora altri  spazi da visionare e sistemare, ma sono sulla buona strada. Da questo lavoro ho imparato che cos'è il decluttering, quello vero non quello che faccio io, e sinceramente non sono ancora del tutto pronta per applicarlo integralmente alla mia casa. Infatti non sono riuscita ad eliminare delle cose perché ci  sono tuttora affezionata o perché penso che mi possano servire in futuro, insomma, le solite scuse. Comunque sono riuscita gettare via una parte di inutile e questo è importante di  suo, ma quello che ha fatto la differenza è stata la disposizione dell'oggettistica, quella è  stata determinante per l'ordine e lo spazio. Ho imparato  a piegare l'abbigliamento e la biancheria di  casa in modo  differente da quello che uso io, così come ho imparato a stipare alimenti e attrezzi da cucina, persino nel bagno c'è stata una radicale modifica sul piano del lavandino e negli armadietti. Come ho  detto prima, mio marito è rimasto favorevolmente colpito dalla mia iniziativa, un po' perché mi ha vista più attiva del solito e un po' perché da tempo insisteva sulla necessità di  riorganizzare ed eliminare alcune cose di  casa. Dal momento che sono  sempre stata restia a farlo, vedermi all'opera non ha fatto altro che incentivarlo a cavalcare l'onda, tanto che mi ha proposto di  fare pulizia nella mansarda, cioè nel  ripostiglio di  casa. Quello però è un'impresa epica, un vero lavoro da decluttering e confermo che la cosa mi preoccupa 😕 Lì c'è davvero una marea di  cose da prendere in visione e da eliminare, dai vecchi soprammobili, alcuni addirittura rotti ma conservati per affezione, ai vecchi vestiti fuori moda, e nei  quali non ci  entro più ma tenuti per lo  stesso  motivo. Insomma, lì c'è davvero il grande magazzino delle cose inutili, spesso conservate per ricordo o con l'idea che un giorno potrebbero tornare utili, giorno che ancor oggi non è  venuto, e il piccolissimo magazzino delle cose utili, tipo i ventilatori che ivi trovano posto durante la pausa invernale. Non so  come affronterò il momento della mansarda, ma dopo queste settimane di rodaggio credo di essere pronta .... o  quasi  :) 



venerdì 5 marzo 2021

La primavera sta arrivando

 


Sono giornate senza ghiaccio e credo che lo vedremo soltanto la prossima stagione fredda, da giorni il termometro non scende più sotto lo 0° e le temperature sono andate oltre i 10°, segno  che la primavera è prossima. Quando mi alzo  al mattino e guardo fuori dalla finestra vedo le montagne con i cocuzzoli bianchi e le pendici  scure, la neve si  sta ritirando  sempre di più e tra breve sparirà del tutto, forse rimarrà ghiacciato solo qualche canalone ma sarà così ridotto che  da lontano non lo vedrò neppure. Non appena c'è un lieve aumento delle temperature la differenza si sente e per alcune persone è tale che escono  già in maniche corte. Io proprio non riesco ad arrivare a tanto; ho iniziato ad usare la giacca imbottita e smesso il piumino e i pellicciotti, ma continuo imperterrita ad usare la mia cuffietta invernale anche se alle volte sudo. Non riesco a svestirmi così in fretta come fanno gli altri e a pensare alla primavera degli abiti leggeri quasi  estivi, preferisco una sudata di più al classico  "colpo d'aria" che ha conseguenze sulla salute. In questi ultimi tempi il meteo mi interessa un po' di meno, sarà perché  esco così di rado, specie adesso  che siamo in zona arancione.  Al mattino guardo fuori dalla finestra e per me il meteo  è  quello che vedo. Il cambio nell'armadio è ancora lontano, per cui ho semplicemente deciso  di riordinarlo con un nuovo sistema. Da alcuni giorni sto guardando  alcuni  video su YouTube per aver spunti che mi aiutino a migliorare la disposizione della roba che c'è  dentro e così  ho  scoperto un nuovo  modo di piegare le maglie che fa risparmiare spazio. Ho provato ad adottarlo e sembra che funzioni. Mentre ero intenta a passare ad uno ad uno i miei capi di vestiario mi sono accorta che avrei avuto bisogno  di  qualcosa di nuovo, ma non avendo più occasioni sociali ho accantonato il pensiero. Un po' mi dispiace; un piccolo acquisto personale, specie in questo periodo di pandemia, è una specie di  coccola che potrebbe aiutare a vivere meglio le giornate. Sinceramente l'ultima volta che sono andata in un centro commerciale lo shopping, e ne ho anche parlato in questo blog, mi ha interessata così poco da farmi  tornare a casa a mani vuote. In questo momento non ho nemmeno la più pallida idea di  quali siano le nuove tendenze, né se ci  sono nuovi  colori che potrebbero piacermi; in un mondo in cui  si parla solo  più di covid la moda è diventato l'ultimo pensiero. Non posso nemmeno fare riferimento come ricordi alla scorsa primavera, in quanto giusto a marzo  c'è  stato il primo lockdown e già allora shopping e moda erano finiti nel  dimenticatoio. A questo punto credo  che continuerò a tenermi le mie vecchie cose che sono ancora in buono stato e decorose, poi .... vedremo. La primavera, però, può riservare spiacevoli sorprese con bruschi cambiamenti climatici ed allora sarà  necessario fare un passo indietro e tornare ai vestiti più pesanti, a quel punto per gli abiti leggeri ci  sarà ancora tempo e forse per allora si potrà di  nuovo pensare alla moda e allo shopping. Mi rendo  conto che sto facendo tutti questi discorsi modaioli anche se in verità della moda me ne importa relativamente; credo che la mia sia piuttosto la voglia di un cambiamento di pelle perché questa malattia ha ingrigito tutto e, dal momento che la primavera è da sempre vista come un risveglio, ho voglia di "risvegliarmi" anche io con un nuovo  vestito. Boh! Alla fine ci si adatta. E'  già passato un anno e ne passerà un altro, in fondo non sono stata poi così male; stare a casa ha i suoi lati positivi e la moda non è così importante o necessaria, basta la comodità.