Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo

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Benvenuti nel mio blog, dedicato ai miei avvenimenti personali, ai miei pensieri e alla mia produzione grafica firmata Hamm. Le etichette dei topic sono catalogate in base al tema delle immagini. Se prelevate i miei lavori grafici per esporli nei vostri siti, rispettate i credits. Buona navigazione.

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lunedì 8 giugno 2020

Nuove abitudini

La pandemia ha cambiato alcune abitudini delle persone sostituendole con altre nuove, ma la gente sembra averle assimilate e adottate pur di poter uscire di  casa. Anche io, come molti altri, da un po'di  tempo mi sto avventurando oltre  le mura domestiche ed ho assimilato facilmente le nuove abitudini d'uscita. Mi preparo come al  solito, mi trucco solo gli occhi perché il resto della faccia è coperto dalla mascherina, la indosso, nella borsetta ho sempre per sicurezza un disinfettante per le mani e un paio di  guanti monouso e quando  sono pronta esco. Dopo mesi ho fatto la mia prima uscita per le vie della città e sono andata dal mio ottico di  fiducia a sistemare i miei occhiali. Ho visto per strada un sacco  di persone che come me portavano la mascherina e nei  negozi osservavano le regole di entrata, facendo la coda distanziati, tranquilli, come se la cosa che stavano facendo fosse normale. In fondo, è strano che tutto questo sia diventato la normalità. Nessuno si  scompone di  fronte a questi provvedimenti, che invece di normale non hanno  niente, e applica le regole come abitudine. Sono riuscita a riparare gli occhiali e a fare una breve passeggiata guardando le vetrine dei  negozi, cosa che mi ha riportata  a quello che vivevo prima della pandemia. Nel  frattempo ho scoperto che hanno inventato delle mascherine colorate, con stampe fantasia e persino glitterate, dall'aspetto meno medicale di  quelle che si  usano adesso e, quasi  quasi,  ci  sto facendo sopra un pensierino; se devo  indossare una mascherina che almeno  sia chic 😄 Essendo  stata la prima volta che ritornavo nel solito mondo ho provato un po' di  disagio per l'osservanza delle code e ci ho rinunciato, però, vedendo con quanta disinvoltura lo facevano  gli altri ho pensato che potrei provarci  anche io se sono necessitata, si tratta solo di  avere pazienza. Dal momento che quella prima uscita era andata bene,  ho deciso  di  alzare l'assicella e dopo due giorni sono andata in un centro commerciale. Ammetto che scegliendo un giorno feriale ho  trovato in giro meno  gente rispetto al  fine settimana, comunque niente di  diverso da quello che avevo già visto nelle vie dei  negozi per quanto riguardava i comportamenti. Anche lì gente a passeggio con le mascherine e nei negozi le solite avvertenze sulla disinfezione delle mani, sull'uso dei  sacchetti per le mani e sul distanziamento sociale. A quel punto sono entrata nei posti in cui avevo  deciso  di  andare ed ho fatto i miei acquisti rispettando le suddette modalità, il tutto come se lo facessi da sempre. Sono anche andata a mangiare al ristorante, uno di  quelli in cui vado  di  solito, e tutto è filato  liscio. Per mia fortuna a mangiare c'erano anche mia figlia e il suo compagno, per cui la prenotazione l'hanno fatta loro e non ho dovuto occuparmene io. L'unica cosa che mi ha convinta poco è stata la constatazione che i  tavoli erano sempre gli stessi, sia per numero che per disposizione. Secondo le nuove normative ci  dovrebbe essere distanziamento sufficiente alla sicurezza tra le varie sedute, mentre qui questa norma è stata seguita in modo diverso; invece di  togliere i tavoli le persone venivano fatte accomodare in posti distanziati di modo che i tavoli stessi  fungessero da barriere, se il numero di posti dentro era già tutto occupato si poteva stare nei  tavoli all'aperto o  attendere il proprio turno negli appositi spazi di  attesa. Insomma, alla fine una soluzione si  trova :)  A questo punto, oserei dire che un po' di  normalità è tornata, anche se queste nuove regole hanno cambiato le abitudini, ma dopo la tragedia del virus credo  che questo sia il meno da sopportare.



lunedì 1 giugno 2020

Non si può stare sempre chiusi in casa

Poco alla volta stanno  riaprendo  tutte le attività e si  sta tornando  ad una graduale normalità che, pur non essendo  come prima, è comunque vivibile. La paura del virus è comunque latente, ma è più debole della voglia di uscire e di  stare insieme agli altri: non si  può stare sempre chiusi in casa. I miei genitori, nonostante l'avanzata età, hanno  ripreso ad uscire e a portare avanti i loro impegni e le loro necessità e io, di  fronte a questo  esempio, ho timidamente ricominciato la mia vita pre-covid Non ho ancora ripreso le mie consuete passeggiate e la spesa, ma faccio solo qualche piccola faccenda.  Ho persino vinto la paura di andare in un centro commerciale e di  recente ci  sono andata con tutte le dovute precauzioni. Naturalmente ho  fatto attenzione agli orari  e mi sono recata in un momento di minor affluenza, ma l'obiettivo è  stato raggiunto :) La prima impressione generale è stata quella di  apparente normalità, ma andando  sul dettaglio mi  sono accorta che ci  sono grandi  differenze rispetto a quella che era la normalità di prima. Dappertutto ci  sono cartelli con le indicazioni per attenersi  alle regole sanitarie codificate dalla legge, ovunque ci sono dispenser di  disinfettante per le mani, sacchetti per le mani, segnalazioni a terra per il mantenimento delle distanze, transenne e personale di  controllo e la gente ha la mascherina sulla faccia; tutto questo non ha certo niente a che vedere con quella che è la vera normalità che si può trovare in un centro commerciale. Nessuno, comunque, sembrava obiettare di queste cose e tutti si muovevano  tranquillamente nei  negozi e nell'ipermercato, facendo la coda senza protestare. Dal momento che nell'ipermercato può entrare solo una persona per nucleo famigliare, anche se io probabilmente avrei potuto entrare con mio marito perché sono invalida con ausilio, ho preferito evitare la coda ed un'eventuale discussione con il personale di  controllo ed ho posto la mia attenzione ai  negozi. Dopo aver guardato  tutte le vetrine, ho optato per un OVS,  ho iniziato la trafila per la sanificazione delle mani ed il loro conseguente impacchettamento e sono entrata. Non avevo particolari  esigenze, eccetto una : acquistare un pigiama. Nei  giorni  del lockdown era proibita la vendita merceologica non essenziale, per cui la biancheria intima e da notte era acquistabile solo online ma, dopo l'esperienza non proprio soddisfacente degli acquisti di biancheria intima, non mi sono azzardata ad un acquisto così impegnativo. Non è stato facile scegliere il pigiama con le mani infilate dentro ad un sacchetto che si  attorcigliava e scivolava via, alla fine ci  sono  riuscita e me lo sono preso. Ho lasciato a mio marito l'incombenza del pagamento alla cassa ed ho  aspettato pazientemente fuori del negozio e nel mentre guardavo  gli altri. C'era molta rilassatezza, forse dovuta al  fatto che, poter riprendere le proprie abitudini anche con delle limitazioni, era gratificante e liberatorio. La mia visita al centro  commerciale, in definitiva, non è stata lunga; me ne sono andata non appena il mio pigiama era nel sacchetto e potevo tornarmene alla macchina. A casa mi sono sentita però molto più  stanca del solito; sarà che le uscite limitate mi hanno fatto perdere l'allenamento, ma io credo che la ragione sia anche un'altra. Il rispetto delle regole sanitarie richiede una maggiore attenzione mentale e fisica che la gratificazione delle uscite non compensa a sufficienza, il timore del contagio in un luogo affollato è comunque reale e la percezione di questa situazione precaria e globale è fastidiosa; alla fine, la casa resta sempre il luogo più  sicuro.

Le temperature di  questi ultimi giorni si sono notevolmente alzate e i minimi sono stati di  soli 16°C e anche occasionali, per cui si può dire che l'estate sta facendo il suo ingresso quasi  trionfale: è il momento di pensare al cambio nell'armadio. E' una cosa a cui non ho ancora pensato e sinceramente mi  mette un po' di apprensione. Negli anni passati era solo  questione di  spostare tutta la roba autunnale ed invernale nella parte alta dell'armadio e di  spostare la roba della primavera e dell'estate nella parte più accessibile da terra, a tutt'oggi non è proprio così. Sebbene lo spostamento sia sempre quello, passare in rassegna abiti, giacche e magliette mi mette malinconia. Ci sono cose che non sono  riuscita ad indossare nemmeno una volta perché non si poteva uscire; è roba in buone condizioni e che mi sarebbe piaciuto rimettere almeno una volta, ma non è stato possibile e la primavera è già finita. Facendo un rapido  conto dell'abbigliamento, mi sono resa conto che adesso ho più bisogno  di  cose da mettere in casa che di  cose per uscire. Tutti gli anni ho sempre acquistato magliette nuove per affrontare il caldo estivo, adesso  non so che fare eppure l'estate ci  sarà lo stesso. Non mi sento stimolata all'acquisto. Dopo l'esperienza del centro commerciale e le restrizioni riguardanti le prove di abiti, non ho voglia di  affrontare uno stress per comprare cose che non siano assolutamente indispensabili; meglio una maglietta in meno che una fatica in più. Non ho più tutta quella forza necessaria per affrontare i disagi, per cui mi  limito a selezionare solo quelli indispensabili: la stagione è lunga e si  vedrà.


lunedì 25 maggio 2020

Visite e rapporti


La pandemia ha inevitabilmente bloccato i  rapporti umani a causa del distanziamento sociale che si è  venuto a creare e così ci  si è mantenuti in contatto attraverso i nuovi  mezzi di  comunicazione, quali cellulari, tablet e computer. Solo in questo modo è stato possibile vedere da lontano i propri congiunti e amici e la loro mancanza è stata attutita da telefonate e videochiamate. La fase 2 ha finalmente portato ad un allentamento delle restrizioni e, settimana dopo settimana, sono state riaperte quasi  tutte le attività per cui  è  stato possibile rivedersi di persona, guardarsi in faccia e non più attraverso uno schermo. I primi ad incontrare sono stati i miei  genitori e ieri ho finalmente rivisto mia figlia e il suo compagno, che sono venuti a cena a casa mia in un'improvvisata dell'ultimo minuto. Purtroppo niente baci  ed abbracci, solo inchini alla giapponese e saluti vulcaniani; e persino a tavola sono riuscita ad apparecchiare in modo che ci  fosse una certa distanza; il loro lavoro li porta a frequentare luoghi in cui  c'è molta gente e quindi  sono state necessarie le dovute cautele. E' stata comunque una serata piacevole, in cui si è parlato della loro attività e degli aneddoti che sono loro capitati e così abbiamo potuto  fare quattro  risate tutti insieme. Mi sono resa conto che queste cose mancavano davvero e poterle rifare, specie con quello che sta accadendo, è ancora più bello. La sorpresa più interessante, però, è venuta quest'oggi, giornata in cui ho rivisto in videochiamata le mie vecchie amiche del liceo. Con una di loro mi ero rimessa in contatto qualche tempo fa, ma le altre non le vedevo  e sentivo  da anni ed è stata proprio lei a creare il riallacciamento. E' stato un momento di intense emozioni e mi è sembrato di essere tornata indietro nel tempo, quando  ci  si  vedeva a scuola tutti  i  giorni. L'amicizia, se è  genuina, supera le barriere temporali e ti fa vivere momenti come se il tempo non fosse passato; si parla e si  ride come se l'ultima volta fosse stata ieri e invece sono passati decenni. Ci siamo lasciate con la promessa di  rivederci dal vivo, ma non so se questo poi avverrà davvero; ognuna di noi ha ormai la propria vita e famiglia e anche se c'è la voglia di  incontrarci poi va finire che si viene assorbiti dalla vita che si  conduce e si  rimanda ad un tempo indecifrabile. Non è  colpa di  nessuno, è solo un semplice processo di  trasformazione e contingenza che vivono tutte le persone normali. Si vedrà 😄


giovedì 21 maggio 2020

L'estate sta facendo capolino

Dopo una settimana di  maltempo  e temperature più basse, l'estate sta facendo  capolino. Ieri è stata la prima giornata quasi  estiva, con tanto sole e temperature molto gradevoli, pertanto mi sono  finalmente decisa a ripulire il balcone e a prepararlo per soggiornarci un po'  di più. Ho preparato la scopa e il secchio con acqua e conegrina e poi ci è voluto tanto olio di  gomito per rendere vivibile il mio spazietto esterno. Per fortuna il balcone non è grande, ma ho impiegato  tanto tempo a pulirlo a causa dei piccioni che l'hanno sporcato in maniera estesa e disgustosa. Non è perfetto, ci vorrebbe Ercole per una vera pulizia, però per il momento ci  si può soggiornare piacevolmente. Finalmente potrò sedermi sulle seggioline di Ikea e guardare il cielo azzurro. Mio marito l'ha inaugurato ieri sera con una bella chiacchierata con i nostri  vicini  di  balcone, mentre io ero  così stanca che mi sono sdraiata sul divano a guardare la tv. L'estate porta a godere di più il balcone e di  questi tempi, in cui le uscite sono vissute con una certa apprensione, è  sicuramente un'alternativa allettante.  Come avevo annunciato nei  passati topic non ho acquistato  nuove piante decorative e ho mantenuto solo le sopravvissute, che necessiterebbero  di un po' di  terra, per cui bisognerà pensare a come procuraci il necessario dal momento che non tutti i settori merceologici  hanno aperto. In questo momento è  meglio non andare nei  centri commerciali o nei  mercati in quanto c'è l'assalto; questi mesi  di  chiusura hanno procurato delle carenze di libertà e di materiali che la gente adesso  cerca di  sopperire in qualche modo. Mio papà questa settimana è andato al mercato e ha dovuto scappare per la ressa che c'era. Mi ha raccontato che hanno  tolto le transenne e la vigilanza e che la gente si è  riversata sui banchi, infischiandosene del  distanziamento sociale. Anche io avrei  delle necessità ma, dopo aver sentito quello che mi ha raccontato, credo che mi terrò alla larga da questi posti per almeno un altro po' di  tempo. Intanto ho ricevuto i primi arrivi degli acquisti fatti online e ammetto che non sono particolarmente soddisfatta, si  tratta di  cose che viste dal  vero non avrei mai  acquistato, adesso, però, ci  sono e le uso. Bisogna dire che è il momento di tirare fuori  tutta la pazienza possibile. Se prima bisognava aver pazienza perché si  stava chiusi in casa, adesso bisogna averne perché hanno dato la larga agli "animaletti" (avrei usato un altro  termine, ma non oso). Per fortuna mi so  accontentare, appena possibile però vorrei fare gli acquisti giusti. L'estate ha l'inconveniente che fa sudare e le attuali estati fanno sudare il doppio a causa del cambiamento climatico, di  conseguenza l'abbigliamento estivo è quello che si  rovina di più perché si lava più sovente. Il mio problema sono  sempre le magliette. Di solito ne ho una bella scorta, non solo per variarle quando  esco ma giusto per il motivo  che ho appena detto; adesso mi piacerebbe acquistarne qualcuna nuova, anche solo per il piacere di  affrontare la stagione con una novità, ma credo  che per questo dovrò aspettare ancora.


domenica 17 maggio 2020

Ancora pioggia

Sta continuando a piovere e, se da una parte l'umidità non è proprio gradevole, d'altra parte stare a casa diventa meno costrittivo e la pioggia è una scusa per non uscire. Eppure, io sono uscita lo stesso :D Approfittando  di una pausa tra uno scroscio e l'altro sono andata a fare due passi nell'arco  di  200 m da casa accompagnata dal marito, giusto per non perdere l'abitudine a muovere le gambe. Naturalmente in giro c'erano pochissime persone e anche il traffico  non era intenso come al solito; giusto il tempo di  rientrare ed è ricominciato a piovere. Sono giornate strane e anche se la ripresa della fase 2 è cominciata, si nota che tutto non è più come prima. Ci si muove di meno e la paura è ancora tanta. Le notizie di  questi giorni sono state confortanti, eppure la consapevolezza di  questo nemico  invisibile ci  rende tutti più sospettosi ed attenti anche se gli  sconsiderati ci  sono comunque e continuano a tenere comportamenti inappropriati. Dopo due mesi  di isolamento ci  si  comincia ad abituare alla situazione e non so se questo sia un bene o un male. Ci si ricorda di  come era la vita prima, la si  vorrebbe di  nuovo uguale eppure questa clausura ha fatto riscoprire cose che , in fondo, si  vorrebbero continuare a mantenere come il  traffico limitato e il minor affollamento dappertutto. Personalmente, delle precedenti  abitudini, mi manca lo shopping. Non che prima del lockdown fossi una shopper scatenata, ma andare per negozi era una cosa che mi piaceva e mi rilassava. Adesso, invece, dopo tutto questo  tempo chiusa in casa, con altrettanti negozi  chiusi e mossa da necessità, ho fatto cadere l'ultimo tabù degli acquisti in internet e mi sono  lanciata nelle compere online. Adesso  sono in attesa dell' arrivo dei miei pacchi e questo sarà il test per scoprire se la cosa funziona davvero, non tanto per quanto  riguarda la consegna di cui sono consapevole che avverrà, piuttosto riguardo la qualità e la vestibilità delle cose prese. I miei precedenti acquisti online erano solo per oggettistica di  scarso  rilievo, mentre ora sono passata a quelli di  vestiario; così scoprirò se ho preso le cose con le misure giuste, se arriveranno con il colore scelto e soprattutto se la qualità è davvero quella descritta. Non mi piace prendere senza toccare con mano. Le foto non giustificano i prodotti e tanto meno le descrizioni che spesso non sono esaurienti, ma in questo momento o si  fa così o si  aspettano tempi migliori che potrebbero essere ancora molto lontani. Quando  finalmente riapriranno  tutti i  negozi purtroppo ci  sarà il problema che si potrà entrare solo in numero limitato e ci saranno le code, senza contare che non si potranno misurare i capi di  abbigliamento, e a questo punto credo che mi passerà la voglia di  andarci. Se proprio voglio vedere il lato positivo della questione sarà che diventerò più risparmiosa e comprerò solo se necessitata  :D Nel caso in cui, invece, gli acquisti online funzionassero e io imparassi a districarmi tra siti ed offerte, beh ....allora .... niente più discorsi  sul risparmio 😆


mercoledì 13 maggio 2020

Giornate piovose

Questa settimana le giornate sono  tutte praticamente piovose, mi aspettavo, come negli anni passati, l'arrivo  di  giornate che preludessero all'estate ma quest'anno sembra il contrario. Spero che almeno la siccità diminuisca e che l'estate sia finalmente un po' più fresca rispetto agli anni precedenti, anche se credo non sarà così. Le temperature si  sono  drasticamente abbassate, persino intorno ai  13°, tanto che la caldaia, spenta da giorni, ha ripreso improvvisamente a scaldare e i termosifoni sono diventati subito  bollenti. Restare a casa in questi  giorni piovosi non mi sta pesando tanto; ormai mi sono abituata alle consuetudini casalinghe e, se prima l'idea di uscire con la pioggia mi dava un po' fastidio adesso, però, l'affronterei anche solo  come diversivo, ma sono diventata così pigra che preferisco  starmene sul divano. Direi che, comunque, l'idea di  starmene sul divano a guardare la tv non mi entusiasma molto. In queste ultime settimane è stato davvero difficile trovare un programma decente all'infuori del  notiziario. Da giorni è il festival delle repliche, anche con ripetizioni nell'arco  della stessa giornata, ad orari  diversi, del medesimo programma. Non ne posso più. I film vengono  ripetuti consecutivamente dopo una o due settimane, le serie di  telefilm appena terminano riprendono immediatamente, i programmi di  arredamento che seguo io sono riprogrammati in sequenza per cui passano sul video a ciclo continuo e i notiziari parlano solo del covid 19; insomma, la noia televisiva è diventata il vero programma quotidiano. Se si potesse, si  compenserebbe questa penuria di programmi con le uscite fuori casa, ma permane ancora il divieto delle passeggiate fine a se stesse. Si potrebbe osservare che un'alternativa alla tv sarebbe la lettura di un buon libro, e su  questo sono perfettamente d'accordo, solo che io ho smesso di leggere. Da giovane ero un topo da biblioteca, forse perché a quei  tempi non c'era la tv in casa e leggere era uno dei  tanti  svaghi che ci  si poteva permettere, adesso non mi sento più di  affrontare la lettura. Nemmeno quella di un fumetto. Sono diventata refrattaria a questo tipo di  attività perché non ho più la giusta concentrazione, la serenità di  affrontare un racconto e nemmeno la pazienza di conoscere le vicende di una storia e con questi presupposti diventa difficile affrontare la lettura di  qualsiasi  cosa. Più che leggere sto scoprendo  che preferisco  scrivere, non tanto racconti di  fantasia quanto di cose reali e in particolar modo delle mie vicende personali, forse perché è più facile. Certo che il tempo cambia parecchio le persone. Se mi avessero detto che invecchiando non avrei più preso in mano un libro non ci  avrei  creduto e invece è andata proprio così e così ho imparato che non bisogna mai fare affidamento sulle proprie preferenze, che tanto il tempo poi le cambia.

martedì 12 maggio 2020

Soluzioni idrauliche e ripresa del 4 maggio


Nel topic precedente avevo accennato ad un problema idraulico, dovuto alla perdita di una valvola di uno dei termosifoni di  casa, che mi aveva causato un malfunzionamento della caldaia e, finalmente questa settimana, l'idraulico è arrivato per fare la sostituzione della valvola rotta. Il lavoro è stato sbrigato nel  giro  di pochissimo tempo e fatica per cui mio marito, approfittando  dell'occasione, ha chiesto un'ispezione al lavandino del bagno, che da tempo ha degli strani  gocciolamenti. La perdita, pur essendo lieve, dura da anni e da sempre è stata imputata al cattivo lavoro di montaggio dei tubi  di  scarico sotto il lavello, lavoro che è stato migliorato da mio marito con un po' di  bricolage. La richiesta, contrariamente, alle nostre aspettative, ha richiesto molto tempo e sudore, finché l'idraulico non ha scoperto la causa: una piccola incrinatura sotto la piletta. L'aggiunta di un po' di  mastice non è valsa a nulla, l'incrinatura, essendo all'interno del foro del lavandino, era irraggiungibile dalle mani o dagli attrezzi per cui era stata saldata solo parzialmente. A quel punto, l'unica soluzione era cambiare lavandino. La cosa che maggiormente mi ha rammarica è stata il fatto che probabilmente questo danno invisibile era avvenuto anni fa, durante il montaggio originario del lavandino stesso, ed essendo invisibile ha sempre dato perdite a nostra insaputa. Ancora una volta la ristrutturazione del bagno fatta male è saltata fuori e io mi sono inalberata. Dal momento che una spesa così grossa come il cambio del lavandino non era certo preventivata, siamo rimasti sconcertati ma abbiamo optato  comunque per la sua sostituzione. L'idraulico ha ascoltato con attenzione le mie richieste riguardo la forma e le dimensioni del  nuovo lavandino e, dopo altri  giorni di attesa, finalmente è arrivato con il nuovo lavello. Il montaggio ha richiesto poco  tempo, ma la soddisfazione ha compensato il costo di  sostituzione. Dopo undici, lunghi anni ho finalmente un lavandino di  forma e dimensione adatte al mobiletto  che lo ospita, moderno e pratico, e io finalmente sono felice :)


Dal 4 di maggio c'è  stata una parziale riapertura delle attività e delle uscite, così ho potuto  usufruire del fine settimana per andare da Tigotà  e poi dai miei genitori ed  è stata la mia prima volta con la mascherina. Il sabato l'ho  utilizzato  per gli acquisti del materiale di pulizia ed igiene che, data l'attuale situazione, sono stati consumati in largo uso. E' vero: in questi  giorni abbiamo usato tanto sapone; sarà anche perché essendoci il marito a casa il sapone è andato per due, ma anche i detersivi per la casa, la lavatrice e la lavastoviglie erano quasi  del tutto  esauriti. Per mia fortuna, all'ingresso del negozio, vedendomi con il deambulatore, mi è stato permesso di  essere accompagnata da mio marito e, dopo la disinfezione di prassi delle mani, sono iniziati gli acquisti. Essendo  trascorso tutto questo tempo non ero più abituata a fare la spesa, ma abitudini di  questo  tipo non si perdono facilmente per cui, conoscendo  il negozio,  mi sono subito fiondata sugli scaffali per prendere quello che mi serviva, se fosse che le gambe mi hanno tradito. Mentre stavo  facendo  gli acquisti, mi sono accorta che improvvisamente le gambe stavano andando per conto loro e che mi mancava la coordinazione motoria. Imperterrita mi sono retta al girello ed ho fatto  la mia spesa fino all'ultimo, finché non abbiamo riempito il cestello fino all'orlo, che quasi non bastava :D Uscita dal negozio sono crollata esausta in macchina e, tornata a casa, ero piuttosto avvilita per quanto mi  era successo. Credevo  che la ripresa sarebbe stata più facile; non pensavo che invece due mesi  e più di immobilità avrebbero  causato problemi  così gravi. E' andata meglio la domenica, quando  sono andata trovare i miei genitori. Sarà perché forse mi ero sbloccata il giorno prima o  forse perché ho camminato di  meno, sta di  fatto che sono tornata a casa sicuramente non così  distrutta come il giorno precedente. Adesso, c'è  da pensare se potrò riprendere nuovamente qualche impegno  e se potrò fare qualche passeggiata come facevo prima, sempre nel  rispetto delle attuali normative, o se invece sarà bene non sforzarsi  troppo, insomma, la voglia di  stare fuori c'è.