Da più di un mese trascuro questo blog e non l'ho più aggiornato, ma questa lunga assenza ha una giustificazione: mi sono occupata di altri forum e blog che ho da tanti anni e che sono su un altro circuito. Se tutta questa dedizione potrebbe sembrare una ripresa della loro frequentazione con maggiore assiduità è invece una considerazione sbagliata, infatti ho cancellato due dei miei siti e congelato gli altri. Questi drastici provvedimenti sono legati essenzialmente al fatto che non riesco più a gestirli come una volta; per me adesso è più difficile stare ore al computer e soprattutto per alcuni alcuni forum è subentrato anche il disinteresse per il tema che trattano. Fatica a parte, dovuta essenzialmente alla mia malattia, mi sono accorta che principalmente la mia mancata presenza su alcuni dei miei forum era proprio legata alla noia. Dopo anni di attaccamento la passione si è praticamente spenta e di conseguenza l'aggiornamento e la manutenzione sono diventati pesanti, per cui da parte mia è diventato inutile tenere aperti siti su cui non ci andavo praticamente più. Il lavoro di chiusura e congelamento è stato comunque lunghissimo, ho salvato alcune sezioni e le ho trasferite in altri siti, ho dovuto aprire dappertutto topic per comunicare il cambiamento in corso e fatto un lungo lavoro di pulizia delle discussioni obsolete, che sono state cestinate. A questo lavoro è stato unito anche quello del rinnovo grafico, che ha dato così un nuovo aspetto ai forum in congelamento, pur mantenendoli in ordine e gradevoli alla vista. Per la verità non credo di aver ancora finito. Passo ogni tanto a controllare che il blocco funzioni e ogni volta scopro che qualcosa non è stato fatto; si tratta di minuzie, ma veramente non sono riuscita a pensare a tutto e c'è sempre qualcosa che va ancora limato. Adesso mi sento un po' più libera e meno costretta, ma mi chiedo quali siano i miei nuovi interessi e, per la verità, mi sembra che ora questi siano legati più alla vita reale che a quella virtuale. Comunque, non ho abbandonato del tutto l'attività in internet, l'ho solo ridimensionata. Il mio obiettivo è quello di occuparmi di cose che veramente mi piacciono, senza più scegliere argomenti che fanno solo visite e che di conseguenza mantengo attivi solo per obbligo. A questo proposito mi sono accorta di aver mantenuto attive sezioni di cui non me ne importava assolutamente nulla, tipo una sezione sul ciclo di Twilight , serie di libri e film che non leggerò e vedrò mai perché detesto i vampiri. Cavalcando quest'onda di pulizia ho ridimensionato forum troppo lunghi e quasi quasi mi è tornata la voglia di riprendere le attività a pieno ciclo, poi mi sono detta che tanto non ce l'avrei più fatta e che mi sarei addentrata solo in seccature, così sono passata ad altro. Ho ancora un grosso lavoro da fare, cioè ho ancora due siti a cui tengo parecchio e sto pensando se fonderli o meno per recuperare tempo nell'amministrazione, ma sono indecisa. Nel dubbio, aspetto di vedere come si evolveranno e poi passerò all'azione.
L'autunno, che sembrava non iniziare mai, adesso si è manifestato nella sua interezza e ci sono stati parecchi giorni piovosi ed umidi, con tanto di nebbia mattutina e serale. Quest'anno mi sono accorta poco del trascorrere del tempo, immersa nel mio lavoro di pulizia e congelamento dei miei siti e negli avvenimenti di vita reale, così non ho avuto modo di guardare il cambiamento degli alberi e dei prati e di ammirare i colori di stagione. Per la prima volta ho potuto vedere l'incanto dell'autunno ieri, quando sono andata a trovare mio figlio, e finalmente ho visto tutte quelle sfumature del giallo e dell'arancio che caratterizzano la stagione. Non sono riuscita a fare foto perché ero troppo impegnata nel viaggio e nella visita, ma la sensazione di vedere la natura in procinto di riposare è stata stupenda. Finalmente sono riuscita a vedere le montagne più da vicino, che di solito scorgo solo dalla finestra di casa, coperte di neve ed immense, alte ed immobili, con quell'aspetto maestoso e distaccato che si conviene ai giganti. Con i miei problemi di deambulazione mi rendo conto che non posso più andare a fare le scarpinate per i sentieri di montagna, né riprovare a sciare, avevo fatto un po' di fondo moltissimi anni fa, né fare una semplice passeggiata sulle pendici più accessibili, posso solo guardare e godere del paesaggio. Dal finestrino dell'automobile ho riempito gli occhi di immagini bellissime, finché non è arrivata la sera e la natura è sparita nel buio.
Anche per questa stagione ho fatto nuovi acquisti e il mio guardaroba ha cambiato aspetto, ma questa volta sono stata accorta e con pochi capi mirati sono riuscita a creare nuovi outfit, mescolando il nuovo con il vecchio. Direi che l'acquisto più importante, quello che ha determinato il cambiamento, sono stati due paia di pantaloni a tinte neutre, una tendente al grigio chiaro e l'altra al marrone. Mentre li provavo in negozio pensavo agli acquisti che avevo fatto settimane prima, ma una volta a casa, accostandoli a vecchie maglie, mi sono resa conto che potevo fare abbinamenti impensabili ed attuali. Improvvisamente mi è scoppiato l'entusiasmo per la scoperta e così ho riordinato e ridisposto tutti i miei capi nell'armadio, per potermi facilitare la scelta degli abbinamenti. Da questa nuova disposizione è venuto fuori che il nero, colore che per anni ha sovrastato tutti gli altri, è diventato praticamente inesistente e che adesso ho un forte orientamento per le tinte neutre e i colori pastello, a parte il bordeaux, che essendo uno dei colori moda di quest'anno, ha una buona presenza tra maglie pantaloni. Può sembrare strano, ma questo cambio cromatico ha determinato possibilità di abbinamenti con vecchi capi che di colpo sono diventati di nuovo moderni e tutto questo mi ha fatto sentire bene. Infatti, adesso che posso scegliere e creare tutti questi outfit per uscire, e sono parecchi, sono contenta. Ma la cosa che soprattutto è da sottolineare è che quando mi guardo allo specchio mi piaccio. Non ho certo il fisico di una modella, e nemmeno l'età, però, basta il tocco giusto per avere un aspetto gradevole e dignitoso. In definitiva, ho scelto come linea di abbigliamento uno stile semplice, pratico ma al contempo molto femminile; persino i bijoux sono diventati più discreti ed ho eliminato quelli che per me erano diventati vecchi e pacchiani. Mi sembra di aver trovato una nuova me e la cosa mi fa stare bene e tutto questo solo con pochi cambi di vestiti nell'armadio :D
Benvenuti/Welcome in Sogni senza Tempo
Benvenuti nel mio blog, dedicato ai miei avvenimenti personali, ai miei pensieri e alla mia produzione grafica firmata Hamm. Le etichette dei topic sono catalogate in base al tema delle immagini. Se prelevate i miei lavori grafici per esporli nei vostri siti, rispettate i credits. Buona navigazione.
Welcome to my blog, dedicated to my personal events, my thoughts and my graphic production signed Hamm. The labels of the topics are categorized according to the theme of the images. If you are collecting my artwork to expose them in your sites, respected the credits. Good navigation.
lunedì 26 novembre 2018
lunedì 8 ottobre 2018
Libera!!!
E' successo tutto così in fretta, che non riesco ancora a capacitarmi di come sia riuscita a superare senza drammi un fatto, in apparenza banale, come un piccolo intervento chirurgico. La scorsa settimana ero andata dal dermatologo per controllare un brutto neo sul viso, che mi accompagnava da anni e che col tempo si era ingrossato in maniera significativa e visivamente sgradevole. Dopo un'attenta analisi, la valutazione è stata quella di un neo benigno ed incistato e mi è stato consigliato di eliminarlo solo per questioni estetiche. La notizia mi ha subito sollevata, anche perché pensavo che il neo, dal momento che si stava ingrossando a dismisura, fosse un sintomo di qualcosa di brutto, ma, appena rassicurata dell'inezia, il giorno dopo ero già dal chirurgo e tutto è sparito nell'arco di un minuto. Incredibile! Io che per decidermi di fare un piccolo intervento svengo al solo lontano pensiero :o :o :o Eppure, ce l'ho fatta e mi sono anche decisa di risolverlo subito !!!! :) Bisogna dire che le nuove tecnologie mediche sono diventate estremamente sofisticate, hanno una precisione millimetrica e soprattutto sono rapide, infatti i tempi di intervento sono piccoli e sopportabili. Il mio neo è stato polverizzato con un laser ad alta tecnologia e adesso mi ritrovo con un buco al posto di quella brutta sporgenza. Quello che mi ha colpito di più di questa esperienza sono state state la tempestività e la risolutezza che ho tirato fuori nel risolvere un problema che mi portavo dietro da anni; non riesco a persuadermi del fatto che ho affrontato di botto un intervento che potevo già fare anni fa. Non so quale sia stata la molla che ha mi spinto ad attivarmi; io che considero ogni ostacolo una montagna insormontabile, decidere e agire così in fretta è stato quasi un miracolo: due giorni per risolvere anni di ripensamenti e dubbi. Sono proprio strana :D Comunque, a mio vantaggio e quello che ha dissolto ogni dubbio è stata la certezza che si trattava di un'operazione ambulatoriale, facile e di brevissima durata. Adesso sto medicando la ferita e attendo che si formi una cicatrice, ma il viso sembra avere un aspetto diverso a cui non sono ancora abituata. Come fanno le persone che fanno modifiche alla propria faccia a ritrovarsi quando si guardano allo specchio? Io per un semplice neo tolto da poco non faccio altro che specchiarmi per convincermi che non c'è più. Liberaaaaaaa da quel brutto neo!!!!!!!!!! ^_^ ^-^ ^_^ ^_^ ^_^
Un altro passo avanti: dopo l'operazione al viso è toccato al cambio stagionale nell'armadio. Anche per una banalità del genere mi sono decisa ad agire subito; basta tentennamenti perché i pomeriggi di sole invogliano a mettere ancora i vestiti estivi e benvenuto autunno :) L'operazione del cambio, in verità, non è così semplice, non si tratta di solo di spostare i capi d'abbigliamento da una parte all'altra dell'armadio, ma anche di valutarne lo stato e l'interesse personale. A fine stagione spesso ripongo le cose senza neanche guardare se sono in ordine, solo perché la nuova stagione è incombente ed è necessario cambiare vestiti, ma nel momento del cambiamento successivo questa brutta abitudine viene fuori. Infatti, perdo tempo per controllare che ogni capo sia a posto e che non sia sgualcito e intanto mi sono ritrovata tra le mani le maglie e i pantaloni acquistati solo l'anno scorso, ma che adesso sembrano già fuori moda. Sono tutti capi in ottimo stato, ancora validi e portabili, ma disamorarsene per me è così semplice, invece la cosa importante è non cedere alla tentazione di eliminarli. Differente è stato l'approccio con i capi neri. Ho già detto in post precedenti che il nero non mi va più a genio e quindi , appena trovo qualcosa nell'armadio di quel colore lo elimino subito senza esitazione. Così è stato anche questa volta: la felpa nera col cappuccio e la zip, ancora in buono stato, è stata subito eliminata, condannata all'esilio solo per il suo colore. Gli unici a salvarsi sono stati un paio di pantaloni neri, abbinati ad una maglia grigia che mi piace tantissimo, ma per il resto sono stata tassativa e il nero nel mio armadio è praticamente sparito. Mi viene voglia di fare shopping, ma il mio portafoglio dice no :(
Un piccolo sguardo al tempo; ho così tante cose da fare che neanche guardo fuori dalla finestra per vedere se piove. Beh ... controllare se piove lo faccio, mentre mi preparo per affrontare la giornata :D L'autunno, comunque, procede la sua avanzata con cautela, ma io ho dovuto accendere il riscaldamento. Ci sono state giornate decisamente fresche, non dico fredde perché non è ancora stagione, tanto che mi sono decisa ad accendere la caldaia e a ritrovarmi con il problema del termostato, dimenticato dalla stagione passata. Detesto cambiare quelle cose elettroniche a cui sono a abituata da anni, ci metto così tanto tempo ad imparare ad usarle che cambiarle è sempre una seccatura. Il mio vecchio termostato sta già perdendo colpi e non so se riuscirò a tenerlo attivo anche per questo inverno, spero solo di non doverlo cambiare all'ultimo momento. I nuovi modelli sono ormai tutti digitali e sembrano smartphone attaccati al muro, il mio, invece, ha ancora qualche piccola parte meccanica e non ha un aspetto così moderno. Certo che bisognerà adattarsi alle nuove tecnologie, che sono più costose, più delicate e ... più complicate :\
Un altro passo avanti: dopo l'operazione al viso è toccato al cambio stagionale nell'armadio. Anche per una banalità del genere mi sono decisa ad agire subito; basta tentennamenti perché i pomeriggi di sole invogliano a mettere ancora i vestiti estivi e benvenuto autunno :) L'operazione del cambio, in verità, non è così semplice, non si tratta di solo di spostare i capi d'abbigliamento da una parte all'altra dell'armadio, ma anche di valutarne lo stato e l'interesse personale. A fine stagione spesso ripongo le cose senza neanche guardare se sono in ordine, solo perché la nuova stagione è incombente ed è necessario cambiare vestiti, ma nel momento del cambiamento successivo questa brutta abitudine viene fuori. Infatti, perdo tempo per controllare che ogni capo sia a posto e che non sia sgualcito e intanto mi sono ritrovata tra le mani le maglie e i pantaloni acquistati solo l'anno scorso, ma che adesso sembrano già fuori moda. Sono tutti capi in ottimo stato, ancora validi e portabili, ma disamorarsene per me è così semplice, invece la cosa importante è non cedere alla tentazione di eliminarli. Differente è stato l'approccio con i capi neri. Ho già detto in post precedenti che il nero non mi va più a genio e quindi , appena trovo qualcosa nell'armadio di quel colore lo elimino subito senza esitazione. Così è stato anche questa volta: la felpa nera col cappuccio e la zip, ancora in buono stato, è stata subito eliminata, condannata all'esilio solo per il suo colore. Gli unici a salvarsi sono stati un paio di pantaloni neri, abbinati ad una maglia grigia che mi piace tantissimo, ma per il resto sono stata tassativa e il nero nel mio armadio è praticamente sparito. Mi viene voglia di fare shopping, ma il mio portafoglio dice no :(
Un piccolo sguardo al tempo; ho così tante cose da fare che neanche guardo fuori dalla finestra per vedere se piove. Beh ... controllare se piove lo faccio, mentre mi preparo per affrontare la giornata :D L'autunno, comunque, procede la sua avanzata con cautela, ma io ho dovuto accendere il riscaldamento. Ci sono state giornate decisamente fresche, non dico fredde perché non è ancora stagione, tanto che mi sono decisa ad accendere la caldaia e a ritrovarmi con il problema del termostato, dimenticato dalla stagione passata. Detesto cambiare quelle cose elettroniche a cui sono a abituata da anni, ci metto così tanto tempo ad imparare ad usarle che cambiarle è sempre una seccatura. Il mio vecchio termostato sta già perdendo colpi e non so se riuscirò a tenerlo attivo anche per questo inverno, spero solo di non doverlo cambiare all'ultimo momento. I nuovi modelli sono ormai tutti digitali e sembrano smartphone attaccati al muro, il mio, invece, ha ancora qualche piccola parte meccanica e non ha un aspetto così moderno. Certo che bisognerà adattarsi alle nuove tecnologie, che sono più costose, più delicate e ... più complicate :\
martedì 2 ottobre 2018
Giornate uggiose
Sono arrivate le vere giornate autunnali, uggiose e grigie, che già al mattino ti fanno sentire la voglia di restare ancora un po' sotto le coperte, intanto la sveglia ti dice che è ora di alzarti. Dalla finestra si vede solo il cielo plumbeo, mentre la pioggia cade e bagna il balcone sporco per i "regalini" dei piccioni; solo le montagne non si vedono, nascoste dalle nuvole, ma io so che sono laggiù, imponenti e silenziose. Sto aspettando di vedere le foglie cambiare colore e ammirare quell'esplosione di sfumature che caratterizza questa stagione, ma le temperature sono ancora tiepide e le piante sono verdi, con tutto il fogliame sopra. L'estate se ne sta andando lentamente e alcune persone sembrano non accorgersene, infatti continuano ad indossare le magliette con le maniche corte mentre io sto già pensando di mettermi le felpe più leggere. Che confusione! Né la natura, né le persone sanno più in che stagione stanno vivendo e le previsioni meteo sono sempre insicure. Da qualche mese ho sullo smartphone l'app del meteo ed è veramente divertente leggere cosa mi arriva; nell'arco della stessa giornata ci sono temperature e previsioni così inverosimili che mi viene da pensare che ci sia un omino che mette il naso fuori dalla finestra e scrive ciò che vede e sente sul momento. Scherzi a parte, le bizzarrie del tempo sono una costante, il fatto è che è difficile abituarcisi. Mi piacerebbe andare nella mia casa di campagna ed accendere il camino, ma credo sia impossibile per il momento. Gli impegni sono ripresi e non c'è tempo per regalarsi una vacanza, per cui mi consolo con un po' di grafica. Di solito, in questo periodo, mi dedico alla creazione di tag con soggetto l'autunno, invece, mi ritrovo a fantasticare su soggetti estivi e primaverili. La bizzarria del tempo è contagiosa anche riguardo l'ispirazione :D
Da circa un mese sto pensando di ridimensionare la mia attività sui forum ed ho iniziato congelandone uno. Ammetto che un po' mi è dispiaciuto, ma sinceramente l'interesse per l'argomento che tratta, alcune serie fantasy e del fantastico, mi ha resa davvero tiepida e, piuttosto che chiuderlo e cancellarlo, ho preferito la stasi. Sto pensando di estendere la cosa anche ad altri siti e questo mi renderebbe più libera e meno costretta, specie dal punto di vista degli aggiornamenti. L'obiettivo è quello di essere meno virtuale e più reale e di dedicarmi di più ai blog, che parlano di temi più personali e che quindi mi piacciono di più. Non che gli altri argomenti dei miei siti non mi piacessero e che adesso li trovo meno stimolanti. Ovviamente la grafica resta il punto di forza dei miei spazi web e a quella proprio non ci rinuncio, per questo motivo non voglio chiuderli: ho faticato parecchio per creare targhette e gadget e gettare via tutto lo considero uno spreco; piuttosto faccio solo il rinnovo grafico, ma tengo il forum sigillato. E' strano pensare che stia prendendo una decisione così drastica dopo anni di lavoro. Quando ho aperto tutti i miei forum pensavo che solo la dedizione e la costanza li avrebbero tenuti vivi, non immaginavo che invece la noia o il disinteresse potessero portarmi a distaccarmene; invece, è proprio così. Col tempo, alcuni argomenti si sono esauriti da soli diventando obsoleti, altri sono diventati semplicemente noiosi e di conseguenza il mio interesse è diminuito. Pazienza, è stata una bellissima esperienza, ma non è detto che finisca così, perché non c'è la parola fine. Può essere che l'interesse si ravvi dopo un po' di tempo oppure che sorgano nuove curiosità, perciò i miei spazi web, a questo punto, possono rinnovarsi e trasformarsi in qualcosa di diverso. Si vedrà, io non mi pongo limiti 😄
Da circa un mese sto pensando di ridimensionare la mia attività sui forum ed ho iniziato congelandone uno. Ammetto che un po' mi è dispiaciuto, ma sinceramente l'interesse per l'argomento che tratta, alcune serie fantasy e del fantastico, mi ha resa davvero tiepida e, piuttosto che chiuderlo e cancellarlo, ho preferito la stasi. Sto pensando di estendere la cosa anche ad altri siti e questo mi renderebbe più libera e meno costretta, specie dal punto di vista degli aggiornamenti. L'obiettivo è quello di essere meno virtuale e più reale e di dedicarmi di più ai blog, che parlano di temi più personali e che quindi mi piacciono di più. Non che gli altri argomenti dei miei siti non mi piacessero e che adesso li trovo meno stimolanti. Ovviamente la grafica resta il punto di forza dei miei spazi web e a quella proprio non ci rinuncio, per questo motivo non voglio chiuderli: ho faticato parecchio per creare targhette e gadget e gettare via tutto lo considero uno spreco; piuttosto faccio solo il rinnovo grafico, ma tengo il forum sigillato. E' strano pensare che stia prendendo una decisione così drastica dopo anni di lavoro. Quando ho aperto tutti i miei forum pensavo che solo la dedizione e la costanza li avrebbero tenuti vivi, non immaginavo che invece la noia o il disinteresse potessero portarmi a distaccarmene; invece, è proprio così. Col tempo, alcuni argomenti si sono esauriti da soli diventando obsoleti, altri sono diventati semplicemente noiosi e di conseguenza il mio interesse è diminuito. Pazienza, è stata una bellissima esperienza, ma non è detto che finisca così, perché non c'è la parola fine. Può essere che l'interesse si ravvi dopo un po' di tempo oppure che sorgano nuove curiosità, perciò i miei spazi web, a questo punto, possono rinnovarsi e trasformarsi in qualcosa di diverso. Si vedrà, io non mi pongo limiti 😄
giovedì 27 settembre 2018
Il freddo e il sole
Uno dei più classici luoghi comuni è quello delle mezze stagioni che non esistono più, ma sinceramente non saprei dire da quando ha avuto inizio questo genere di convinzione, so solo che adesso è realmente un dato di fatto. L'autunno è iniziato da qualche giorno e il freddo e il sole si alternano nell'arco della stessa giornata, creando un clima così mutevole da rendere inutili le previsioni meteo. Infatti, in questa stagione, questo tipo di servizio dovrebbe essere più dettagliato e annunciare che all'ora tale sono previsti X°C e c'è sole, all'ora tal'altra Y°C e c'è nebbia, all'ora tizia Z°C e piove, e via dicendo; insomma per ogni ora della giornata sarebbe opportuno dare una dettagliata previsione, che ci dica quali siano le temperature e le precipitazioni previste, perché il clima cambia così rapidamente che è impossibile starci dietro. Lo so, è solo un delirio dettato dal voler scherzare sull'argomento, ma sinceramente io trovo che sia un problema affrontare questa stagione in fatto di abbigliamento. Se si esce di mattina e si sta fuori tutta la giornata, siamo arrivati al punto che dobbiamo portarci dietro la valigia per poterci cambiare vestito secondo il momento. Se mi capita di fare la giornata fuori, io parto vestita a strati, che levo secondo l'ora e le temperature, per poi ritrovarmi sempre con roba in mano e che non so mai dove mettere: uffa :\ E' vero: mi lamento troppo, ma questo è anche il posto giusto per parlare delle biricchinate del tempo e di immaginare come si vorrebbe che fosse. Siamo tutti consapevoli che le condizioni climatiche sono cambiate, ma nessuno di noi si è ancora abituato. L'adattamento a queste nuove stagioni, come ci insegna la storia, è un processo evolutivo che dura secoli e noi non abbiamo tutto questo a disposizione per cambiare ed adattarci e la tecnologia non può certo venirci incontro. O forse sì, ma non credo che siano stati ancora inventati i vestiti che si adattano al variare delle temperature nell'arco di una sola giornata e, se esistono per davvero, non credo che siano così fashion da essere indossati tutti i giorni per andare al lavoro o ad un evento importante e che tanto meno siano pratici. Io me li immagino come mini stazioni meteo, con tanto di manica a vento ed igrometro incorporato, un po' in stile steampunk, con tanti accessori che trasformano all'istante una gonna in un bikini; davvero stravaganti, no? :D Non credo che indosserei mai una cosa del genere :o
domenica 23 settembre 2018
Una settimana lunga e pesante
Era chiaro che non appena sarebbero finite le vacanze tutto sarebbe ritornato alla solita quotidianità, infatti la mia agenda aveva iniziato a riempirsi di impegni, ma io pronta a ripartire. Ma non così in fretta :$ Effettivamente ho avuto una settimana così pressante, tra impegni ed imprevisti, che mi sembrava non dovesse finire mai. Tra le cose che ho dovuto evadere c'è stato anche un evento importante, che ha regalato un po' di piacevolezza nel marasma degli impegni: i 60 anni di matrimonio dei miei genitori. Per i soliti motivi legati a salute, impegni ed imprevisti i miei genitori non avevano potuto festeggiare le nozze d'oro, per cui avevano deciso che avrebbero rimandato e la festa e così, di anno in anno, sono finiti ai 60 anni. Questa volta, però, doveva esserci una festa, con tanto di invito al ristorante e riunione della famiglia, ma le cose anche questa volta non sono andate come immaginato. I problemi dei miei genitori e quelli personali hanno impedito di organizzare i festeggiamenti previsti; infatti, proprio in quei giorni, mio papà doveva fare visite mediche importanti e io avevo avevo una caterva di incombenze da sbrigare. A quel punto, la mia mamma si è sentita sconfortata per non poter realizzare quello che voleva e, per evitare che l'anniversario naufragasse, ho deciso di ritagliare uno spazio giusto in quella settimana bollente ed ho organizzato un piccolo pranzo nella mia casa di campagna. Purtroppo, i miei figli erano entrambi assenti causa la programmazione last minute, che ha impedito loro di organizzarsi e partecipare. Ammetto che nel complesso non è stato quello che i miei genitori avevano in progetto, ma come si fa ad allestire un evento in così poco tempo, specie se gli imprevisti e la salute si mettono di mezzo? Alla fine tutto è andato bene e io non riesco ancora a capacitarmi di come sia riuscita ad incastrare impegni e festicciola, tutto in una settimana così caotica. Col passare degli anni mi rendo conto che sto diventando sempre più lenta e meno reattiva, per cui, se non ho una chiara ed adeguata pianificazione, fatico a gestire gli imprevisti ed entro subito in panico. Per questo motivo mi domando come questa volta sia riuscita a gestire ed improvvisare tutto.
Non che le settimane a venire siano meno cariche di questa appena trascorsa, ma brontolare e sfogarsi un po' fa sempre bene. A quanto pare, è nella natura umana lamentarsi della fatica quotidiana; lo facciamo da generazioni e io sto facendo la mai parte: non ho certo intenzione di interrompere la tradizione :D
L'autunno è arrivato; con le sue stranezze meteorologiche ci fa pensare ancora all'estate, anche se quella porta è chiusa da giorni. I pomeriggi sono ancora caldi e soleggiati e le foglie degli alberi ancora verdi; tutto fa pensare ad un'anomala primavera più che alla stagione che prelude al riposo. Nella mia casa di campagna ho trovato le mie rose ancora fiorite e con i boccioli, il melo carico di pomi da raccogliere e l'erba del praticello da tagliare; nulla sembrava far pensare all'autunno, eccetto alcuni rami secchi che raccontano la vecchiaia delle mie piante e che potevano essere scambiati per un segno stagionale. E' vero, nonostante il mio papà abbia messo nuovi alberi, il nocciolo e le piante di fico sono ormai troppo anziane e la loro età spicca tra i nuovi acquisti. L'autunno farà presto cadere le foglie e il mesto pensiero di rivederli ancora vegeti la prossima primavera è sempre più evidente, tanto che mi chiedo che cosa farò se quegli alberi seccassero per davvero. La prima cosa da fare, ovviamente, sarà abbatterli e farne legna da ardere per il camino, ma come compenserò la loro mancanza? Quei vecchi alberi raccontano la vita del giardino e il ricordo dei miei suoceri, la loro perdita e sostituzione preluderebbero al conseguente cambiamento e al passaggio generazionale; sarà anche un ciclo biologico, ma come è triste vederli spegnersi. L'autunno ci racconta di un riposo che terminerà con un risveglio, ma non sempre è così per tutte le piante. L'inverno può determinare la fine per alcune di loro e la primavera non sarà certo una rinascita. In questo ciclo della natura io, invece di pensare alla desolazione in arrivo, cerco di godermi gli aspetti visivi più eclatanti e, mentre la stagione continua con le sue bizzarrie climatiche, penso al mio giardino, tranquillo e solitario, mentre io me ne sto lontana in faccende. Tutto ciò è così pacificante.
Non è stata una settimana semplice e tra le tante cose che sono successe c'è stato un episodio che mi ha scossa notevolmente: l'incontro con il chirurgo che forse mi opererà. Sapevo che i calcoli alla colecisti non potevano essere curati, ma incontrare in così breve tempo, dopo la consapevolezza del mio stato, il medico che fa questo tipo di operazione mi messa in subbuglio. Ammetto di essere una persona impressionabile, ansiosa e paurosa e trattare l'argomento in dettaglio ha reso sempre più concreto un evento che considero estremamente spiacevole e che vorrei fosse lontano nel tempo. Al contrario, tra breve, ci sarà la programmazione. Anche se questo tipo di intervento, fatto nelle migliori condizioni fisiche, è considerato di routine e semplice, è comunque un'operazione e come tale richiede pure un'anestesia totale. Al momento io sono completamente terrorizzata e, pur avendo ottenuto tutte le informazioni e rassicurazioni possibili a riguardo, io continuo a pensarci sopra sgradevolmente. Col trascorrere del tempo, invece di essere diventa più razionale e calma, sono diventata ancora più ansiosa e fifona. Mi rendo conto che devo affrontare un ricovero, un esame del sangue e poi ... l'operazione e che tutto, dato che sono nelle condizioni ottimali per farlo, durerà pochi giorni; io, comunque, fosse possibile, vorrei evitare un simile trambusto. Forse è anche la pigrizia di affrontare il diversivo che mi rende così nervosa; gli anni mi hanno portata a preferire la tranquillità della routine che, per quanto possa riservare stress e seccature, è comunque prevedibile e gestibile: ogni cosa che è al di fuori di questa ripetitività genera apprensione. Fifa blu a parte, è una cosa da fare e anche se andassi in cima a una montagna il problema verrebbe con me; meglio levarselo mentre è ancora piccolo.
Non che le settimane a venire siano meno cariche di questa appena trascorsa, ma brontolare e sfogarsi un po' fa sempre bene. A quanto pare, è nella natura umana lamentarsi della fatica quotidiana; lo facciamo da generazioni e io sto facendo la mai parte: non ho certo intenzione di interrompere la tradizione :D
L'autunno è arrivato; con le sue stranezze meteorologiche ci fa pensare ancora all'estate, anche se quella porta è chiusa da giorni. I pomeriggi sono ancora caldi e soleggiati e le foglie degli alberi ancora verdi; tutto fa pensare ad un'anomala primavera più che alla stagione che prelude al riposo. Nella mia casa di campagna ho trovato le mie rose ancora fiorite e con i boccioli, il melo carico di pomi da raccogliere e l'erba del praticello da tagliare; nulla sembrava far pensare all'autunno, eccetto alcuni rami secchi che raccontano la vecchiaia delle mie piante e che potevano essere scambiati per un segno stagionale. E' vero, nonostante il mio papà abbia messo nuovi alberi, il nocciolo e le piante di fico sono ormai troppo anziane e la loro età spicca tra i nuovi acquisti. L'autunno farà presto cadere le foglie e il mesto pensiero di rivederli ancora vegeti la prossima primavera è sempre più evidente, tanto che mi chiedo che cosa farò se quegli alberi seccassero per davvero. La prima cosa da fare, ovviamente, sarà abbatterli e farne legna da ardere per il camino, ma come compenserò la loro mancanza? Quei vecchi alberi raccontano la vita del giardino e il ricordo dei miei suoceri, la loro perdita e sostituzione preluderebbero al conseguente cambiamento e al passaggio generazionale; sarà anche un ciclo biologico, ma come è triste vederli spegnersi. L'autunno ci racconta di un riposo che terminerà con un risveglio, ma non sempre è così per tutte le piante. L'inverno può determinare la fine per alcune di loro e la primavera non sarà certo una rinascita. In questo ciclo della natura io, invece di pensare alla desolazione in arrivo, cerco di godermi gli aspetti visivi più eclatanti e, mentre la stagione continua con le sue bizzarrie climatiche, penso al mio giardino, tranquillo e solitario, mentre io me ne sto lontana in faccende. Tutto ciò è così pacificante.
Non è stata una settimana semplice e tra le tante cose che sono successe c'è stato un episodio che mi ha scossa notevolmente: l'incontro con il chirurgo che forse mi opererà. Sapevo che i calcoli alla colecisti non potevano essere curati, ma incontrare in così breve tempo, dopo la consapevolezza del mio stato, il medico che fa questo tipo di operazione mi messa in subbuglio. Ammetto di essere una persona impressionabile, ansiosa e paurosa e trattare l'argomento in dettaglio ha reso sempre più concreto un evento che considero estremamente spiacevole e che vorrei fosse lontano nel tempo. Al contrario, tra breve, ci sarà la programmazione. Anche se questo tipo di intervento, fatto nelle migliori condizioni fisiche, è considerato di routine e semplice, è comunque un'operazione e come tale richiede pure un'anestesia totale. Al momento io sono completamente terrorizzata e, pur avendo ottenuto tutte le informazioni e rassicurazioni possibili a riguardo, io continuo a pensarci sopra sgradevolmente. Col trascorrere del tempo, invece di essere diventa più razionale e calma, sono diventata ancora più ansiosa e fifona. Mi rendo conto che devo affrontare un ricovero, un esame del sangue e poi ... l'operazione e che tutto, dato che sono nelle condizioni ottimali per farlo, durerà pochi giorni; io, comunque, fosse possibile, vorrei evitare un simile trambusto. Forse è anche la pigrizia di affrontare il diversivo che mi rende così nervosa; gli anni mi hanno portata a preferire la tranquillità della routine che, per quanto possa riservare stress e seccature, è comunque prevedibile e gestibile: ogni cosa che è al di fuori di questa ripetitività genera apprensione. Fifa blu a parte, è una cosa da fare e anche se andassi in cima a una montagna il problema verrebbe con me; meglio levarselo mentre è ancora piccolo.
lunedì 17 settembre 2018
Non sono solo quattro gocce
A forza di fare il clima sta cambiando ed è arrivata la pioggia, ma non sono solo quattro gocce. I giorni scorsi il meteo annunciava l'arrivo di una perturbazione che avrebbe portato piogge, ma dal momento che l'estate non ha voglia di andarsene, pensavo che ci sarebbero state solo precipitazioni scarse e di breve durata ed invece piove per davvero. L'agenda comincia a riempirsi di impegni e io, come al solito, non ho voglia di uscire quando piove. Con il girello non è possibile affrontare la pioggia se non si va al coperto, per cui ho paura che dovrò rimandare qualcosa e fare degli spostamenti imprevisti. Detesto questo genere di programmazione, non ho più pazienza e voglio che tutto sia sempre lineare; cosa realmente impossibile, ma tanto alla fine so che riprogrammerò tutto e le cose andranno a posto.
Approfitto della pioggia per evitare di innaffiare le piante sul balcone che, nonostante l'arrivo dell'autunno, continuano ad essere vegete anche se stanno dando segni della loro fine vegetativa. E' il secondo anno che punto sulle piante aromatiche piuttosto che su quelle ornamentali, ammetto di averne avuto un gran vantaggio pratico rispetto al mero godimento visivo. Sono stata molto soddisfatta dall'uso in cucina delle mie coltivazioni e per questo motivo mi sento portata a continuare su questa linea anche per l'anno venturo. Non so perché, ma sembra che i piatti cucinati usando le erbe del mio balcone siano più buoni e questo non dipende tanto dall'utilizzo di prodotti freschi quanto dalla soddisfazione delle proprie colture.
Con l'inizio di settembre sono iniziate le sagre e le fiere paesane e ho visto su internet che c'è un fittissimo calendario di manifestazioni per tutti i gusti. Il tema principale però è quello dell'autunno e quindi si può scegliere tra le manifestazioni enogastronomiche a base di prodotti di stagione come le feste dell'uva o delle zucche o tra quelle espositive con mercatini ed eventi musicali. Da tempo non vado più a queste fiere per mancanza di tempo o semplicemente perché non ho più voglia di stare in mezzo alla calca e al rumore, ma quest'anno ho fatto un'eccezione e sono andata a vedere il De Bello Canepiciano. E' una manifestazione molto originale con tema il Medioevo ed adatta alle famiglie. Per mia fortuna è attrezzata per gli invalidi e quindi ho potuto circolare facilmente e vedere un po' di cose davvero strane. Dalla presentazione che c'era in internet credevo fosse la solita esposizione con bancarelle e spettacoli circensi, invece si è dimostrata tutta un'altra cosa. In primo luogo si svolge all'interno delle vie del paese, che per l'occasione sono state cosparse di paglia per ricreare un ambiente antico e fuori dal tempo, e poi è tutto strettamente a tema, con le persone vestite in abiti medioevali. Le bancarelle ci sono, ma sono tutte a tema rigorosamente medievale e rappresentano un aspetto della vita di quell'epoca. I venditori sono in realtà persone preparate a spiegarti quello che stai acquistando e a raccontarti uno spaccato di vita che la loro bancarella rappresenta. Gli spettacoli ricalcano ciò che si vedeva in quell'epoca lontana, ripetendo gesti, canti e movenze antiche e persino le aree destinate ai giochi per bambini sono attrezzate con giochi antichi Ammetto che è stata un'esperienza molto suggestiva, anche se non sono riuscita a vedere tutto, senza contare che la manifestazione dura ben due giorni e che nel secondo giorno c'era la rappresentazione più importante, cioè l'assalto al castello con tanto di cavalli cavalieri. Purtroppo, come ho detto prima, non riesco più a sopportare la calca e il rumore e dopo un po' ho dovuto andarmene via; queste manifestazioni attirano un sacco di pubblico ed è anche piacevole ed interessante parteciparci, ma io non ho più il fisico di una volta e dopo un'ora, un'ora e mezza io abbandono e me ne vado.
Metto qualche foto, le poche sono riuscita a fare di sfuggita , che non sono certo significative, ma ritraggono un po' l'aspetto dell'evento. Come ho detto prima, c'era molta gente e tutti facevano foto e giravano video, per cui non sono riuscita a centrare gli obiettivi migliori, ma mi accontento; almeno posso dire che c'ero :D
Approfitto della pioggia per evitare di innaffiare le piante sul balcone che, nonostante l'arrivo dell'autunno, continuano ad essere vegete anche se stanno dando segni della loro fine vegetativa. E' il secondo anno che punto sulle piante aromatiche piuttosto che su quelle ornamentali, ammetto di averne avuto un gran vantaggio pratico rispetto al mero godimento visivo. Sono stata molto soddisfatta dall'uso in cucina delle mie coltivazioni e per questo motivo mi sento portata a continuare su questa linea anche per l'anno venturo. Non so perché, ma sembra che i piatti cucinati usando le erbe del mio balcone siano più buoni e questo non dipende tanto dall'utilizzo di prodotti freschi quanto dalla soddisfazione delle proprie colture.
Con l'inizio di settembre sono iniziate le sagre e le fiere paesane e ho visto su internet che c'è un fittissimo calendario di manifestazioni per tutti i gusti. Il tema principale però è quello dell'autunno e quindi si può scegliere tra le manifestazioni enogastronomiche a base di prodotti di stagione come le feste dell'uva o delle zucche o tra quelle espositive con mercatini ed eventi musicali. Da tempo non vado più a queste fiere per mancanza di tempo o semplicemente perché non ho più voglia di stare in mezzo alla calca e al rumore, ma quest'anno ho fatto un'eccezione e sono andata a vedere il De Bello Canepiciano. E' una manifestazione molto originale con tema il Medioevo ed adatta alle famiglie. Per mia fortuna è attrezzata per gli invalidi e quindi ho potuto circolare facilmente e vedere un po' di cose davvero strane. Dalla presentazione che c'era in internet credevo fosse la solita esposizione con bancarelle e spettacoli circensi, invece si è dimostrata tutta un'altra cosa. In primo luogo si svolge all'interno delle vie del paese, che per l'occasione sono state cosparse di paglia per ricreare un ambiente antico e fuori dal tempo, e poi è tutto strettamente a tema, con le persone vestite in abiti medioevali. Le bancarelle ci sono, ma sono tutte a tema rigorosamente medievale e rappresentano un aspetto della vita di quell'epoca. I venditori sono in realtà persone preparate a spiegarti quello che stai acquistando e a raccontarti uno spaccato di vita che la loro bancarella rappresenta. Gli spettacoli ricalcano ciò che si vedeva in quell'epoca lontana, ripetendo gesti, canti e movenze antiche e persino le aree destinate ai giochi per bambini sono attrezzate con giochi antichi Ammetto che è stata un'esperienza molto suggestiva, anche se non sono riuscita a vedere tutto, senza contare che la manifestazione dura ben due giorni e che nel secondo giorno c'era la rappresentazione più importante, cioè l'assalto al castello con tanto di cavalli cavalieri. Purtroppo, come ho detto prima, non riesco più a sopportare la calca e il rumore e dopo un po' ho dovuto andarmene via; queste manifestazioni attirano un sacco di pubblico ed è anche piacevole ed interessante parteciparci, ma io non ho più il fisico di una volta e dopo un'ora, un'ora e mezza io abbandono e me ne vado.
Metto qualche foto, le poche sono riuscita a fare di sfuggita , che non sono certo significative, ma ritraggono un po' l'aspetto dell'evento. Come ho detto prima, c'era molta gente e tutti facevano foto e giravano video, per cui non sono riuscita a centrare gli obiettivi migliori, ma mi accontento; almeno posso dire che c'ero :D
mercoledì 12 settembre 2018
L'arrivo delle cimici verdi
L'autunno è segnato dall'arrivo delle cimici verdi, quei fastidiosi insetti puzzolenti che ti ritrovi dappertutto e di cui non riesci mai a liberarti. Sono una piaga come quella degli scarafaggi, ma quando cominci a vederle in giro sai che la stagione sta cambiando. Il mio problema è tenerle alla larga quando stendo il bucato; inevitabilmente me ne trovo qualcuna sulle lenzuola o sulle tovaglie e la cosa mi infastidisce perché puzzano e attaccano il loro odore alla biancheria. Dal momento che l'autunno è diventato un'estate più fresca io continuo a stendere fuori, ma devo fare attenzione agli orari per evitare l'incontro con questi fastidiosi insetti. Sembra che ormai siano ubiquitari e come me altre persone ne lamentano la presenza, ma fanno parte del pacchetto autunnale e dobbiamo tenercele . Quando ero bambina non ricordo di aver mai visto l'invasione di cimici verdi che c'è adesso; forse se ne vedeva qualcuna, ma come oggi mai. L'adattamento alle nuove condizioni climatiche ha quindi favorito alcune specie di insetti rispetto ad altre, senza contare che l'arrivo di nuove specie non autoctone ha portato ad un aumento della popolazione entomica. Non mi piacciono gli insetti, ce poco da fare :(
La salute innanzitutto. Con questa prerogativa ho iniziato un percorso di visite specialistiche per tenere sotto controllo la mia salute che, col passare degli anni, diventa più cedevole. Non so nemmeno io dove ho trovato la forza per affrontare il disagio delle prenotazioni, del raggiungimento degli studi e delle visite stesse; sono una persona che col tempo sta diventando sempre più pigra, ma anche più ansiosa, e conciliare questi due aspetti per raggiungere obiettivi prefissati è diventato piuttosto complicato. Comunque, pur essendo io una persona complicata, quando prendo una decisione, cerco di portarla a compimento e questa volta ho deciso di fare così. Finora sembra che le cose dal punto fisico vadano bene, ma non avendo ancora finito la lista degli incontri specialistici mi aspetto qualche notizia sgradevole e con la sfiga che ho io di sicuro ci sarà. Spesso penso ai miei genitori che, essendo molto anziani, sono sotto costante controllo medico e mi domando come riescano a tollerare una simile situazione; si lamentano, ma vanno avanti lo stesso. Quasi tutti i giorni hanno bisogno di ricette per le loro terapie e periodicamente fanno visite specialistiche; insomma, per loro fare le visite mediche sta diventando un'attività come un'altra. Personalmente sono restia ad applicare alla mia persona una cosa del genere ed immaginare il mio futuro con un andazzo simile mi preoccupa alquanto ed è per questo che mi domando come sono riuscita adesso a prenotare tutte queste visite per me. Spero solo che, finito questo periodo di controlli, la parola "medico" finisca nell'ultima pagina del mio vocabolario.
La salute innanzitutto. Con questa prerogativa ho iniziato un percorso di visite specialistiche per tenere sotto controllo la mia salute che, col passare degli anni, diventa più cedevole. Non so nemmeno io dove ho trovato la forza per affrontare il disagio delle prenotazioni, del raggiungimento degli studi e delle visite stesse; sono una persona che col tempo sta diventando sempre più pigra, ma anche più ansiosa, e conciliare questi due aspetti per raggiungere obiettivi prefissati è diventato piuttosto complicato. Comunque, pur essendo io una persona complicata, quando prendo una decisione, cerco di portarla a compimento e questa volta ho deciso di fare così. Finora sembra che le cose dal punto fisico vadano bene, ma non avendo ancora finito la lista degli incontri specialistici mi aspetto qualche notizia sgradevole e con la sfiga che ho io di sicuro ci sarà. Spesso penso ai miei genitori che, essendo molto anziani, sono sotto costante controllo medico e mi domando come riescano a tollerare una simile situazione; si lamentano, ma vanno avanti lo stesso. Quasi tutti i giorni hanno bisogno di ricette per le loro terapie e periodicamente fanno visite specialistiche; insomma, per loro fare le visite mediche sta diventando un'attività come un'altra. Personalmente sono restia ad applicare alla mia persona una cosa del genere ed immaginare il mio futuro con un andazzo simile mi preoccupa alquanto ed è per questo che mi domando come sono riuscita adesso a prenotare tutte queste visite per me. Spero solo che, finito questo periodo di controlli, la parola "medico" finisca nell'ultima pagina del mio vocabolario.
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